Di fronte all’inazione c’è solo la ribellione nonviolenta

29 Feb 2020 - XR Italia
Notizie XR Magazine Società



Più di 1800 scienziati francesi e internazionali hanno firmato un appello su “Le Monde”chiamando la popolazione a partecipare alle azioni di disobbedienza civile nonviolenta portate avanti dai movimenti come Extinction Rebellion. Il testo dell’appello sembra ricalcare le nostre richieste e la nostra vision. Anche Christiana Figueres, la donna che ha guidato i negoziati per l’accordo di Parigi del 2015, nel suo nuovo libro invita alla disobbedienza civile per costringere le istituzioni a rispondere alla crisi climatica ed ecologica.

La scorsa settimana è stata messa in atto un’azione di disobbedienza civile nonviolenta che ha inaugurato l’ondata di ribellione 2020 di XR Italia, un lock-in sul Ponte dell’Accademia di Venezia, documentato dalle immagini a corredo di questo testo. Il commento che abbiamo sentito e letto spesso è: “Perché lo fate? che necessità c’è di infrangere la legge e creare pubblico disturbo?”. Per rispondere a questa domanda, abbiamo pensato di usare le parole di più di 1800 scienziati, afferenti a prestigiose università e centri di ricerca francesi e internazionali, che la scorsa settimana si sono esposti firmando un appello pubblico in cui chiamano i colleghi e tutta la popolazione alla disobbedienza civile nonviolenta per contrastare decenni di inazione a contrasto della crisi ecologica e climatica. Gli scienziati citano esplicitamente Extinction Rebellion, e il testo del loro appello sembra ricalcare le nostre tre richieste e la nostra visione.

post-picture

Nell’appello, pubblicato giovedì 20 su “Le Monde”, gli scienziati firmatari criticano i decenni di inazione da parte dei governi, ed elencano la gravità della crisi ecologica attuale: dalla sesta estinzione di massa, ai livelli di inquinamento allarmanti da tutti i punti di vista (plastiche, pesticidi, nitrati, metalli pesanti…). Gli scienziati si soffermano poi a parlare del problema climatico, e riescono a spiegare in poche frasi quello che tutti i membri dei Gruppi Formazione di Extinction Rebellion cercano di spiegare nella prima parte delle presentazioni “Heading for Extinction”: “Ogni grado in più [rispetto all’epoca preindustriale] rinforza il rischio di oltrepassare i punti di svolta provocando una cascata di conseguenze irreversibili (crollo della banchisa, disgelo del permafrost, rallentamento delle correnti oceaniche…). Gli studi preparatori al prossimo rapporto del GIEC (CNRS-CEA-Météo France) suggeriscono che i rapporti precedenti hanno sottostimato l’ampiezza dei cambiamenti già in atto. Un riscaldamento globale di più di 5°C non può più essere escluso se l’aumento attuale delle emissioni di gas a effetto serra prosegue. A questo livello, l’abitabilità della Francia sarebbe messa in dubbio da livelli di temperatura e umidità capaci di provocare morte per ipertermia.”

post-picture

Successivamente, come fatto dai ribelli di XR prima di ogni azione di disobbedienza civile nonviolenta, gli scienziati dichiarano nullo il contratto sociale con le istituzioni che non ci proteggono, non lasciandoci altra scelta che la ribellione: “Il nostro governo si rende complice di questa situazione nell’ignorare il principio di precauzione e nel non riconoscere che una crescita infinita in un pianeta dalle risorse finite è semplicemente un vicolo cieco. Gli obiettivi di crescita economica che difende sono in contraddizione totale con il cambiamento radicale del modello economico e produttivo che è indispensabile avviare senza indugio. Il prossimo decennio sarà decisivo per limitare l’ampiezza degli sconvolgimenti a venire. Rifiutiamo che i giovani di oggi e le generazioni future debbano pagare le conseguenze della catastrofe senza precedenti che stiamo preparando e della quale gli effetti si fanno già sentire. Quando un governo rinuncia consapevolmente alla sua responsabilità di proteggere i suoi cittadini, ha fallito nel suo ruolo essenziale. In conseguenza, chiamiamo a partecipare alle azioni di disobbedienza civile portate avanti dai movimenti ecologisti, che siano quelli storici (Amis de la Terre, Attac, Confédération paysanne, Greenpeace…) o quelli create più recentemente (Extinction Rebellion, Action non-violente COP21, Youth for Climate…).

post-picture

Invitiamo tutti i cittadini, compresi i nostri colleghi scienziati, a mobilitarsi per esigere atti da parte dei nostri dirigenti politici e per cambiare il sistema dal basso da subito.”

La lettera continua ricalcando la prima delle richieste di Extinction Rebellion, “Dire la verità”: “Chiediamo per altro ai poteri pubblici di dire la verità sulla gravità e l’urgenza della situazione: il nostro stile di vita attuale e la crescita economica non sono compatibili con la limitazione dello sconvolgimento climatico a livelli accettabili.”

Successivamente si porta avanti quella che è anche la nostra seconda richiesta, “Agire ora”: “Chiamiamo i responsabili politici nazionali e locali a prendere misure immediate per ridurre veramente l’impronta carbonio della Francia e fermare l’erosione della biodiversità.”

Infine, come nella nostra terza richiesta, “Oltre la politica”, si ribadisce la necessità di mettere al centro della transizione le decisioni prese dalle assemblee cittadine: “Esortiamo l’esecutivo e il Parlamento a far passare le questioni ambientali prima degli interessi privati, applicando in maniera ambiziosa le proposte risultate dalla Convention citoyenne pour le climat e prolungandone il mandato per darle il potere di supervisione della loro messa in pratica.”

post-picture

Persino la donna che ha orchestrato gli accordi di Parigi chiama alla ribellione

“È tempo di partecipare a movimenti politici nonviolenti, ove possibile”, scrive anche Christiana Figueres nel suo libro appena uscito “Il futuro che scegliamo: sopravvivere alla crisi climatica”.

Figueres è stata segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) nel periodo in cui è stato raggiunto l’accordo di Parigi del 2015. È autrice del libro con il suo consulente strategico, Tom Rivett-Carnac. “La disobbedienza civile non è solo una scelta morale, è anche il modo più potente di plasmare la politica mondiale”, scrivono gli autori, citando diverse risorse scientifiche sull’impatto della disobbedienza civile nonviolenta.

Gli autori sostengono esplicitamente Extinction Rebellion. Evocano attivisti leggendari che hanno effettuato cambiamenti della scala richiesta dalla crisi climatica, tra cui Gandhi, Martin Luther King Jr. e Nelson Mandela.

“Storicamente, i cambiamenti politici sistemici hanno richiesto disobbedienza civile su larga scala. Pochi sono accaduti senza di essa.”

post-picture

Fonti:

https://www.lemonde.fr/idees/article/2020/02/20/l-appel-de-1-000-scientifiques-face-a-la-crise-ecologique-la-rebellion-est-necessaire_6030145_3232.html?fbclid=IwAR3SI8z-stdJ-2nWEeeN4gs47JA9JpKL6n55SScQSHkaRYw4yOzuUITatRk

https://www.theguardian.com/environment/2020/feb/15/christiana-figueres-climate-emergency-this-is-the-decade-the-future-we-choose

Foto credits:

Foto scattate il 23 febbraio 2020 durante il lock-in di Extinction Rebellion Venezia al Ponte dell’Accademia da Federico Tisa (+39 338 4611573), tisa.federico@gmail.com, www.federicotisa.com