Confrontarsi con l'apprendimento e il gioco a casa dei figli

di Janet Lansbury e Lisa Griffen-Murphy

03 May 2020 - XR Italia
XR Families Società



In questo periodo di quarantena, con la prospettiva per i genitori di non poter mandare i figli a scuola e alle solite attività probabilmente fino a settembre, si inizia a essere tentati di strutturare le attività casalinghe e il gioco dei propri figli per “facilitarne” l’apprendimento, e magari di comprare giochi educativi o app per intrattenerli. In questo podcast che abbiamo deciso di tradurre, l’acclamata educatrice Lisa Griffen-Murphy conversa con Janet Lansbury, autrice di Elevating Child Care, per incoraggiare i genitori a liberarsi dalla pressione di “far giocare” e di “far apprendere” i propri figli. Le due esperte di infanzia in questo dialogo condividono la loro vasta esperienza nel facilitare il gioco dei bambini in ogni ambiente immaginabile, e senza acquistare alcun gioco strutturato né ricorrere agli schermi. Offrono idee specifiche e generiche per ispirare l’apprendimento attraverso il gioco e assicurano ai genitori che i loro figli sanno istintivamente quello che stanno facendo, e ciò è di certo il meglio per loro.

Janet Lansbury: Inutile dire che questi sono tempi strani e difficili per tutti noi e alcuni di noi non hanno mai trascorso così tanto tempo con i nostri figli. Senza dubbio, loro possono essere esigenti. Quindi, se c’è mai stato un tempo per una leadership forte, coerente e sicura, questo lo è certamente. E con così tanto tempo a disposizione di tutti, non a caso, ricevo molte domande sulla strutturazione del tempo per i bambini, per l’apprendimento, per il gioco. I genitori in questa circostanza si sentono la responsabilità di assumere i ruoli non solo di genitori ma anche di insegnanti e allenatori, tra le altre cose. Ed è per questo che ho invitato a parlarne Lisa Griffen-Murphy. Lisa è una specialista della prima infanzia. Insegna e lavora con i bambini da oltre 20 anni in vari ambienti. Da genitori stanno avendo molte difficoltà in questo momento. Hanno bambini a casa, vogliono che imparino e restino al passo. Vogliono anche che siano in grado di essere indipendenti e che siano autonomi nel loro gioco e studio. Per i bambini più piccoli, ovviamente, si parla solo del gioco. Mi piacerebbe trovare alcuni modi per aiutare i genitori ad aiutare i loro figli in questo frangente.

Lisa Griffen-Murphy: Penso che la risposta sarà molto specifica e unica per chi ascolta le nostre parole. Quindi sto dando a tutti il permesso di adattare ciò che dico alla propria situazione. Non c’è bisogno di ricreare la scuola o l’asilo a casa per i tuoi bambini. E penso che a volte concedersi di fare un respiro profondo aiuti a eliminare parte dello stress di ciò che la gente sta provando. Questo è almeno quello che sto dicendo a tutti. Il fatto che tutti entrino in modalità: “creiamo un programma e facciamo un po’ di pianificazione delle attività” certamente è fantastico. Però dobbiamo essere consapevoli di dove siamo realmente, della situazione. E in queste circostanze eccezionali, non è certo necessario indossare il “cappello da insegnante” e trasformare casa in un centro per l’infanzia o in una scuola materna o elementare. Penso che i bambini possano giocare da soli. Penso che le famiglie in generale si siano forse abituate a intrattenersi un po’ di più l’uno con l’altro in questo periodo. E non lo dico formulando alcun giudizio o dito puntato. Penso che spesso non ci si senta a proprio agio a stare ad aspettare che i bambini abbiano un’idea da soli su cosa fare. E così, da adulti, ci facciamo prendere dal panico e ci affrettiamo, proiettando la nostra fretta sui bambini: e i bambini, ovviamente, la percepiscono. Ma riflettiamo un attimo mettendoci in disparte: sappiamo che sono al sicuro, giusto? Sono in casa, sono nella loro camera da letto o nel soggiorno, nel seminterrato, probabilmente non sono in un ambiente in cui dobbiamo essere eccessivamente preoccupati per la loro sicurezza fisica. Lasciamo che si annoino un po’. Gli fa bene.

