Guterres: gli impegni di Parigi non bastano, vanno aumentati di 5 volte

12 Dec 2019 - XR Italia
Notizie COP25



Nel suo intervento alla COP25 il segretario generale delle Nazioni Unite sprona i delegati a prendere impegni più ambiziosi di quelli di Parigi (2015), per mantenere il riscaldamento entro +1,5°C e ribadisce che nel varare impegni nazionali vincolanti è necessario tenere conto delle soluzioni basate sulla natura (ripristino degli ecosistemi), garantire una transizione giusta, considerando anche la componente di genere, nonché smettere di sovvenzionare il fossile e di costruire centrali a carbone.

post-picture Foto di Neal McQueen (c) Neal McQueen - telegram @nealmcqueen


Madrid, 11 dicembre 2019 - “Gli impegni presi a Parigi nel 2015, se anche saranno rispettati, non bastano e ci porteranno a un mondo più caldo di oltre 3 gradi: vanno aumentati di 3 volte per stare entro i 2 gradi di riscaldamento e di cinque volte per tentare di restare entro il grado e mezzo”. Per cercare di mobilitare una presa di coscienza politica il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres – intervenendo alla COP 25 in corso a Madrid – ha sottolineato che “i prossimi 12 mesi saranno cruciali”. “Nel 2020 – ha esortato le delegazioni – dobbiamo realizzare quello che la comunità scientifica ha definito un obbligo: aumentare il livello di ambizione. Altrimenti noi e ogni generazione che seguirà pagheremo un prezzo insopportabile.”

La scienza alla base dell’intervento di Guterrez: il report Emission Gap dell’ONU

A dire che non si fa abbastanza è – come ogni anno – l’Emissions gap report dell’ONU (Unep) [1]. Nell’edizione appena uscita del 2019 il rapporto rileva che le emissioni di gas serra sono aumentate dell’1,5% all’anno nell’ultimo decennio. Nel 2018 le emissioni, comprese quelle derivanti dalla deforestazione, hanno raggiunto un nuovo massimo di 55,3 gigatonnellate di CO2 equivalente. Su base annuale, questo significa che per raggiungere l’obiettivo di rimanere entro un aumento di +1,5°C rispetto all’epoca preindustriale servono riduzioni delle emissioni del 7,6 per cento all’anno dal 2020 al 2030”. Se ci limitassimo agli (scarsi) impegni presi finora, secondo il segretario generale dell’ONU il nostro futuro è segnato, e corriamo verso lo scenario di +3°C e oltre[2]. Uno scenario con effetti spaventosi per gran parte dell’umanità e delle specie viventi.

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Il segretario generale delle Nazioni Unite ha poi presentato una lista di dieci priorità ai delegati della COP25. “La prima è garantire che i principali responsabili delle emissioni si impegnino ad assumere impegni nazionali più ambiziosi entro il 2020, in linea con il limite di 1,5 gradi. In secondo luogo, è necessario che tutti i governi seguano l’esempio dei 75 Paesi che si sono impegnati a presentare nel 2020 strategie di riduzione per raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2050 o prima. Abbiamo bisogno che tutti i Paesi rafforzino i loro impegni l’anno prossimo”.

“In terzo luogo, dobbiamo rendere più ambiziosi gli impegni nazionali in settori che non rientravano pienamente nel quadro del 2015, come le soluzioni basate sulla natura[3].

post-picture Nursery nel villaggio pachistano di Lubuk Beringin, foto di Tri Saputro/CIFOR


In quarto luogo, dobbiamo affrontare la dimensione sociale del cambiamento climatico garantendo che gli impegni nazionali includano una transizione giusta per le persone i cui posti di lavoro e mezzi di sussistenza sono interessati dal passaggio dall’economia grigia a quella verde[4]. Con l’adeguamento, dobbiamo anche considerare la componente di genere negli effetti del cambiamento climatico e rimuovere le barriere che limitano la capacità delle donne, in particolare delle donne povere, di prosperare in un’economia verde e di adattarsi agli impatti del clima.

post-picture Foto dell’azione di XR Rebels beyond Borders, di Neal McQueen (c) Neal McQueen - telegram @nealmcqueen


Quinto, dobbiamo ridurre l’attuale capacità di produzione di carbone e garantire che non vengano più costruite nuove centrali a carbone dopo il 2020. Il carbone è il singolo ostacolo maggiore per l’obiettivo +1,5 gradi. Questa è la chiave per decarbonizzare le economie e migliorare la salute delle persone”.

“Sesto, dobbiamo accelerare la transizione verso un’energia rinnovabile al 100%, aumentare l’efficienza energetica, porre fine alle sovvenzioni per i combustibili fossili e decarbonizzare settori chiave come i trasporti”.

“In settimo luogo, dobbiamo spostare più rapidamente i flussi finanziari, rendere più facilmente disponibili finanziamenti sostenibili e passare alla fissazione del prezzo del carbonio, ponendo al centro delle preoccupazioni anche l’adattamento. Se spostiamo la tassazione dai redditi al carbonio, tasseremo l’inquinamento e non le persone.

L’ottavo punto è il rafforzamento del sostegno alle persone colpite dal cambiamento climatico e la costruzione di un futuro più resiliente”.

“Nono, dobbiamo rispettare gli impegni assunti al Vertice nei confronti dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo e dei paesi meno sviluppati. Sono i primi a soffrire perturbazioni climatiche”.

post-picture Foto dell’azione di XR Rebels beyond Borders, di Neal McQueen (c) Neal McQueen - telegram @nealmcqueen


“Infine il decimo punto, dovremmo attuare le iniziative del Vertice con tabelle di marcia efficaci per la decarbonizzazione di settori chiave, come il trasporto marittimo, l’edilizia abitativa e i trasporti, l’industria siderurgica e quella del cemento”.

“Oggi le persone di tutto il mondo chiedono un mondo più pulito, più sicuro, più giusto e sono pronti a mobilitarsi per ottenerlo – ha concluso Guterres – quindi, guardando al 2020, c’è molto da fare. Ma la direzione è chiara. Il limite di +1,5 gradi Celsius è ancora a portata di mano. Quindi vi invito tutti, nei giorni, nelle settimane e nei mesi a venire, a lavorare insieme e a non abbandonare questa lotta per le nostre vite”.

post-picture Foto scattata alla Marcha por el Clima del 6 dicembre a Madrid da Mar Cervino (contacts: @marcevinophoto


[1]Report del Programma ambientale delle Nazioni Unite, qui l’originale: https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/30797/EGR2019.pdf?sequence=1&isAllowed=y

[2] Nelle parole di Guterres “Se gli attuali NDC incondizionati – gli NDC (Nationally determined contributions) sono gli impegni volontari di taglio delle emissioni previsti dall’accordo di Parigi – saranno pienamente implementati, c’è il 66% delle probabilità che il riscaldamento sia limitato a 3,2°C entro la fine del secolo. Se anche gli NDC condizionati saranno efficacemente implementati, il riscaldamento probabilmente si ridurrà di circa 0,2°C, essendo di 3° C”.

[3] Su questo si veda l’approfondimento di Extinction Rebellion Italia per la penna di Jacopo Simonetta, ecologo https://extinctionrebellion.it/societa/2019/12/03/Emergenza-climatica-servizi-ecosistemici/

[4] Si veda l’articolo di commento della Coordinatrice scientifica di COP25 Maisa Rojas: https://extinctionrebellion.it/societa/2019/12/10/Riscaldamento-globale-diseguaglianza-sociale/