Stop alla distruzione degli ecosistemi: salviamo le Alpi Apuane

12 Jan 2020 - XR Toscana
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Il 4 gennaio più di 2000 persone, fra cui molti Ribelli toscani, sono scese in piazza a Massa per chiedere la chiusura delle cave, in una manifestazione promossa dalla Commissione Tutela Ambiente Montano della sezione del C.A.I. di Massa “Elso Biagi”.

La manifestazione è stata indetta dopo che il Comune di Massa ha approvato, nella seduta del 23 dicembre 2019, l’apertura di ben sette nuove cave, alcune poste oltre i 1600 m di altezza e dentro il territorio del Parco Regionale, di fatto in contrasto con la legislazione nazionale vigente [1].

Extinction Rebellion ha aderito alla manifestazione, insieme a molte altre realtà dell’ambientalismo storico e recente, associazioni locali, alcuni partiti, un sindacato, perché la protesta si colloca all’interno della seconda richiesta del nostro movimento, fermare immediatamente la distruzione degli ecosistemi: le Alpi Apuane sono un patrimonio culturale e naturalistico unico e vanno preservate e mantenute integre per le generazioni future.

L’escavazione mette a rischio non solo la montagna, ma tutto l’ecosistema apuano, in primis il sistema acque, che costituisce il bacino idrico più importante della Toscana e subisce l’impatto pesantissimo dell’inquinamento dovuto alle cave.

Da anni decine di organizzazioni ambientaliste e del territorio chiedono la chiusura delle cave situate all’interno del Parco Regionale delle Alpi Apuane, ma le istituzioni, di ogni parte politica, sono sorde a queste richieste.

Extinction Rebellion ha messo in scena, durante il corteo, un’azione volta a rappresentare la devastazione delle montagne prodotta dalle cave: un gruppo di ribelli coperti da teli bianchi, a rappresentare le Alpi Apuane, sono stati avvicinati da altri ribelli, vestiti da operai, che hanno strappato loro di dosso i teli bianchi. I ribelli spogliati dei loro panni sono caduti a terra devastati dalla sofferenza, ma la stessa sorte è toccata anche ai cavatori e alla fine tutti si sono trovati insieme a terra, immobili, a sottolineare che se non salvaguardiamo la nostra madre terra nessuno sarà preservato dalle indicibili sofferenze prodotte dalla catastrofe ecologica e che solo spezzando il conflitto ambiente-lavoro che ci viene imposto dal modello estrattivista possiamo guardare oltre e creare un nuovo modello sociale.

Alla fine dell’azione i Ribelli si sono alzati, esponendo dei cartelli che componevano la scritta “STOP ALLA DISTRUZIONE DEGLI ECOSISTEMI”.

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L’azione è stata accolta con calore dai presenti che hanno lungamente applaudito la performance.

A conclusione della manifestazione è intervenuta dal palco anche Tea Papucci, una Ribelle di Massa, sottolineando come la lotta per la difesa delle montagne Apuane debba essere contestualizzata in un obiettivo più ampio, la difesa degli ecosistemi dalla devastazione portata avanti da questo sistema tossico e il contrasto alla crisi climatica che coinvolge tutta l’umanità. Il discorso della nostra Ribelle ha riscosso molti consensi proprio perché ha ampliato la prospettiva ed è riuscito ad inserire il problema locale nell’ambito della catastrofe ecologica globale, che è sempre più sotto gli occhi di tutti.

Le sono infatti paradigmatiche della più ingorda cultura estrattivista tipica del modello liberista: profitti sempre più elevati per pochi, riduzione dell’occupazione aggravata dall’innovazione tecnologica e prodotti rivolti ad incrementare il consumismo più sfrenato. In merito si può leggere a questo link l’approfondimento sulle cave apuane scritto da Jacopo Simonetta, ecologo e attivista, per il nostro sito.

[1] Codice dei beni culturali