Janet Lansbury: Assolutamente. Stai sollevando così tanti punti importanti. Innanzitutto, la pressione che esercitiamo su noi stessi per proporre ai nostri figli queste attività organizzate e scandite.

Lisa Griffen-Murphy: Sì, non è affatto necessario farlo. Lasciamo andare questo bisogno.

Janet Lansbury: C’è così tanto apprendimento che avviene nelle esperienze non accademiche che la gente chiama “soft skills”. E non mi piace nemmeno quel termine, perché in qualche modo sembra ridurle. Ma queste abilità sono molto più importanti delle competenze accademiche, parlo di cose come la collaborazione, il pensiero critico e la risoluzione dei problemi…

Lisa Griffen-Murphy: Infatti, i ragazzi non devono essere sempre “impegnati”. Dovremmo cercare consapevolmente, credo, di non nutrire il “mostro indaffarato” che è costantemente presente nella nostra vita. Penso che quelli di noi che non stanno subendo un impatto diretto dalla pandemia, che non sono malati e non hanno problemi materiali gravi, abbiano l’opportunità di riavviare e ricalibrare le proprie vite. Quando ci sentiamo come se non stessimo facendo nulla, iniziamo a ripensare assolutamente tutto. Voglio essere la voce che vi dice: “andrà tutto bene”. Se hai delle incombenze da adulto di cui occuparti e intanto vuoi lasciare ai tuoi figli lo spazio di trovarsi una occupazione per conto proprio, prova a farlo.

Janet Lansbury: Sì. Penso che gran parte del problema riguardi la capacità dei genitori di abbandonare le proprie aspettative e la frenesia. E così facendo, ci possiamo liberare da quel senso di colpa che a volte sentiamo di “intrattenere” i nostri figli, di fare “il giocoliere” per loro. Ricordo che da bambina avevo tre sorelle e inventavamo continuamente dei giochi che non richiedevano proprio nulla, con quello che avevamo. Ma ricordo però di aver detto alcune volte a mia madre: “Siamo così annoiate!” Ma non durava mai a lungo perché mia madre rispondeva: “Ah sì? Volete aiutarmi con il bucato?” o qualcosa di simile. Immediatamente, questo ci faceva tirar fuori un elenco di cose da fare, scrivevamo tutti i diversi giochi a cui potevamo giocare. Forse a volte uno fra questi era un gioco da tavolo, ma la maggior parte delle volte erano giochi che abbiamo inventato. Prendevamo dei fogli di carta e facevamo delle scenografie, ci inventavamo di essere tutte al parco, le diverse storie delle persone, delle famiglie e di tutte le cose che succedevano. Decidevamo fra noi votando quali giochi fare fra quelli nella lista. Avevamo così tante idee. Ed è stato grazie ai miei genitori che non stavano cercando di “salvarci” dalla noia. Ci facevano capire: “sì, a volte ci si annoia. E a quel punto inizi a inventarti le cose da fare. Ma se non ti annoi mai, non pensi mai alle cose da fare.”

