Carola Rackete, Il mondo che vogliamo. Appello all’ultima generazione, Milano, 2019, Garzanti.

03 Jan 2020 - XR Italia
XR Magazine Letture Ribelli



Come primo libro della sezione “Letture Ribelli” di XR Magazine abbiamo scelto di recensire “Il mondo che vogliamo”, di Carola Rackete, membro del nostro movimento Extinction Rebellion. Nel volume, i cui proventi andranno in beneficenza, la ribelle intreccia le tappe della propria formazione civile ed ambientale con i momenti cruciali del periodo di sosta forzata al largo di Lampedusa sulla Sea-Watch 3, e traccia un vero e proprio manifesto sulla necessità di azioni di disobbedienza civile nonviolenta di massa per spingere i governi ad agire per fronteggiare l’emergenza climatica ed ecologica e per proteggere i diritti umani.

post-picture Foto di Neal McQueen (c) Neal McQueen - telegram @nealmcqueen


In Italia si è scritto molto intorno a Carola Rackete, ma senza rendere giustizia alle sue ragioni e ai suoi ideali. Adesso l’attivista che, prima di diventare nota per aver capitanato la Sea Watch 3, si è laureata in Scienze Nautiche in Germania e in Scienze ambientali in Inghilterra, ed ha partecipato a diverse spedizioni di carattere ambientale con la British Antartic Survey e con Greenpeace, ha deciso di scrivere un libro manifesto, intitolato “Il mondo che vogliamo: appello all’ultima generazione”. [1].

post-picture Fotogramma del film Sea-Watch 3 di Jonas Schreijäg e Nadia Kailouli


Il libro di Carola Rackete racconta il punto di vista dell’attivista su quanto accaduto la scorsa estate a bordo della Sea Watch 3 ed inizia ovviamente con il racconto della sosta forzata in mare della nave di salvataggio di cui lei aveva accettato, in emergenza, di assumere il comando, e che aveva tratto in salvo 42 migranti naufraghi nel Mediterraneo. Il racconto diventa una metafora per spiegare la necessità della disobbedienza civile nonviolenta come unica soluzione possibile per fronteggiare un’emergenza. Rackete chiese più volte a diversi governi di fornire alla Sea Watch 3 un “porto sicuro” dove attraccare senza mettere a repentaglio le vite e i diritti delle persone a bordo. Lo fece, come lei stessa ha dichiarato, “attraverso tutti i possibili canali legali, mediatici e diplomatici”. Tuttavia non ottenne risposta alcuna, se non dinieghi. Tutto questo avveniva alle porte del luglio 2019, “il mese con le temperature più alte mai registrate dall’inizio della storia delle misurazioni metereologiche” in Sicilia; a bordo in totale 60 persone, allo stremo dopo due settimane a “cuocere” sul ponte di ferro, con la prospettiva concreta di “tentativi di suicidio o di perdita di controllo”. Rackete ha deciso così di forzare il blocco ed entrare nelle acque di Lampedusa perché di fronte al dilemma fra rispettare una legge o portare in salvo le vite umane sulla nave ha semplicemente scelto di fare il proprio dovere. “Non è stato né un reato né un atto di eroismo.” Tuttavia Rackete si è assunta le proprie responsabilità e le conseguenze della sua scelta.

post-picture Carola Rackete con gli attivisti di XR Brema


C’è una similitudine tra la situazione vissuta sulla Sea-Watch 3 e l’emergenza climatica ed ecologica che sta vivendo il nostro Pianeta. Tutti noi cittadini del Pianeta, stiamo fronteggiando un’emergenza che mette a repentaglio la nostra sopravvivenza; abbiamo alzato voci di protesta, firmato petizioni, partecipato a marce, scritto ai Parlamentari, ma i nostri governi negano la drammaticità della situazione, o se ne rimpallano la responsabilità, oppure rispondono con operazioni di green washing largamente insufficienti come il green new deal. Di fronte a questo dilemma, cosa possiamo fare? Non possiamo più attendere, tutti noi siamo chiamati a prendere delle decisioni difficili e ad assumercene le conseguenze: “Dobbiamo unire le forze. E dobbiamo essere molti. […] Il compito più impegnativo che la nostra generazione si trova di fronte è: cambiare il sistema che ha dato origine a questa crisi”. Rackete prosegue con un’analisi di questo sistema che ha portato al collasso ambientale e al rischio per la nostra stessa sopravvivenza come specie: il sistema neoliberista, fondato sulla competizione, sull’accumulo di capitale e sul profitto, sull’illusione della crescita economica infinita in un Pianeta finito. Un sistema che ha eretto a dogmi immodificabili le disuguaglianze, l’ingiustizia sociale, economica e climatica. Rackete correla la sua analisi di una ampia messe di dati, per poi delineare delle azioni e delle richieste possibili per diventare parte del cambiamento. In tal senso Rackete evidenzia l’importanza di prendere parte a gruppi come Fridays for future ed Extinction Rebellion, alle cui proteste ha preso parte in diverse capitali europee, e di come la loro espansione porterà ad una sempre maggiore visibilità delle loro proteste e istanze, finché parteciparvi sarà sempre più normale e diffuso tra la gente.

post-picture Oggi molte persone fuggono dall’angoscia che provano di fronte all’emergenza ambientale e dalla paura delle conseguenze del coinvolgimento personale nei movimenti. Tuttavia attraverso la diffusione dei movimenti stessi, l’attenzione alle relazioni umane, l’ascolto, la creatività, le sinergie tra gruppi e approcci scientifici e politici, attraverso azioni mirate (per esempio di disturbo dei colossi dell’energia che disboscano foreste per i loro profitti, azioni di disobbedienza civile di massa come quelle portate avanti da XR…) possiamo comunicare che ce la possiamo fare, aumentare nelle persone la consapevolezza e soprattutto il coraggio dell’azione. Il libro riporta i risultati di molti studi scientifici di diverse discipline sul collasso climatico ed ecologico attuale ed è corredato da una ricca bibliografia e sitografia che lo rende anche un agevole mini saggio scientifico-divulgativo. Ne consigliamo vivamente la lettura.


[1]Il libro è stato scritto in collaborazione con la scrittrice e attivista ambientale Anne Weiss, e tutti i proventi andranno all’Associazione borderline-europe Menschenrechte ohne Grenzen e V., che si batte per i diritti dei profughi e contro la criminalizzazione di coloro che li aiutano: https://www.borderline-europe.de/