Dobbiamo insegnare anche ai bambini più piccoli ad essere attivisti

21 Jun 2020 - XR Italia
XR Families Società



In questo momento storico, in cui il tema dell’attivismo viene sentito da sempre più parti sociali, vi proproniamo un articolo di TED-Ed pubblicato due anni fa. I temi trattati in esso, però, sono quanto mai attuali in un momento in cui molti i genitori si pongono domande su quanto coinvolgere i figli nelle questioni sociali e quanto tutelarli dalle informazioni spesso terrificanti e distorte che giungono dai media. L’idea dell’autrice è che già a partire dalla terza elementare circa, ai bambini dovrebbe essere insegnato cosa sia l’attivismo e offre spunti di riflessione sul perché coinvolgerli.

Se vogliamo che i nostri bambini crescano diventando adulti ponderati e impegnati, dovremmo aiutarli ad essere parte del cambiamento sociale adesso

Sono cresciuta pietrificata dalla paura delle piogge acide. Il nome da solo era terrificante, e perseguitava le mie ore di veglia. Mangiava forse i volti delle persone? Gli animali selvatici gli sarebbero sopravvissuti? I miei genitori non erano attivisti, ma erano bravi cittadini. Reciclavano la carta stagnola ed evitavano il tonno catturato con reti da posta; quando decisi di scrivere una lettera al Presidente Nixon per chiedergli delle risposte, loro coraggiosamente mi diedero l’indirizzo della Casa Bianca. Ma la lettera di risposta non offriva soluzioni, presentava alcune banalità sull’importanza dei bambini impegnati, e si concludeva con una firma che anche il mio cervello di nove anni comprese immediatamente fosse un timbro. Né i miei genitori, né io conoscevamo altre vie di azione. Fui lasciata ancora spaventata – e irrimediabilmente delusa dagli adulti.

Guardando indietro, vorrei aver conosciuto alcune tattiche da attivista. E questo è anche andato più a fondo: vorrei essere stata educata a concetti come privilegio, pregiudizio e intersezionalità a quella tenera età, invece di giungere maldestramente fino all’inizio della maturità ignorante delle forze sociali primarie. Questa è la ragiorne per cui ho guardato con ammirazione mentre i giovani da Ferguson a Parkland, galvanizzati dal loro terrore nei confronti della violenza armata, si sono riversati nelle strade, nella city hall e sulle scale del Congresso. Ma cosa si può dire rispetto ai bambini più piccoli?

Dovremmo insegnare ai bambini di quinta, quarta o persino terza elementare come essere attivisti, a loro volta? Sì, decisamente. Adesso

Riconosco che questo è controverso. “I genitori devono trattenere le redini dell’attivismo e lasciare che i bambini siano bambini,” rispose un utente di Twitter in risposta al mio ultimo libro (http://geni.us/aJ7xYp), che presenta tattiche di proteste per bambini a partire dai 9 anni. Insegnare l’attivismo, lamentava, significa che i bambini verrebbero investiti di responsabilità da adulto “privandoli del divertimento e dell’animo spensierato.”

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Il mio contatto di Twitter ha il cuore al posto giusto – ma anche si sbagliava. Impedire ad una bambina di 10 anni di conoscere l’attivismo, non la protegge dalle ingiustizie. Lei ha visto i senzatetto nelle strade. Le è stato insegnato come nascondersi sotto il proprio banco durante le esercitazioni antiterrorismo. Magari durante l’ultima estate la sua famiglia è stata evaquata per eventi collegati al cambiamento climatico incendi/alluvioni/uragani (sceglietene uno.) Se è una bambina di colore, lei ha avuto la sensazione dei modi negativi con cui spesso è percepita dagli insegnanti, dai negozianti e dalla polizia.

Anche se credi di aver tutelato tuo figlio dal provare qualsiasi delle situazioni qui sopra, internet sicuramente ha aperto una breccia nelle tue mura fortificate. Il figlio di 10 anni di un’amica recentemente è tornato a casa da scuola con la domanda, “Mamma, che cos’è un’amante?” (Grazie, furia di Stormy Daniels – ndr. attrice pornografica che nel 2018 entrò in cause legali con Donald Trump) Tenere l’attivismo al di fuori della portata dei bambini li frega – non preparandoli adeguatamente alla vita.

