“Ho compiuto 17 anni in cella” incontro con l’autrice dell’ultimo libro di Extinction Rebellion

16 Aug 2020 - Marthe de Ferrer
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“Semplicemente non ho abbastanza tempo per crescere e diventare una scienziata.”

È stato un anno insolito per la diciasettenne attivista per il clima Blue Sandford. Dopo aver iniziato uno sciopero scolastico lo scorso settembre, a sedici anni, è stata arrestata a Londra un mese dopo e accusata di blocco autostradale nelle due settimane di azione internazionale di XR.

Da una lontana isola delle Ebridi Interne in Scozia, Blue mi spiega perché ha preso la controversa decisione di abbandonare la scuola per l’attivismo. I detrattori degli scioperi scolastici sostengono che i giovani dovrebbero ricevere l’istruzione, perseguire una carriera in scienze ambientali e cercare di cambiare le cose attraverso vie più convenzionali – ma Blue non ne è convinta.

“Ci sono già scienziati e politici che parlano del cambiamento climatico, ma nessuno li sta ascoltando,” dice. “Un rapporto dell’ONU stabilisce che quando io sarò sulla quarantina, 5 miliardi di persone staranno soffrendo la carenza d’acqua.”

“Se il mio non andare a scuola per un anno può aiutare a impedirlo, non mi sembra troppo estremo.”

Gli ultimi 12 mesi forse non sono stati come Blue se li aspettava all’inizio dello sciopero. Molti suoi compagni sono a malapena andati a scuola a causa della pandemia. Così, mentre si prepara a dare i suoi esami – interamente da autodidatta – la sua scelta sembra ora piuttosto ragionevole.

“Nell’anno in cui non sono andata a scuola,” spiega, “ho imparato più del previsto – e ho scritto un libro!”

Anche se è stata un’impresa titanica, quest’adolescente è diventata un’autrice. Challenge Everything: An Extinction Rebellion Youth guide to saving the planet è il manifesto di Blue su come salvare il pianeta. Coprendo l’area che va dall’indire una petizione a ‘cinque modi di parlare ad un negazionista del cambiamento climatico’, il manuale è un’utile guida al mondo dell’attivismo per il clima.

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Da essere arrestati a Greta Thunberg

Il libro di Blue fa parte del suo lavoro con XR Giovani (XR Youth), gruppo in cui lavora da quando questo è stato creato, all’inizio del 2018, e che culmina nel suo arresto lo scorso autunno.

Essendo il processo in corso, Blue non può dire di più sulle circostanze che l’hanno infine portata in tribunale. Ma ci tiene a evidenziare come si sentì impreparata davanti alla polizia.

“Furono tremendi con me quando rifiutai di fornire la mia carta d’identità,” spiega, “continuavano a dire che mi avrebbero frugata – ma non sapevano che ero minorenne. Chiesero quanti anni avevo e io risposi ‘beh che ore sono? Dopo mezzanotte ho 17 anni, sennò 16.’”

“Quando dissi loro che ero minorenne, il loro atteggiamento cambiò del tutto.”

Immediatamente dopo il suo arresto, Blue comparve in un articolo del Times assieme ad altre tre giovani attiviste britanniche, tra cui Noga Levi-Rapoport, etichettate da tutti ‘le Greta Thunberg d’Inghilterra’.

Le chiedo cosa pensa di questo paragone.

“Non mi piace,” risponde subito, “mette in luce le persone e non il movimento. Non si tratta di Greta Thunberg, si tratta del cambiamento climatico.”

Mi spiega che facendo di una persona l’immagine del movimento, si rende il messaggio più facile da screditare. “Ora, se Greta vola su un aereo, tutti la criticano, e questo rischia di distruggere tutto Fridays For Future.”

Da Londra alle Ebridi scozzesi

L’eco-attivismo è profondamente radicato in Blue. È cresciuta tra due estremi nel Regno Unito, vivendo senza elettricità e acqua corrente in una remota isola delle Ebridi Interne per alcuni mesi e in un caotico distretto di Londra Ovest per il resto dell’anno. Tutto ciò le ha dato una innata comprensione e un attaccamento sia alla natura selvaggia sia agli spazi urbani.

“Capisco davvero cosa occorre per vivere qui, siamo del tutto off-grid,” spiega. “So che se dovessi, potrei vivere completamente nella natura selvaggia per conto mio, e penso che un sacco di gente a Londra creda di aver bisogno di negozi a cinque minuti e di internet – ma non occorrono per sopravvivere.”

“Sento che sono molto più in sintonia con la natura rispetto alle persone che hanno vissuto a Londra tutta la vita, che non hanno questo tipo di connessione.”

Blue affronta il problema delle città nel suo libro, scrivendo che nello spazio urbano “è facile sentirsi sconnessi dalla natura e […] essere accecati dal consumismo, con annunci e negozi che ci dicono che abbiamo bisogno di questo o quel prodotto.”

L’accesso al mondo rurale non è comunque facile per molte persone. Come ha scritto Tianna Johnson per Euronews Living lo scorso mese, “la possibilità di vivere circondati dalla natura è un privilegio,” perciò è fondamentale tenere a mente che passare parte dell’anno su un’isola scozzese non è una cosa che in molti possono concedersi.

Chiedo a Blue come il suo profondo attaccamento alla natura possa attuarsi per persone che non hanno le sue possibilità.

“Credo rendendo più selvatiche città come Londra,” risponde, “perché non ci sono spazi verdi sufficienti, e ci sono molti parcheggi abbandonati e altre cose che si potrebbero convertire in parchi.”

“E ci sono molti spazi verdi che non sono selvatici. Ad esempio un prato in mezzo ad una piazza a cui però non si può accedere, ed è uno spreco. C’è una parte del mio libro dedicata al verde e agli spazi selvatici in città.”

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Un’attivista fin da piccola

Anche se la campagna per Blue è un luogo positivo, è anche il posto in cui ha avuto il primo contatto con l’attivismo, all’età di otto anni. Suo padre Roc Sandford, ambientalista anch’egli, ha manifestato contro la costruzione di un enorme vivaio di salmoni nelle vicinanze dell’isola di Mull.

“C’era questo forte scontro tra sostanzialmente mio padre e le persone che allevavano salmoni nella comunità,” spiega Blue. È stato un conflitto molto complesso, dato che i favorevoli al vivaio sostenevano che avrebbe portato lavoro e infrastrutture, e la situazione si aggravò con minacce, violenze e calunnie verso la famiglia di Blue e altri manifestanti.”

“Fui come traumatizzata da quell’evento, credo,” ha aggiunto Blue, pensierosa.

Nonostante le sfide che ha sperimentato nell’ambientalismo, la sua resilienza ed il suo impegno per la causa sono palpabili e galvanizzanti. Anche se Blue ha sofferto in prima persona gli estremi di chi si dedica all’attivismo climatico, le è anche molto chiaro il bisogno di questo movimento.

Il suo libro riesce ad essere accessibile, senza essere paternalistico verso i lettori, mentre la sua passione è evidente anche nella scrittura. La voce di Blue è un intervento benvenuto nel discorso sul clima – uno da cui si può imparare molto.

Testo originale alla pagina: https://www.euronews.com/living/2020/08/07/i-turned-17-in-my-prison-cell-meet-the-author-of-extinction-rebellion-s-latest-book

Il sito web dell’autrice: https://marthe.co.uk/

Traduzione Extinction Rebellion Italia