In lode a Extinction Rebellion

05 Aug 2020 - Di Fiorella Carollo
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Credits Markus Spiske on Unsplash

Estratto dalla prefazione al volume “Extinction Rebellion e la rivoluzione ambientale”, uscito nel maggio 2020 per Multimage.

Extinction Rebellion (XR) è un movimento che ha ottenuto molti risultati, su più fronti, in un tempo relativamente breve. Il primo è quello di essere riuscito ad attirare l’attenzione dei media inglesi sulle loro proteste nell’aprile del 2019 che si sono protratte per undici giorni. Nelle interviste televisive, è riuscito a spostare l’attenzione, dalle accuse al vetriolo di portare enorme disagio alla città di Londra, ai temi pressanti all’origine delle loro proteste. Prima ancora è riuscito a mobilitare un numero importante di persone, di sensibilizzarle e portarle sulle strade. E’ riuscita ad impegnarle fino al punto di essere disposte a farsi arrestare, un numero davvero considerevole: 1200 dimostranti arrestati in aprile e più di 1.700 in ottobre! Le persone coinvolte appartengono a diverse fasce di età e di condizione sociale, tra gli arrestati vi sono molte persone sessantenni, alcuni ottantenni.

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Credits John Cameron on Unsplash

E’ riuscita ad organizzare nel febbraio 2019 il primo sciopero nazionale studentesco in Inghilterra, coordinato dalla sede di Londra, da una giovanissima ragazza sedicenne di origine peruviana. Nell’arco di pochi mesi XR è riuscita a creare un movimento internazionale: nel maggio del 2019 erano 200 gruppi in 26 paesi del mondo - inclusa l’Italia - nel dicembre del 2019 sono arrivati ad essere presenti in 76 paesi con 700 gruppi attivi.

XR ha dimostrato una grande disciplina e un’ottima organizzazione, non ha ceduto alla violenza, le loro proteste sono non-violente e per questa ragione hanno ottenuto la collaborazione della polizia, non ha avuto bisogno di caricare i dimostranti che si sono offerti pacificamente all’arresto.

Ha da subito creato un clima sicuro per le famiglie in modo che potessero partecipare alle dimostrazioni con i loro bambini, ha affiancato nelle manifestazioni maggiormente affollate una squadra di avvocati che assistessero i dimostranti mentre venivano arrestati se avevano bisogno di assistenza.

Gli organizzatori di XR hanno saputo mettere sul campo le risorse non solo di ogni singolo membro ma anche quelle generazionali per cui i partecipanti “over-50” hanno istruito i più giovani, ognuno partendo dal proprio expertise, creando una sinergia intergenerazionale che ha potenziato il movimento.

Extinction Rebellion ha ottenuto una certa credibilità agli occhi dei media e dell’opinione pubblica britannica perché ha coinvolto nella sua causa, nel movimento, professori universitari ambientalisti e noti giornalisti ambientalisti come George Monbiot del Guardian, Rupert Read dell’università di East Anglia, che a novembre, in una ricerca presentata al summit di Madrid, è risultato tra le prime cinque persone nel mondo che più hanno influenzato il dibattito sulla crisi climatica- Jem Bendell dell’Università di Cumbria, il cui saggio su come affrontare la paura del collasso climatico è estremamente noto.

XR ha fatto scuola dopo aver ottenuto l’incredibile risultato di coinvolgere nelle dimostrazioni attivisti di ogni estrazione, dagli animalisti, ai pacifisti, agli anarchici, ai Verdi, alle femministe, agli ecologisti ecc. dimostrando in questo una grande forza di persuasione e aggregazione. L’ultimo ad unirsi e collaborare è stato Greenpeace UK che per un anno non solo si è rifiutato di accogliere le richieste di collaborazione di XR ma anche di parlare con loro; di fronte al successo delle loro dimostrazioni- cosa che a loro non riusciva in tale misura- ha dovuto capitolare.

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Questi stessi gruppi, singolarmente, ammettono che XR è riuscita ad ottenere molto con le sue proteste ben organizzate ed ha cambiato il panorama dell’attivismo, facendo scuola, non solo in Inghilterra ma nel mondo.

Ultimo ma non meno importante, grazie all’efficacia della loro strategia e all’abilità di cui sopra, XR ha ottenuto grossi finanziamenti, 500,000£ da filantropi americani che a luglio hanno istituito un fondo allo scopo preciso di finanziare i gruppi di XR di Londra e quelli americani.

L’obiettivo dichiarato è molto ambizioso: mobilitare le masse entro il 2020 e coinvolgere il 3.5% della popolazione.

Ad un anno dalla loro nascita, alla COP25 tenutasi a Madrid- l’assemblea annuale dell’Onu sul clima- è stato presentato un rapporto sui big influencer del dibattito sul cambiamento climatico: se Greta è risultata la persona con maggior impatto tra 25 nella lista, Extinction Rebellion è risultato il movimento che più ha influenzato il dibattito in corso, mentre un leader storico come Greenpeace è arrivato solo al 18esimo posto.

Mi sono sentita motivata a scrivere su XR dopo aver visto con stupore che la stampa italiana non ha dato alcuna notizia di quanto stava succedendo a Londra nell’aprile 2019. Mi sono indignata per tanta indifferenza. Ma da settembre le cose sono cambiate anche in Italia, certo non si parla di XR ma di Greta e i nostri politici si sono subito dati una patina verde, ma i giovani sono scesi in piazza a migliaia e hanno fatto sentire la loro voce. E’ solo l’inizio di una stagione… che sarà sempre più verde.

tratto da pag.9,10 del libro

Il libro può essere richiesto all’editore

https://multimage.org/info/ordinare/