Storica marcia per il clima: mezzo milione di persone in strada a Madrid

07 Dec 2019 - XR Italia
Notizie COP25



Ieri, venerdì 6 dicembre, le strade di Madrid sono state invase da una marea di attivisti e cittadine/i preoccupate/i, riuniti sotto il motto “Il mondo si è svegliato all’emergenza climatica”. La manifestazione è stata convocata in contemporanea alla COP25 dalle piattaforme Fridays For Future, Alliance for Climate, Alliance for Climate Emergency e 2020 Rebellion for Climate, con il sostegno delle organizzazioni Vertice cileno dei popoli e Società Civile per l’Azione per il Clima (SCAC). Extinction Rebellion ha aderito all’appello per questa “Ribellione senza confini”, ed era presente un folto gruppo di attivisti internazionali, anche provenienti dall’Italia.

La cosiddetta Marcha por el Clima è iniziata alle 18 dalla stazione di Atocha e si è mossa con un lunghissimo corteo di cui non si vedeva né inizio né coda, concludendosi con un grande spettacolo in Nuevos Ministerios con musica dal vivo e durante la quale i rappresentanti delle comunità indigene e non solo hanno letto un manifesto. È stata stimata una presenza di 500.000 persone.

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Gli organizzatori della marcia hanno deciso di dare risalto agli indigeni e ai partecipanti provenienti dal Cile in quanto è il paese organizzatore della COP25, che è stata trasferita a Madrid in seguito a una decisione del presidente Piñera. Insieme i gruppi del continente americano hanno formato il primo blocco della manifestazione.

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“Il manifesto per il pianeta” della marcia è stato letto da differenti persone, in rappresentanza delle varie voci che lo hanno elaborato (movimenti sociali, giovanili, ambientali, femministi, di cooperazione allo sviluppo e sindacalisti). La lettura dal palco è iniziata con la rappresentante della nazione Mapuche cilena, che ha letto una condanna senza riserve della violazione dei diritti umani in Cile: “la repressione da parte del governo del popolo cileno è un attacco alla democrazia e alla lotta per la giustizia ambientale e sociale. Estendiamo questa frase a tutti gli angoli del mondo in cui stanno avvenendo processi simili”.

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Il manifesto prosegue denunciando la crisi ecologica: “Recenti relazioni sullo stato della biodiversità dell’IPBES (Piattaforma intergovernativa per la biodiversità e i servizi ecosistemici) indicano che circa un milione di specie di animali e piante sono sull’orlo dell’estinzione a causa delle attività umane. Inoltre, l’incapacità di rispondere rapidamente e con forza all’emergenza climatica, ambientale e sociale, comporterà la crescita della povertà estrema per milioni di persone, per non parlare dell’estinzione di una moltitudine di specie e di interi ecosistemi. La realtà è che le emissioni continuano ad aumentare a livello globale […]. La COP25 dovrebbe fare un chiaro passo avanti nella fornitura di fondi e altri strumenti fondamentali per mitigare le conseguenze della combustione di combustibili fossili. È inaccettabile che i parlamenti e le istituzioni pubbliche restino piegati alle grandi società, banche e mercati finanziari […] Abbiamo bisogno di un piano di riduzione delle emissioni. L’UE e il G20 devono guidare il cambiamento”.

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Nella sua conclusione il manifesto suonava così: “C’è poco tempo per fermare questa emergenza climatica e abbiamo bisogno di tutti, a Santiago del Cile, Madrid e oltre per far ascoltare la nostra voce. Abbiamo bisogno che vengano ascoltate le voci dei giovani sul clima, degli indigeni che soffrono per le cause e per le conseguenze dei cambiamenti climatici. Abbiamo bisogno che si ascoltino le voci delle donne che svolgono un ruolo essenziale nella lotta per il clima e la voce di tutta la vita sulla Terra.”


Credits delle immagini: Agisilaos Koulouris - Instagram: @agisilaos_k - @round_sesame_bread - Email: agisilaoskoulouris@gmail.com - +306988723439