Cavalcata Ribelle 9 Novembre 2019

Scritto il 10 Nov 2019 da Leonardo (XR Milano) - Notizie

Milano - Chi sabato 9 novembre si trovava a passeggiare per il centro del capoluogo lombardo godendosi il primo vero weekend di freddo dopo l’ennesima “estate di caldo record”, si sarà sicuramente imbattuto nella coloratissima pedalata che il gruppo di Milano di Extinction Rebellion ha organizzato, partendo dalla Darsena fino ad arrivare alla fine di Corso Como.

Noi attivisti che l’abbiamo vissuta dall’interno vi possiamo raccontare che al passaggio di queste decine di biciclette che occupavano tutta la carreggiata abbiamo incrociato le espressioni più strane, segno che stiamo portando qualcosa di nuovo tra le strade della città. Vedendo quei visi, abbiamo immaginato i pensieri che stavamo evocando: tra questi, sicuramente alcune persone non avranno condiviso il nostro entusiasmo, altri invece (ci piace pensare), ci avranno guardato con il sorriso, riconoscendo in noi delle persone preoccupate per la gravità dell’emergenza presente, e insieme impegnate a rivendicare un futuro vivibile per le future generazioni e per l’intero ecosistema.

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Abbiamo pedalato per Milano fischiando, scampanellando, cantando e innalzando slogan, ricordando la situazione drammatica che stiamo vivendo. Facendo questo, abbiamo utilizzato un linguaggio di impatto, richiamando le persone alla ribellione (nonviolenta) consapevoli di poter suscitare scalpore. La domanda chiave per noi è questa: “quale linguaggio si dovrebbe utilizzare mentre interi ecosistemi stanno morendo giorno dopo giorno?”. A nostro parere è necessario dire la Verità sulla drammatica situazione che sta vivendo il pianeta.

Parlando di linguaggio, pochi giorni fa su diversi quotidiani italiani e internazionali è stato dato spazio a diversi articoli incentrati sulla dichiarazione di emergenza climatica firmata da più di 11.000 scienziati delle maggiori istituzioni accademiche mondiali [1]: le parole utilizzate non lasciano spazio ad interpretazioni visto che quando parlano del futuro gli scienziati ci prospettano “indicibili sofferenze umane” e parlano di una “minaccia catastrofica”. Sulla base di queste incontrovertibili evidenze crediamo sia giusto esigere da parte dei media e della politica un linguaggio che sottolinei l’urgenza della crisi climatica ed ecologica. L’urgenza a cui facciamo riferimento è avvalorata infatti da dati di realtà ed è sotto gli occhi di tutti.

La dichiarazione firmata da oltre 11.000 scienziati afferma che «occorrono profonde trasformazioni dei modi in cui le società globali funzionano e interagiscono con gli ecosistemi naturali» e verte su alcuni punti chiave, come ad esempio l’abbandono dei combustibili ad azione climalterante, lo stop agli agenti inquinanti e la conservazione degli ecosistemi naturali e della biodiversità… Queste sono tematiche centrali anche nelle richieste Extinction Rebellion, e gli scienziati hanno manifestato di condividerne anche le pratiche di azione diretta nonviolenta, tanto che che negli ultimi mesi più di 1.500 scienziati hanno firmato una dichiarazione in cui si espongono appoggiando le azioni di disobbedienza civile [2], e addirittura circa 400 scienziati si sono uniti nel gruppo “Scientists for Extinction Rebellion” e sono concretamente scesi in piazza a Londra durante la ribellione di ottobre.

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«Non possiamo accettare che il ruolo degli scienziati sia solo quello di scrivere articoli per pubblicarli su riviste oscure e sperare che in qualche modo qualcuno presti loro attenzione», ha dichiarato la loro portavoce, Julia Steinberg, che insegna economia dell’ambiente all’università di Leeds e partecipa alla stesura dei rapporti dell’Ipcc [3].

Come gli scienziati, anche noi non ci accontentiamo di scrivere di questi temi, noi queste richieste le vogliamo portare all’attenzione di tutti e sul campo.

La coloratissima cavalcata voleva appunto portare all’attenzione della cittadinanza delle richieste precise per il Comune di Milano, la Regione Lombardia e tutte le istituzioni centrali, che permetterebbero, se realizzate, di fare un importante passo nel contrasto alla crisi ecologica e climatica:

  1. Che la città metropolitana di Milano deliberi finalmente la dichiarazione di stato di emergenza climatica ed ecologica, in base all’impegno preso a seguito della mozione votata il 20 maggio 2019, ove la data di raggiungimento dello zero netto delle emissioni climalteranti del 2030 sia modificata in “entro il 2025”;
  2. Che il Sindaco della Città Metropolitana e il Presidente del Consiglio Comunale intensifichino il coinvolgimento delle cittadine/i, delle associazioni e dei movimenti nel processo di individuazione e risoluzione delle criticità ambientali avvalendosi di un team di scienziati esperti in materia.
  3. Che la Regione Lombardia deliberi lo stato di emergenza climatica e ecologica e si impegni a raggiungere lo zero netto di emissioni di gas climalteranti entro il 2025.
  4. Che sia la città Metropolitana di Milano che la Regione Lombardia facciano pressione sul Governo centrale affinché vengano presi provvedimenti analoghi a livello nazionale.

Queste richieste sono alla base delle nostre azioni di protesta nonviolenta e rappresentano una risposta all’inerzia del sistema politico che non sta fronteggiando la crisi climatica ed ecologica con l’importanza che questa merita.

La causa che stiamo abbracciando è (e sarà sempre più) centrale nella vita quotidiana di tutti noi, e crediamo che pedalare in massa per le strade di Milano sia stata una azione significativa per farle raggiungere un pubblico più vasto.

Vi invito quindi a “ribellarvi” con noi: scoprirete che il nostro gruppo è un bacino di idee e proposte di tanti punti di vista differenti, uniti però dall’obiettivo di salvare il nostro pianeta.

Link al video della “Cavalcata Ribelle”

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[1] L’appello è stato pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica accademica, Bioscience: “Gli scienziati hanno il dovere morale di avvertire chiaramente l’umanità di pericoli catastrofici. In base a questo obbligo e ai dati presentati qui, dichiariamo chiaramente e inequivocabilmente che il pianeta Terra si trova di fronte ad un emergenza climatica”. L’appello è stato rilanciato da diversi quotidiani italiani e internazionali:

[2] Più di 1500 scienziati ad oggi hanno firmato una dichiarazione di sostegno alle proteste di disobbedienza civile nonviolenta che stimolino l’azione del governo in merito al collasso climatico ed ecologico in atto: Link all’articolo

[3] Articolo di Repubblica

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