L'Australia registra il giorno più caldo di sempre - un giorno dopo il record precedente

Intanto i volontari curano i koala ustionati

21 Dec 2019 - XR Italia
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L'Australia ha registrato il giorno più caldo di sempre mercoledì 18 dicembre, con una temperatura massima media di 41,9° C, battendo di 1° C il record precedente che era stato stabilito solo 24 ore prima. Le cause sono da ricercarsi nel surriscaldamento globale. Questa è anche una delle cause degli incendi che stanno distruggendo l’habitat del koala nel Nuovo Galles del Sud, dove i volontari si stanno impegnando per salvare i marsupiali e le altre specie divorate dal fuoco.


In copertina: Incendio boschivo nell’Australia Sud orientale. Photo by Quarrie Photography | Jeff Walsh | Cass Hodge (CC BY-NC-ND 2.0)

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Due record negativi di fila per l’Australia flagellata dagli incendi: martedì 17 dicembre era stata registrata una media di 40,9° C in tutto il continente, battendo il precedente record di 40,3° C, ma questa temperatura è rimasta imbattuta solo per sole 24 ore. Mercoledì 18 è stato ancora più caldo in tutto il paese, con la massima temperatura raggiunta a Birdsville, nell’Australia meridionale, che ha toccato 47.7°C.

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Per calcolare il massimo medio, il Bureau of Meteorology (Ufficio del governo australiano dedicato alla meteorologia)[1] rileva le temperature massime registrate in circa 700 posizioni sul continente, le inserisce in una griglia, calcola una media e quindi effettua un controllo incrociato rispetto al suo record, con un controllo di qualità a lungo termine.

Ma perché l’Australia è così calda?

Il dott. Karl Braganza, responsabile del monitoraggio del clima presso l’Ufficio Metereologico australiano, ha dichiarato: “La variabilità naturale e il riscaldamento globale stanno spingendo nella stessa direzione. Ecco perché abbiamo battuto record.”

Non è un fenomeno “solo naturale”

Il dott. Andrew Watkins, capo delle previsioni a lungo termine presso l’ufficio, ha identificato tre fattori chiave che hanno spinto le temperature a livelli record: due naturali e uno no.

Il primo è il Dipolo nell’Oceano Indiano: “esso ha mantenuto le coste molto asciutte in inverno e in primavera”, ha detto Watkins. “Questo rende l’ambiente estremamente secco”. Un secondo fattore di traino naturale, ha detto Watkins, è stata una fase negativa della modalità anulare meridionale che è stata avviata dal riscaldamento dell’atmosfera sopra l’Antartide. Gli eventi di questo tipo di solito durano solo poche settimane, ma Watkins ha affermato che questo evento era presente da ottobre.

“Tutto ciò sta portando a una vera e propria cottura dell’Australia centrale”, ha detto. “Non c’è niente lì che possa favorire l’evaporazione per raffreddare l’aria.” Alla base di entrambi questi fattori trainanti del caldo record c’è il fattore umano: si tratta del cambiamento climatico, la “semplice” conseguenza fisica del caricare l’atmosfera con gas serra extra, principalmente bruciando combustibili fossili. L’ultimo rapporto australiano sullo stato del clima mostra che il Paese si è riscaldato di poco più di 1° C dal 1910, portando a eventi meteo sempre più estremi. Watkins ha dichiarato: “Questo riscaldamento a lungo termine vede il punto di partenza a +1°C rispetto al passato, in tal modo è molto più facile ottenere condizioni estreme ora rispetto a 50 o 100 anni fa”, “Una parte di me dice che è incredibile, ma un’altra dice che l’abbiamo visto in altre parti del mondo, quindi non siamo particolarmente sorpresi”. Come riferimento ha indicato l’ondata di calore della Francia di giugno 2019, quando Montpellier ha toccato i 43,5° C, battendo il suo record di calore di tutti i tempi, precedente stabilito nell’agosto 2017, di un enorme +5,8° C.

La dott.ssa Sarah Perkins-Kirkpatrick, una climatologa presso l’Università del Nuovo Galles del Sud specializzata in eventi estremi, giovedì stava guidando attraverso la fitta foschia di fumo proveniente dagli incendi boschivi, a nord-ovest di Sydney, con la sua famiglia. Ha detto: “È spaventoso e frustrante, ma questo è ciò che gli scienziati del clima hanno previsto da decenni, mi sto limitando a ripetere te l’avevo detto, ma non credo che qualcuno voglia davvero ascoltare.”