Lisa Griffen-Murphy: è vero. E ci vuole tempo. I tempi di preparazione del gioco sono molto, molto importanti, almeno dal punto di vista dello sviluppo del bambino. Scommetterei che a te e alle tue sorelle ci saranno volute almeno un paio d’ore a fare quella lista dei giochi e a votare, a portare avanti quella trattativa, a disegnare quelle scene, a pianificare cosa sarebbe potuto succedere in quelle storie… La pianificazione prima del gioco, che spesso accade senza che gli adulti la vedano, è spesso più importante del gioco che effettivamente noi vediamo. E il comune denominatore è che questo richiede tempo. Invece spesso da adulti, quando siamo spettatori di questa parte del gioco, non sembra che stia accadendo nulla di “utile”. Così spesso, involontariamente, roviniamo quella che potrebbe benissimo essere la parte più importante del gioco che si sta svolgendo, sia con fratelli o un gruppo di bambini che giocano insieme. Quindi basta chiudere un occhio e aspettare. Voglio dire, è esattamente così che siamo cresciuti tutti. Nessuno si annoiava. Altrimenti tua mamma ti avrebbe fatto pulire il bagno.

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Janet Lansbury: Che dire di qualcuno con un figlio unico?

Lisa Griffen-Murphy: È difficile. Penso che dipenderà da come era il modo di relazionarsi di genitore e figlio prima di tutta questa situazione. Come genitore stai cambiando le regole del gioco? Probabilmente sarà molto più complicato. Se la vostra realtà è che tuo figlio è sempre stato un po’ “nella tua bolla” e ti muovevi insieme a lui come se foste una monade, si tratta di allontanarsi pian piano. Dovrai fare un passo indietro. E personalmente sono un grande fan, soprattutto quando i bambini crescono, di chiamare le cose per nome, onestamente. “Ehi, ragazzi, siamo stati tutti in casa insieme e ho bisogno di un po’ di tempo per me stessa. Sarò nella mia stanza, leggerò un libro o qualunque altra cosa. Questo sarà il momento della giornata, nel pomeriggio o al mattino o quando volete, nel quale dovremo stare ognuno per conto suo.” Non è necessario spiegarlo troppo. Non è necessario aggiungere altro, in termini linguistici, in termini verbali ma: “Questo è il tuo momento di giocare da solo. Puoi usare le cose nella tua camera da letto, puoi fare le cose in salotto”. Cominciamo in piccolo, i prossimi 15 minuti, i prossimi 20 minuti. E poi potresti scoprire che il bambino potrebbe volere un po’ di tempo in più per sé. Devi solo mettere alcuni limiti su questo periodo di tempo ed essere coerente, ma essere realistici con forse le nuove “regole” che stai mettendo in atto.

Janet Lansbury: Adoro questo approccio. Ricevo molto dai genitori anche questo feedback: “Devo far funzionare questa situazione per mio figlio. Devo organizzare io l’attività.” Quindi cosa consiglieresti di fare con cose che i genitori abbiano a disposizione?

Lisa Griffen-Murphy: Beh, devi essere molto attento a assicurarti di non tirare fuori materiali che tipicamente richiederebbero che un adulto fosse nello stesso ambiente con loro. Ad esempio, se la plastilina è qualcosa a cui i tuoi figli sono abituati, non devi gestire l’attività, non devi preoccuparti di come la usino. Metti la plastilina sul tavolo. “Faremo un po’ di plastilina insieme, e poi ci giocherai da solo per un po’ perché la mamma sarà qui al telefono con la nonna o leggerà un libro per un po’“. Quindi iniziate insieme e poi vi staccate. Ma se non hai mai usato la plastilina con i tuoi figli prima, penserai: cavoli, cosa faranno? La mangeranno? La metteranno in bocca, la metteranno tra i capelli? Quindi meglio iniziare con qualcosa con cui hanno già avuto qualche esperienza. Anche se fate qualcosa di nuovo, come forse fare una pasta modellabile fatta in casa mescolando insieme amido di mais e acqua, a volte serve che il genitore sia lì solo per le fasi iniziali del gioco, e poi può fare un passo indietro. Non serve acquistare nulla. Apri quell’unico cassetto della cucina che non usi mai davvero e potrebbero esserci un sacco di cose uniche, formine per biscotti, cucchiai di legno…. Non tirare fuori i colori a tempera e il cavalletto per la prima volta in assoluto all’interno della casa, e poi lasciarli esplorare da soli sperando che le pareti e il tappeto non finiscano ricoperti di pittura. Sono una grande fan dell’essere un po’ più flessibili in questo momento. Forse in genere non lasci che i bambini giochino con la pittura o gli acquerelli o i pastelli in cucina. Ma forse questa settimana potresti mettere un po’ di carta da pacchi o grandi fogli di giornale sul pavimento e lasciare che cambino prospettiva. Credo che i pennarelli siano qualcosa con cui tutti hanno qualche esperienza. Ma oggi potremmo mettere la carta sul muro o nel vialetto o sul balcone.

