#UltimatumCOP25: Extinction Rebellion c’è

Scritto il 01 Dec 2019 da XR Italia - Notizie

25 anni fa, nella primavera del 1995, Berlino ospitò la prima Conferenza delle Parti (COP). Lo scopo di questa riunione era stabilire ufficialmente un elenco di obblighi giuridicamente vincolanti per i paesi “sviluppati” per riconoscere e ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici causati dall’uomo. Questa riunione si svolge da allora ogni anno ed è in questa sede che si sono svolti i negoziati del protocollo di Kyoto e dell’accordo di Parigi. Il protocollo di Kyoto (2005) è un trattato internazionale opzionale che mira a incoraggiare le parti a ridurre i gas a effetto serra. Ad oggi 192 membri hanno aderito a questo trattato. L’accordo di Parigi, firmato nel 2016 e tuttora in vigore, mira a limitare il riscaldamento globale. In base all’accordo, esiste un obiettivo comune per mantenere il riscaldamento ben al di sotto di +2° C rispetto all’epoca preindustriale entro il 2100. Non esistono però date limite in questo accordo entro le quali i Paesi dovrebbero ridurre le proprie emissioni. I Paesi stabiliscono i propri target nazionali volontari. Ad oggi, 187 parti si sono impegnate, sebbene il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi, voluto da Trump, entrerà in vigore nel novembre 2020.

Mentre alcuni sostengono che sono stati compiuti progressi, i cambiamenti effettivi sono appena iniziati. Chiediamo progressi tangibili per mitigare il clima e il collasso ecologico.

Quest’anno, un quarto di secolo dopo quella primavera a Berlino, la COP25 si terrà a Madrid dal 2 al 13 dicembre.

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Ribelli di 19 Paesi, compresa l’Italia, si stanno facendo strada attraverso l’Europa per unirsi a XR Spagna nel tentativo internazionale di tenere alta l’attenzione dei media e della popolazione sulla COP25. I ribelli daranno l’allarme con delle azioni dirette nonviolente per raggiungere il cuore di coloro che hanno il potere di apportare cambiamenti sistemici su scala internazionale.

Per saperne di più su come unirti a noi a Madrid e trovare un alloggio, compila questo modulo. Encuentra el formulario en español aqui.

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La scienza e la posta in gioco alla COP25

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La COP25 rappresenta un’opportunità da non perdere per prendere decisioni audaci. Ricerche recenti mettono in luce il fatto che l’umanità si trova ad un momento di svolta della propria storia.

Lunedì, un rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM, uno degli istituti specializzati delle Nazioni Unite) ha annunciato che le concentrazioni di gas a effetto serra hanno raggiunto un livello record e che il divario tra obiettivi e realtà è “evidente e crescente”. Il segretario generale dell’OMM, Petteri Taalas, ha dichiarato: “Non vi è alcun segno di rallentamento, né tanto meno un calo, nella concentrazione di gas serra nell’atmosfera nonostante tutti gli impegni previsti dall’accordo di Parigi. Dobbiamo tradurre gli impegni in azioni e aumentare il livello di ambizione per il bene del futuro benessere dell’umanità”.

Gli autori di uno studio che è stato pubblicato su Environmental Research Letters, tra cui Diana Urge-Vorsatz, vicepresidente del gruppo di lavoro IPCC III, presentano un messaggio più promettente.

Notano come la modellistica climatica abbia sottostimato sia la velocità del riscaldamento globale che il potenziale dei “punti di non ritorno”, dove gli effetti di feedback creerebbero cambiamenti auto-rinforzanti che potremmo essere incapaci di fermare. Ma gli autori sostengono anche che i progressi e le opportunità di mitigazione pratica sono stati sottovalutati e mentre i responsabili politici stanno diventando consapevoli del primo errore, raramente si rendono conto che le proprie possibilità di prendere decisioni che vanno nella direzione della mitigazione sono state finora sottovalutate.

post-picture Operazione di rimboschimento in Camerun. Ollivier Girard / CIFOR (CC BY-NC-ND 2.0)

Gli autori sostengono che numerosi fattori, come i progressi nell’uso efficiente dell’energia, sono stati trascurati in modelli di previsione che mettono in relazione la scienza del clima con conseguenze, scelte dei decisori e politiche di mitigazione. Ciò potrebbe ridurre il divario tra i tassi di avanzamento degli sforzi di mitigazione e ciò che è necessario per raggiungere gli obiettivi.

Gli autori affermano che le loro scoperte aprono nuove prospettive per la realizzabilità e l’accettabilità sociale ed economica degli obiettivi dell’Accordo di Parigi, incluso il suo obiettivo aspirazionale di rimanere a +1,5° C.

Un altro studio, condotto da un gruppo di esperti dell’IPCC, pubblicato a settembre su Science , illustra gli effetti previsti a diversi livelli di riscaldamento. Le conseguenze a +1,5 ° C non sono trascurabili, ma uno scenario di +2 ° C sarebbe esponenzialmente peggiore. Aumentano tutti i rischi ecologici e gli impatti sull’uomo (ad es. disponibilità di cibo, scarsità d’acqua). Differenze specifiche includono la perdita del “solo” 70-90% di coralli tropicali (fondamentali per l’ecosistema oceanico) anziché del 99% e 420 milioni di persone in meno esposte frequentemente a ondate di calore estreme. Il rischio di raggiungere “punti di non ritorno” rimane basso a +1,5° C ma diventa “sostanziale e crescente”, man mano che il riscaldamento aumenta da +2 °C a+ 3° C. Le proiezioni attuali mostrano che siamo diretti ad un aumento di oltre +3 ° C a fine secolo, e questo dato presuppone che tutti aderiscano alle politiche e agli impegni ad oggi esistenti.

Gli autori concludono che “è molto chiaro che siamo di fronte a una situazione ancora più convincente che ci spinga ad approfondire l’impegno e le azioni” per stabilizzare la temperatura globale a +1,5° C.

XR farà ogni sforzo per garantire che le menti siano focalizzate sugli obiettivi aspirazionali mentre la COP25 si svolgerà nei prossimi giorni. E, soprattutto che, contrariamente ad alcuni anni precedenti, gli impegni siano ambiziosi e vincolanti. La scienza mostra che si tratta davvero di un’emergenza climatica, ma ci sono anche indicazioni che non è troppo tardi. Siamo in grado di mitigare e contrastare esiti veramente apocalittici, se agiamo con coraggio e agiamo ora.

#UltimatumCOP25 #ExtinctionRebellion

post-picture Un esperto in Kenya sta monitorando le condizioni del suolo, un componente chiave per mitigare i cambiamenti climatici. Georgina Smith / CIAT (CC BY-NC-SA 2.0)

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