Riconoscere l'ansia nei bambini.

Perché è possibile che la vostra famiglia non stia provando, in questo momento, la piacevole sensazione di vicinanza e pace di cui parlano i social.

16 Apr 2020 - Alexandra Harris, Parenting per Wholeness Parenting Coach
XR Families Società



In una situazione di lock-down protratta nel tempo, coloro che ne risentono maggiormente sono forse proprio i bambini. In questi giorni i social cercano di dipingere la situazione con tinte rosee, proponendo ai genitori tantissime attività, video-tutorial, letture e cose da fare con i propri figli. Tuttavia spesso la situazione non è così accattivante, e vivere chiusi in casa con dei bambini, circondati da notizie che provocano ansia, può avere un effetto sui genitori, e di riflesso sui figli stessi. Come XR Families Italy abbiamo pensato di tradurre e proporvi questo pezzo di una consulente genitoriale inglese che ci aiuta a riconoscere i segni dell’ansia nei nostri bambini e ad affrontarli nel modo meno impattante per loro.

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Sarebbe davvero bello, mentre si sta a casa, passare insieme giornate intime e raccolte, a leggere storie e a guardare film, a godersi il ritmo lento della vita e l’occasione di sentirci davvero vicini ai nostri figli. Ma cosa succede se, nonostante i nostri migliori sforzi per raggiungere questo stato di “beatitudine e di vicinanza”, i nostri figli ci mostrano apertamente che non ne vogliono sapere? Se sono lamentosi, se vogliono comandare loro, se sono estremamente esigenti e arrabbiati, e tengono il broncio per tutto il giorno? Come possiamo accoccolarci sul divano con loro se sentono il continuo bisogno di prendere a calci il loro fratellino sotto la coperta, o di lamentarsi ad alta voce per tutta la durata del film perché non lo abbiamo lasciato scegliere a loro? Come possiamo leggere loro delle storie se si trovano in uno stato d’animo iperattivo e irrazionale e non la smettono di svuotare contenitori di biglie sul pavimento ridendo come maniaci, e se ne vanno senza nemmeno sentire i nostri richiami? Noi genitori ci stiamo esaurendo nel tentativo di permettere loro di fare esercizio in modo adeguato anche a casa, di nutrirli correttamente e di istruirli (più o meno); Facebook poi è pieno di “millemila cose divertenti da fare con tuo figlio durante l’isolamento”, tutte cose che nostro figlio vuole fare immediatamente e su cui, allo stesso modo, perde interesse immediatamente.

Perché non possiamo avere anche noi pace e intimità?

Bene, suggerirò che la causa principale di questo comportamento per un gran numero di bambini è probabilmente l’ansia. “Ma mio figlio non sembra ansioso!” vi sento quasi replicare. E questo è assolutamente vero. Il punto è che un bambino ansioso molto spesso non corrisponde alla nostra idea di come dovrebbe apparire un bambino ansioso. In realtà non è molto comune che un bambino ansioso se ne stia in silenzio, con aria timida o corrucciata, e ci assilli con una serie di domande preoccupate.È molto più comune che un bambino ansioso si mostri arrabbiato, aggressivo e indisponente. È più comune che guardandolo come genitori ci venga la tentazione di pronunciare le parole “viziato” e “ingrato”. Un bambino ansioso può fare lo sciocco e passare il tempo a infastidire e irritare deliberatamente tutti quelli che ha intorno. Oppure può apparire prepotente e manipolatore, interrompendo le attività di tutti e insistendo che le cose vengano fatte a modo suo.

L’ansia è un’emozione che i bambini trovano molto difficile da identificare. È difficile per loro essere consapevoli del fatto che la provano o riuscire ad ammettere che la provano. La loro energia viene così riversata in battaglie su cosa indossare, cosa fare, dove possono o non possono andare, o su qualsiasi altra cosa possa essere terreno di scontro con gli adulti o i pari. Ed è molto, molto difficile come genitori fare un passo indietro e vedere che gli scontri non sono in realtà il cuore del problema, che gli scontri sono solo un sintomo e che mentre continuiamo a farci coinvolgere in questi scontri non arriviamo da nessuna parte.

Quindi dobbiamo lavorare per capire cosa sta succedendo più in profondità.

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In questo momento è estremamente facile che i nostri figli siano ansiosi. E ci sono due ragioni principali per questo.

In primo luogo, sono circondati dall’ansia. Le emozioni sono contagiose. Una delle parti subcoscienti del nostro cervello, il mesencefalo, è un comunicatore esperto e i nostri figli capiscono perfettamente la sua lingua. Quindi quando ci sentiamo ansiosi (e quasi tutti noi stiamo attualmente provando almeno un certo grado di ansia), emettiamo segnali di cui noi non siamo consapevoli, ma che i nostri figli colgono facilmente come se li avessimo espressi a voce alta.Le notizie sono ovunque. Ci arrivano su telefoni, computer, televisori, radio. Dobbiamo fare uno sforzo per evitare di esserne sopraffatti e tuttavia dobbiamo mantenerci informati in modo da sapere quali siano le normative attuali. Non possiamo fare a meno di essere esposti. E i nostri figli sono esposti con noi, stando al nostro fianco. Se in qualsiasi momento riusciamo a far abbassare un po’ i nostri livelli di ansia, le ultime notizie li rialzano prontamente.