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Janet Lansbury: Sì, quelle sono grandi idee. E poi penso che tutti noi genitori vediamo da cosa è attratto nostro figlio, su che tipo di cose vuole concentrarsi e su cosa ha una lunga soglia di attenzione. L’importante è non giudicarlo ed essere aperti alla sua scelta, qualunque essa sia. Perché i bambini possono imparare tante cose attraverso il pasticciare. Possono conoscere colori e forme e una quantità enorme di cose solo attraverso un’esperienza. Quindi possiamo davvero fidarci di nostro figlio, giusto?

Lisa Griffen-Murphy: Scommetto che c’è qualcosa che tutti i tuoi figli adorano fare, qualcosa per cui se tu dicessi: “Sali in macchina, ora dobbiamo uscire” e loro fossero nel bel mezzo di quel gioco, direbbero: “No, non voglio smettere, questa è la cosa che preferisco di più!” Qualunque cosa essa sia, puzzle o treni, o camion, o Lego, o disegnare, tagliare e incollare o recitare o leggere, qualunque cosa sia quella cosa, inizia con quello. Perché a volte da adulti, ci dimentichiamo che sebbene desiderino spesso delle novità, a volte i tuoi figli sarebbero perfettamente contenti, se potessero semplicemente fare qualcosa fino a quando non riterranno di avere finito.

Janet Lansbury: È così vero.

Lisa Griffen-Murphy: Perché spesso gli adulti hanno bisogno di novità, non i bambini.

Janet Lansbury: Infatti. Inoltre spesso come genitori, scegliamo di interrompere i bambini per far fare loro qualcosa che sentiamo come un’attività più importante o qualcosa che ci sentiamo li soddisferebbe più o gli farebbe imparare qualcosa di più, piuttosto che permettere loro di rimanere più a lungo e andare più a fondo in qualunque “noioso” aspetto dell’attività in cui sono immersi, per quanto apparentemente insignificante.

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Lisa Griffen-Murphy: Dovremmo mettere da parte tutto quello stress ora che ci stiamo mettendo addosso come genitori, come adulti, come caregiver o zia, zio, nonna. Stiamo rendendo il nostro lavoro più difficile di quanto debba essere. Hai altre cose a cui puoi prestare attenzione rispetto a cosa far fare ai bambini. Hai desiderato ardentemente un pomeriggio per te, ora ne hai uno. Ora che ce l’hai dici: “cosa ci faccio?”

Janet Lansbury: Giusto. Ho avuto questa meravigliosa telefonata con un genitore l’altro giorno. Stava sentendo molta pressione con un bambino di 7 anni per far sì che portasse avanti le attività di scuola a casa. E stava facendo una passeggiata con il suo bambino di sette anni ed erano su una spiaggia. E il bambino stava raccogliendo granchi e voleva rimanere a farlo. La mamma invece si stava seccando perché voleva tornare a casa e fargli fare una fotocopia per andare avanti con parte successiva del loro programma. L’idea di raccogliere il granchio non riusciva a concepirla… Invece io ho pensato che fosse un’attività così geniale quella, da non interrompere. Specialmente rispetto a una fotocopia. Incredibile, da bambino, la ricchezza di ciò che stai effettivamente imparando vivendo quella esperienza.