I volontari che salvano la fauna selvatica ferita Gli incendi senza precedenti che stanno devastando le coste dell’Australia hanno costretto i soccorritori a lavorare freneticamente per curare e ospitare le innumerevoli creature rimaste intrappolate nel fuoco.

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Kristie Newton lavora come responsabile della campagna per il Wildlife Information, Rescue and Education Service (Wires), un’organizzazione che, in tempi normali, si prende cura di decine di migliaia di animali feriti o in difficoltà ogni anno. Ma questi non sono tempi normali.

“Al momento siamo completamente inondati”, afferma. “Questo è il più grande evento che abbiamo mai affrontato.”

La flora e la fauna australiane si sono evolute per convivere con il fuoco, ma non con incendi di tale intensità.
Vickii Lett, di Clarence Valley una veterana di Wires dal 1988, non ha mai sperimentato incendi di tale ferocia, che colpissero un’area così vasta. “Questo è causato dall’uomo; siamo stati noi a causarlo”, dice. Allo stesso tempo, si preoccupa che la crisi immediata possa mascherare la più ampia emergenza della fauna selvatica, la devastazione quotidiana della deforestazione e del disboscamento.

“Quando sei un operatore della fauna selvatica, abbastanza presto ti rendi conto che potresti essere in grado di curare gli animali, ma devi avere un posto dove rilasciarli. Non sono animali domestici, e quando li rilascio, mi preoccupo per ognuno di loro. Devono avere una casa e una scorta di cibo”.

All’ospedale dei Koala “Port Macquarie”, molti volontari avvertono questa stessa tensione. La struttura vanta 14 unità di terapia intensiva e può ospitare fino a 50 animali. La presidente dell’ospedale Sue Ashton, dopo i recenti incendi, teme per il futuro a lungo termine dell’iconico marsupiale.

In luoghi come la riserva naturale del Lago Innes, quasi due terzi dei koala selvatici sembrano essere morti, inceneriti dal calore sorprendente. Quelli che sono sopravvissuti furono disidratati; molti si erano bruciati su zampe, naso e bocca. post-picture

Molti dei 150 volontari del centro arrivano ad aiutare quotidianamente, e la loro stanchezza fisica aggrava il peso di guardare gli animali soffrire. Dopo tutto, le ustioni sono notoriamente difficili da curare. Diversi koala feriti, incluso quello diventato famoso nel video di una donna che lo salva a Long Flat, hanno dovuto essere sottoposti a eutanasia.

Nicole Blums, del Rescue Collective di Brisbane, sa quanto può essere sconvolgente il volontariato nella fauna selvatica. “Lavorando nel soccorso, vedi molte cose brutte e puoi iniziare a odiare la razza umana”, dice Blums. “Ma ogni volta che iniziamo a pensare che sia troppo, troppo pesante per i nostri cuori, apriamo una scatola e troviamo una lettera di uno dei nostri sostenitori o un disegno di uno dei bambini.” La sua voce trema leggermente. “Questo ci dà la forza di sapere che stiamo facendo la differenza e che abbiamo così tanto sostegno alle nostre spalle ora che non possiamo fermarci.”[2]

post-picture Credits: photos Port Macquaire Koala Hospital

Articolo tradotto ed editato dai seguenti pezzi:

https://www.theguardian.com/australia-news/2019/dec/19/419c-australia-records-hottest-ever-day-one-day-after-previous-record

https://www.theguardian.com/environment/2019/dec/04/i-worry-about-every-one-of-them-the-volunteers-who-rescue-injured-wildlife


[1] http://www.bom.gov.au/

[2] https://www.wires.org.au/wildlife-info/wildlife-factsheets/bushfire-factsheet
https://www.gofundme.com/f/help-thirsty-koalas-devastated-by-recent-fires - questo fundraising ha raccolto due milioni di dollari per l’ospedale di Port Macquaire, per costruire stazioni automatiche di abbeveramento e per stabilire aree protette per la riabilitazione e la riproduzione dei koala.