Ecco il segreto non così tanto grande: I bambini sanno cosa sta succedendo

Hanno anche la capacità di essere profondamente turbati da ciò. Quello che noi possiamo chiamare “giustizia sociale” si riduce a quello che i bambini chiamerebbero “correttezza”. Come ogni genitore sa, i bambini sono profondamente consapevoli di chi riceve più biscotti o meno complimenti; studi ci dicono che già a partire dai 15 mesi comprendono il trattamento equi. Questioni sociali come il razzismo, il sessismo e il classismo sono complessi, ma alla loro base vi sono concetti semplici a cui i bambini possono far riferimento e da cui possono farsi emozionare. Poiché loro già comprendono le ineguaglianze, ora noi adulti dobbiamo aiutarli a fargliele comprendere.

La protezione che vogliamo per i bambini più piccoli non giunge ignorando un problema di giustizia sociale, ma assicurando ai bambini che possiamo spiegarlo, anche se ancora non possiamo rimediare. E questo è fondamentale per fare un passo avanti. Dobbiamo insegnare ai bambini come rispondere, con tattiche che spazino dal volontariato alla raccolta di fondi fino al boicottare e al manifestare. Questi coinvolgimenti civici non solo potenziano, ma possono anche accudire quella spensieratezza di cui il mio amico di Twitter era così preoccupato.

Ci sono anche così tanti altri benefici: i bambini che vengono coinvolti nell’attivismo imparano abilità sociali della vita reale, come il lavoro di squadra, la pianificazione, la strategia e la comunicazione. Ascoltano tematiche etiche e strutturano le loro. E tutto è fatto nella vita reale, perché mentre alcune azioni possono essere integrate attraverso i social media, l’attivismo è in definitiva fatto di gruppi di persone che si trovano faccia a faccia tra loro. Questa interazione è vitale. Adesso, i bambini a partire dagli otto anni passano una media di quattro ore e mezza al giorno guardando uno schermo e crescono diventando adolescenti che sono meno socievoli, meno empatici e più depressi.

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Per essere sicuri, i discorsi a proposito della giustizia sociale possono essere percepiti come affini ai discorsi sul sesso. Che cosa dovremmo includere, e che cosa dovremmo escludere? Quando spieghiamo ad un giovano che questo paese è stato fondato da attivisti che hanno messo in discussione il governo del re d’Inghilterra, quanto a fondo nella questione delle ingiustizie nei confronti dei Nativi Americani e Africani dobbiamo andare? Quali dettagli sono inclusi, e quanto sanguinosamente possiamo andare? In definitiva, dipende dal genitore. Ma, come per i temi sessuali, negoziare questi confini non significa ignorare il paesaggio complessivo. I bambini troveranno le informazioni senza di noi, ma in frammenti sporchi e pezzi che sono incompleti o scorretti.

All’avvicinarsi del 4 luglio, noi Americani celebriamo la nascita degli United States con fuochi d’artificio e barbecue e scherzi patriottici, allora immaginate il potere di insegnare al nostro bambino di nove anni la giustizia sociale e l’impegno civico. È una situazione vantaggiosa per tutti: assicura che la nostra democrazia sopravviva a questi tempi difficili – e anche prosperare – e così faranno tutti i nostri bambini.

SULL’AUTRICE

Caroline Paule è autrice del besteller del New York Times “The Gutsy Girl: Escapades for Your Life of Epic Adventure” e anche di titoli per adulti come “Lost Cat: A True Story of Love, Desperation, and GPS Technology”; “East Wind, Rain”; e “Fighting Fire.” Il suo ultimo libro è intitolato “You Are Mighty: A Guide to Changing the World.” Questo articolo è stato adattato per TED-Ed da questo articolo di Ideas.

Testo originale alla pagina: https://blog.ed.ted.com/2018/07/10/activism-isnt-just-for-adults-and-teens-we-need-to-teach-younger-kids-to-be-activists-too/

Traduzione Extinction Rebellion Italia