Lisa Griffen-Murphy: Sì. Soprattutto in questo momento, quando i genitori sentono forse una pressione auto-imposta per ricreare la scuola nella loro casa, e stanno facendo questi lavoretti da fare a casa e queste fotocopie. Chiediamoci: per chi sono? Li rimanderai indietro all’insegnante? Li spedirai alla nonna? Perché li stai facendo? Penso che sia giusto fare una pausa e porci questa domanda. Guarda quell’esperienza ricca e sorprendente che forse è stata minata perché sentivamo che dovevamo andare o volevamo trasformarla in una lezione. Ma la lezione che stavano imparando era molto più ricca, pertinente, reale e significativa prima che la interrompessi.

Janet Lansbury: Sì. Permettiamoci una pausa, lasciando andare questa paura di stare al passo.

Lisa Griffen-Murphy: Si tratta della pressione sociale. Individualmente, nessun genitore davvero alzerebbe la mano e direbbe: “Sì, credo al 100% che questo è ciò che mio figlio dovrebbe fare.” Quindi come educatrice vorrei dare agli adulti e ai genitori, in particolare, il permesso di riflettere. Vi sto mostrando come recuperare un po’ di tempo nella vostra vita familiare, non sentendo che dovete far fare forzatamente un lavoretto privo di significato con carta e penna, specialmente quando potreste impiegare in altro modo il tempo che state risparmiando. Usate quel tempo per avere esperienze ricche e significative sulla spiaggia con i granchi, o fuori in giardino scavando nella terra con vostro figlio, facendo conversazioni reali invece di pensare che tutto ciò che fate con vostro figlio debba in qualche modo essere tradotto in insegnamento accademico.

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Janet Lansbury: Sì. E come stai notando, possiamo anche goderci il gioco quando abbiamo il tempo di stare con loro. C’è del gioco che accade intorno a noi con i bambini, ma non lo vediamo come un gioco. Oppure non lo vediamo come il prezioso tipo di apprendimento, che si nasconde in qualsiasi gioco.

Lisa Griffen-Murphy: Quindi finiamo per inviare un messaggio ai bambini che ciò che fanno non è veramente valido a meno che l’adulto non gli attribuisca valore.

Janet Lansbury: Sì. E penso che questa situazione ci offra l’opportunità di “fare di meno”, affannarci di meno e iniziare a vedere attraverso una lente diversa il modo in cui i bambini vedono il mondo, il che è molto più interessante del modo in cui vediamo il mondo noi adulti, a essere onesti.

Lisa Griffen-Murphy: Sono d’accordo, è giusto fare di meno e allo stesso tempo crederci, perché fare di meno non significa che ti stai sottraendo ai tuoi doveri! Fare di meno non significa che non sei un buon genitore. Calmarsi, prendere fiato e rallentare un po’ non significa che non stai facendo il tuo lavoro.

Janet Lansbury: Oggi è chiaro a molti che non possono essere lì a sostenere il gioco dei loro figli tutto il tempo o motivarlo continuamente.

Lisa Griffen-Murphy: Ci sono molte definizioni di gioco. Ma il denominatore comune di tutte le diverse teorie individuali è che il gioco è liberamente scelto e puoi smettere quando hai finito. Ciò richiede che gli adulti siano in disparte. E non vuol dire che i bambini non si divertano quando l’adulto è con loro.

Janet Lansbury: Sì. Perché se possiamo imparare a stare con i bambini osservandoli, in un modo meno attivamente coinvolto nel gioco, ciò si traduce anche in una transizione più facile quando non ci siamo. Quindi possiamo essere lì sapendo che i bambini sentono la nostra presenza, e questo è molto validante: avere un genitore interessato proprio a te, che ti guarda senza che tu debba coinvolgerlo per unirti a te. Solo il fatto di essere in grado di sedersi e sognare ad occhi aperti e avere un genitore lì con te e vedere che è interessato a te senza che tu debba “eseguire” nulla. Questo è molto validante per il bambino.