In secondo luogo, come esseri umani, abbiamo tutti bisogno di un certo livello di prevedibilità nella nostra vita. Alcuni di noi necessitano di livelli più alti di prevedibilità rispetto ad altri, ma ne abbiamo bisogno tutti. E per i nostri figli, tutta la prevedibilità delle loro vite è appena svanita. Le scuole hanno chiuso, parchi e campi da gioco sono chiusi. Non vedono i loro amici. Non praticano sport né vanno alle solite attività. Anche il cibo sembra diverso perché non è facile ricorrere ai soliti ingredienti. Le vacanze sono state cancellate. I piani pasquali per vedere la famiglia sono stati rinviati a tempo indeterminato. E nessuno sa per quanto tempo durerà. Quando ci chiedono quando potranno vedere di nuovo la nonna, o quando potranno andare a danza, la nostra unica risposta è che non lo sappiamo. E all’improvviso non hanno nulla da aspettarsi. Niente da anticipare. Niente per cui contare i giorni e di cui essere entusiasti. L’unica cosa del loro futuro è l’idea indistinta che un giorno saranno in grado di fare tutte le cose di cui ora sentono la mancanza. Ma nessuna idea concreta di quando succederà. Nessuna prevedibilità.

Quindi non c’è da meravigliarsi che i nostri figli possano avere difficoltà.

Cosa possiamo fare per aiutarli? Ecco una lista:

  1. Possiamo iniziare con il riconoscere “dove” siamo. Notiamo semplicemente l’ansia in noi stessi e nei nostri figli.
  2. Possiamo permetterci di stare “dove” siamo adesso. Possiamo accettare che la vita sembrerà un po’ confusa per un po’. Possiamo consentire a noi stessi e agli altri di avere una pazienza limitata, tolleranza limitata, energia limitata. Non abbiamo bisogno di aver risolto già tutto.
  3. Possiamo ridurre l’afflusso di ansia. È possibile limitare attivamente i canali di notizie e proteggere noi stessi e i bambini dai costanti aggiornamenti.
  4. Possiamo ricordare che siamo individui unici e pensare alle cose particolari che ognuno di noi trova rilassanti. Per alcuni di noi avere dei programmi può essere utile e per altri di noi lasciar andare la pressione dei programmi può essere utile.
  5. Possiamo ricordare che i nostri figli sono individui e ognuno di loro potrebbe trovare cose diverse rilassanti.
  6. Possiamo scegliere in modo proattivo di impegnarci in quelle attività (o mancanza di attività) che ci fanno sentire bene e aiutare i nostri figli a fare lo stesso.
  7. Quando notiamo lo sviluppo di uno scontro, possiamo scegliere di impegnarci con i sentimenti che stanno in profondità, anziché con i dettagli dello scontro. Il mio mantra preferito è: “Parla con quello che stanno provando, non con quello che stanno dicendo”.
  8. Possiamo dare loro alcune cose da aspettarsi dal futuro. In questo tempo fluido e senza scadenze, si possono assegnare alcune date e orari casuali alle attività. Organizza la visione di un film il venerdì sera. Pianifica una chiamata Skype con il nonno martedì. Mantieni il livello di attività basso e gestibile.
  9. Possiamo mantenere alcuni limiti fondamentali. Aggrappiamoci alle cose che aiutano i nostri bambini a sentirsi al sicuro.

  10. Possiamo cercare modi per consentire a tutti di avere un certo grado di autonomia. Quando l’ansia aumenta e la prevedibilità diminuisce, tendiamo tutti ad avere un maggiore bisogno di controllo. C’è molto da fare in questi 10 passaggi e non è necessario affrontarli tutti in una volta. Per ora, se riesci a gestire anche solo i primi due passaggi dell’elenco, prestandovi attenzione, ti sarà più facile riuscire a procedere con gli altri. Sono tempi strani e stimolanti. I nostri figli hanno bisogno di molta comprensione e accettazione in questo momento. E anche noi.

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Questo pezzo è stato tradotto dall’originale:

http://www.coachingforwholeness.com/blog/noticing-the-anxiety

Alexandra Harris è una mamma che vive nel Regno Unito con i due figli e un cane. È una veterinaria e anche una coach per genitori, che lavora come consulente CalmFamily presso CalmFamily Hampshire, e fa parte del gruppo Parenting for Wholeness dal 2016, supportando i genitori nel gruppo Facebook Parenting for Wholeness Tribe e istruendoli attraverso il programma Quick Start di Parenting for Wholeness.

Credits delle immagini

charlesdeluvio.com