XR Italia a fianco di chi evidenzia le responsabilità dell’industria della moda

Scritto il 28 Oct 2019 da XR Italia - Notizie

Oggi la Questura di Padova ha denunciato due giovani di Fridays for Future per “violenza privata” dopo un die-in da loro inscenato venerdì scorso nei locali di una famosa catena di moda veloce (“Fast Fashion”) [1].

Extinction Rebellion Italia apprende con sgomento la notizia di tale denuncia penale, e manifesta solidarietà con i due attivisti denunciati, sia perché ne condivide gli obiettivi, sia considerando che le pratiche del die-in sono fra le proteste nonviolente più usate anche dal movimento XR.

Per quanto riguarda gli obiettivi di una protesta svolta in una catena di fashion, XR intende evidenziare come l’uso sconsiderato delle risorse, come avviene nell’industria della moda, in un momento di emergenza climatica e di collasso ecologico, mostra quanto siamo lontani dalla comprensione della portata e dell’urgenza della crisi che minaccia la nostra esistenza. Vuole inoltre chiarire che cosa si intenda con la pratica del “die-in”.

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Die in dentro lo store H&M Torino promosso dai Fridays for Future, credits pagina Facebook FFF Torino

Il die-in è un modo di protestare pacifico e nonviolento in cui i partecipanti rimangono a terra per un breve periodo di tempo: un atto solenne che simboleggia il tipo di futuro che saremo costretti ad affrontare senza un cambiamento di sistema che metta un argine al collasso climatico ed ecologico. Non si caratterizza come protesta violenta, e non danneggia cose né persone.

In particolare nei mesi scorsi anche Extinction Rebellion ha preso di mira l’industria della moda con i suoi die-in e le sue performance di forte impatto visivo, che si sono svolte in concomitanza con la London Fashion Week, di cui gli attivisti avevano chiesto la chiusura [2].

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Attivisti di Extinction Rebellion con i manifesti #XRBoycottFashion al di fuori dello spettacolo di Victoria Beckham durante la London Fashion Week. Credits Alexander Coggin per il New York Times

Dal maggio 2018 una branca di Extinction Rebellion (#XR52) che si occupa della filiera del fashion e dei danni che essa fa al Pianeta, sta promuovendo un boicottaggio globale dei tessili nuovi di 52 settimane [3].

I motivi per aderire al boicottaggio sono molti: produzione enorme di rifiuti, spesso mandati direttamente all’inceneritore, utilizzo massiccio di acqua per la filiera, deforestazione per far spazio a colture finalizzate al tessile, inquinamento chimico che influisce sulla biodiversità, violazione dei diritti umani e degli animali, emissioni di CO2, combustibili fossili che stanno dietro alle fibre sintetiche e che inquinano i mari, sfruttamento dei lavoratori della filiera…

Extinction Rebellion invita a usare tessili già in proprio possesso, comprare usato o scambiare e riparare e rendere migliori gli abiti che si posseggono già. Se per svegliare la popolazione su questi temi sarà necessario attuare azioni di protesta nonviolenta, come fatto dagli amici di FFF Padova, è quello che faremo.

#RepairRewearRebel

Riferimenti

[1]  Alle denunce si aggiungono due avvisi di “pericolosità sociale”, sempre emessi dal Questore Paolo Fassari. https://www.globalproject.info/it/in_movimento/a-padova-due-attivisti-di-fridays-for-future-denunciati-per-un-die-in-a-zara-e-la-prima-volta-in-italia/22329?fbclid=IwAR0U8chBBAOqh03k6CryzPhDZFefBV7Esvu8EitBEoFoV1RcC6kgUxQUyrs

[2]

https://www.vogue.it/news/article/extinction-rebellion-vuole-boicottare-london-fashion-week-2019 ;

https://www.nytimes.com/2019/10/06/fashion/extinction-rebellion-fashion-protest.html ;

https://www.dazeddigital.com/fashion/article/46000/1/extinction-rebellion-stage-climate-change-crisis-die-in-london-fashion-week-ss20 

[3]

https://www.xrfashionboycott.com L’account instagram del movimento (@ xr.boycottfashion ) mostra i ritratti di coloro che hanno aderito all’impegno di boicottare, dagli addetti ai lavori alla moda agli studenti di moda che descrivono dettagliatamente i motivi per cui si sono uniti a #BoycottFashion.

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Attivisti di FFF durante il die-in al negozio di Fast Fashion H&M a Torino, e mentre ripuliscono alla fine dell’azione.

post-picture Attivisti di XR Boycott Fashion durante uno dei tanti “die-in” alla London Fashion Week.

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