Lisa Griffen-Murphy: Ho rotto con la parola “insegnante” molto tempo fa e ho davvero esplorato, probabilmente per questi ultimi 20 anni della mia carriera, l’idea di essere un facilitatore dello spazio di gioco e apprendimento invece di essere l’insegnante. Come posso consentire ai bambini di avere esplorazioni profonde e ricche in questo spazio senza bisogno di essere al centro e il centro di esso? Muovendomi a margine delle loro vite.

Janet Lansbury: C’è un buon messaggio in questo per tutti noi.

Pezzo tradotto da:

Il podcast di Janet Lansbury, puntata di marzo 2020

Le autrici

Janet Lansbury

Lisa Griffen Murphy

Bibliografia in italiano

Peter Gray, Lasciateli giocare

Emmi Pikler, Datemi tempo

Bowlby J., Una base sicura, Tr. it., Raffaello Cortina, 1988

Jessica Joelle Alexander, Iben Sandahl, Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni

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  • Discobedience lagunare
    XR Italia • 22 Feb 2020
  • Un'onda “diSCObbediente" vi seppellirà
    XR Italia • 21 Feb 2020
  • Dichiarazione di ribellione:
    XR Italia • 20 Feb 2020
  • È Ora di Concentrarsi: Meditazione Ribelle
    XR Piemonte • 20 Feb 2020
  • Partecipate alla sfilata delle Anime Estinte:
    XR Italia • 18 Feb 2020
  • Extinction Rebellion in azione a piazzale Flaminio nel giorno di San Valentino
    XR Italia • 14 Feb 2020
  • Cambiamo disco!
    XR Italia • 08 Feb 2020
  • L'Australia è in fiamme! Sit-in di Extinction Rebellion in piazza della Repubblica a Firenze
    XR Italia • 17 Jan 2020
  • Una trappola di fuoco davanti all’ambasciata australiana di Roma
    XR Italia • 15 Jan 2020
  • Bloody Fashion: cosa c'è dietro la capitale della Moda?
    XR Milano • 13 Jan 2020
  • Stop alla distruzione degli ecosistemi: salviamo le Alpi Apuane
    XR Toscana • 12 Jan 2020
  • “Regali liberati” nel centro di Trento
    XR Italia • 20 Dec 2019
  • Ultimatum alla Regione Piemonte
    XR Piemonte • 18 Dec 2019
  • Morti per il clima: performance di Extinction Rebellion al laghetto dell’EUR
    XR Italia • 15 Dec 2019
  • Due sub in pieno centro a Genova
    XR Genova • 11 Dec 2019
  • Sciopero Globale del 29 Novembre: arte e cortei a Torino
    XR Piemonte • 05 Dec 2019

  • Dicono di noi
  • Extinction Rebellion sta creando una nuova narrativa della crisi climatica ed ecologica
    Charlotte Du Cann, New York Times, trad. XR Italia • 09 Dec 2019

  • XR Families
  • Come superare l'ecoansia e affrontare la crisi climatica ed ecologica
    Emma Marris, New York Times • 24 May 2020
  • Lasciateli giocare
    Peter Gray • 17 May 2020
  • Una Guida per i Genitori sulla Crisi Climatica ed Ecologica
    XR Italia • 10 May 2020
  • Confrontarsi con l'apprendimento e il gioco a casa dei figli
    XR Italia • 03 May 2020
  • Crescere bambini e bambine forti e resilienti nell'epoca della crisi climatica ed ecologica
    XR Families Italia • 24 Apr 2020
  • Riconoscere l'ansia nei bambini.
    Alexandra Harris, Parenting per Wholeness Parenting Coach • 16 Apr 2020
  • Ho avuto un'infanzia gloriosamente selvaggia.
    di Cressida Cowell, The New York Times • 17 Mar 2020