La crisi climatica ed ecologica non va in quarantena. I saggi per imparare dalla catastrofe

Per la Rubrica Quarantine Rebellion

23 Apr 2020 - di Sara Varcasia e Filippo Fassina
XR Magazine Letture Ribelli



Terzo appuntamento per la rubrica #QuaratineRebellion in cui settimanalmente vi proponiamo documentari, letture, film per riflettere sulla crisi climatica ed ecologica.Dopo avervi consigliato alcuni tra i principali documentari e film che si sono occupati da varie angolazioni della crisi ecologica e del collasso climatico, in questa puntata vi proporremo alcuni saggi (tra i molti) che meglio hanno affrontato e rappresentato la crisi che stiamo vivendo. Quindi coraggio, mettetevi comodi!

L’isolamento forzato a causa della pandemia di Covid-19 continua in Italia, come in grande parte del mondo, lasciandoci in alcuni casi con molto tempo libero e la possibilità di dedicarci a visioni o letture per troppo tempo rimandate. Siamo consapevoli del profondo disagio che questa emergenza sanitaria sta creando in tutti noi, ma siamo anche consapevoli che il virus, così come l’emergenza climatica ed ecologica, non colpisce tutti nella stessa maniera, mettendo in grave crisi le fasce più deboli della popolazione. Noi di XR #stiamoacasa e ci auguriamo, nonostante tutto, che tutti abbiamo la possibilità di guardare un bel film, da soli o in compagnia della famiglia o dei coinquilini/e, che ci faccia evadere (e, perché no, anche riflettere),seppure solo col pensiero, per qualche ora dalle quattro mura che ormai sono tristemente diventate il nostro orizzonte.

Se si considerano le implicazioni diffuse e la portata globale del riscaldamento globale, è palese che i punti di vista dai quali possiamo guardare al “clima” sono molteplici. In questa puntata ci siamo interrogati su come reagisce la cultura e, in modo particolare, la letteratura di fronte a questo stato delle cose. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i saggi sul cambiamento climatico e il riscaldamento globale, fino alle sulle “soluzioni” green pret-a-porter. Fare una rassegna dei migliori prodotti editoriali degli ultimi anni sarebbe stata un’impresa titanica, per questo appuntamento abbiamo quindi pensato di restringere il campo ad alcuni tra i più significativi saggi che hanno affrontato il tema. La saggistica permette di approcciarsi alla crisi ecologica e climatica attraverso una lente analitica, ma non priva di passione ed emozioni, guidando il lettore alla scoperta delle cause, delle conseguenze e delle possibili soluzioni alla più grande emergenza che l’essere umano ha mai dovuto affrontare.

Una rivoluzione ci salverà. Perché il capitalismo non è sostenibile (Naomi Klein)

Titolo originale: This Changes Everything: Capitalism vs. the Climate

Anno edizione: 2015

Editore: Rizzoli

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Credits: Rizzoli editore

ll capitalismo non è più sostenibile. Senza cambiare radicalmente il modo in cui la popolazione mondiale vive, produce e gestisce le proprie attività economiche, con consumi ed emissioni alle stelle, non c’è modo di evitare il peggio. La rinnovata ribellione al sistema dominante della scrittrice Naomi Klein, già autrice di “No logo” e “Shock Economy”, passa attraverso la protesta ambientalista. La Klein afferma senza mezzi termini che c’è bisogno di una rivoluzione ambientale radicale per combattere il sistema capitalistico. Il messaggio è dirompente: si è perso talmente tanto tempo a causa dello stallo politico sul da farsi, che se oggi volessimo veramente salvarci dal peggio, dovremmo tagliare così significativamente le emissioni da mettere in discussione il fondamento della nostra economia: la crescita del PIL come priorità assoluta.A subire le conseguenze delle scelte politiche ed economiche c’è sempre, e soprattutto, l’ambiente.

Naomi Klein torna sul luogo del delitto – la lunga coda del neoliberismo distruttore di fine ‘900 – per trovare le coordinate di una nuova forma di lotta sociale atta a salvaguardare il futuro del pianeta terra. La via d’uscita che intravede Naomi Klein non è neanche una Green Economy all’acqua di rose, ma una trasformazione radicale del nostro stile di vita. Per capire cosa ci racconta in oltre 600 pagine di libro dobbiamo partire dalla frase “un albero è un albero” pronunciata da Ronald Reagan all’inizio del suo mandato, nei primi anni ottanta,che dimostra come la corsa rampante alle materie prime fosse già diventata essenziale al punto di offuscare la bellezza e l’importanza per la nostra stessa sopravvivenza, di un mondo verde, popolato da alberi.

Il piano rivoluzionario proposto dalla Klein si fonda su un forte senso di giustizia sociale che dovremmo pretendere per noi e per il Nostro Pianeta, e propone di rimodellare l’economia capitalista, fondata sulla sfrenata ricerca di combustile fossile, puntando su ciò che è realmente importante per l’uomo: migliorare strutture sanitarie, scuole, ampliare gli ambienti verdi. Puntare, infine, sulla salvaguardia del nostro pianeta e degli altri suoi abitanti.

I signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta (Stefano Liberti)

Anno edizione: 2016

Editore: Minimum fax

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Credits: Minimum fax editore

Con I signori del cibo, Stefano Liberti, esperto in reportage di politica internazionale, ci offre un’inchiesta illuminante sui tempi in cui viviamo, portando alla luce i giochi di potere che regolano l’industria alimentare a livello globale. Liberti racconta il monumentale business del cibo, attraverso una inchiesta durata due anni, per capire cosa accade in un settore divorato dall’aggressività della finanza che, avida di profitti, ha trasformato il cibo in una commodity. L’inchiesta segue la filiera dei quattro prodotti alimentari “chiave” per l’intero Pianeta (la carne di maiale, la soia, il tonno in scatola e il pomodoro concentrato), mostrando come dalla produzione alla commercializzazione, fino alla distribuzione, il potere ed il controllo su quello che mangiamo si sono concentrati nelle mani di pochissime mega aziende. Liberti visita i luoghi della speculazione:

dalle monoculture di soia dell’Amazzonia brasiliana che stanno distruggendo la più grande fabbrica di biodiversità della Terra, ai maxi-pescherecci che saccheggiano gli oceani per garantire tonno in scatola a basso costo sulle nostre tavole, passando dagli allevamenti industriali di suini negli USA al futuristico mattatoio cinese, fino ad arrivare nelle campagne pugliesi, dove i lavoratori ghanesi sottopagati raccolgono i nostri pomodori.

Il libro fa luce sui colossi, spesso poco noti al grande pubblico, che ormai controllano il mercato alimentare, facendo profitti monumentali orientando i nostri gusti e perfino il sapore di quello che mangiamo. Forse pochi sanno che la Shuanghui è la ditta cinese trasformatrice di suini più grande del mondo e nel 2013 ha acquisito l’americana Smithfield, già numero uno negli Stati Uniti. Pochi forse hanno sentito parlare della Cargill, il gigante che commercializza soia, cereali e altri prodotti alimentari di base da una parte all’altra del globo, con un fatturato cinque volte superiore a quello di McDondald’s. Negli ultimi anni, questi gruppi sono cresciuti, fagocitando grazie alle loro economie di scala, i piccoli e medi attori della filiera e facendo terra bruciata di tutte le risorse a diposizione, sia umane che ambientali.

Stefano Liberti, con una scrittura incisiva e discorsiva, ci regala un libro che non ci può lasciare indifferenti.

Sei Gradi. La sconvolgente verità sul riscaldamento globale (Mark Lynas)

Titolo originale: Six Degrees. Our future on a hotter planet

Anno edizione: 2007

Editore: Fazi

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Credits: Fazi editore

Se la temperatura globale della Terra salisse di un grado, spazzerebbe via gran parte delle barriere coralline e dei ghiacciai. E se aumentasse di sei gradi? A quali conseguenze andrebbe incontro il nostro pianeta? Ce lo spiega Mark Lynas, giornalista, attivista e commentatore televisivo, in questo libro che trae la sua essenza dai “freddi” dati scientifici, ma che con uno stile ricco di pathos arriva come un pugno allo stomaco, sia per il futuro che qui viene prospettato, sia per la sensazione di urgenza che trasmette capitolo per capitolo.

Lynas (con la prefazione di Luca Mercalli) in questo libro descrive, sulla base di ricerche scientifiche e complessi modelli climatici, quello che potrebbe accadere se non riduciamo le emissioni di gas serra, e spiega come con soli sei gradi in più rispetto alla temperatura attuale, potrebbero provocare disastri irreversibili alla Terra e alla vita di ognuno.

Un grado: scomparsa delle barriere coralline e dei ghiacciai. Due gradi: l’arcipelago di Tuvalu, nell’Oceano Pacifico, verrebbe totalmente sommerso. Tre gradi: la maggior parte della foresta amazzonica verrebbe cancellata dagli incendi e dalla siccità. In Europa ci sarebbe un enorme innalzamento delle temperature, simili a quelle del Nord Africa e del Medio Oriente. Quattro gradi: il livello degli oceani salirà al punto di radere al suolo il Bangladesh e l’Egitto e sommergere città come Venezia. Cinque gradi: milioni di persone sarebbero costrette a lasciare le aree in cui vivono perché ormai non più abitabili, causando conflitti per il controllo delle risorse presenti sulla Terra. Sei gradi in più, infine, comporterebbero l’estinzione di quasi tutte le forme di vita.

La Nostra Casa è in Fiamme (Greta Thunberg, Malena Ernman, Svante Thunberg, Beata Ernman)

Titolo originale: Scener ur hjärtat

Anno: 2019

Editore: Mondadori

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Credits: Mondadori editore

Greta Thunberg, con i suoi scioperi solitari della scuola per il clima davanti al parlamento svedese, ha portato alle coscienze il problema della crisi climatica, lanciando un messaggio globale che ha coinvolto centinaia di migliaia di attivisti, che in tutto il mondo seguono il suo esempio in occasione dei Fridays for future. Cambiare il nostro stile di vita e il modello di consumo dominante deve essere una priorità assoluta di tutta l’umanità, è questo l’appello rivolto tanto ai governi quanto alle persone comuni, di intraprendere una battaglia per un futuro sottratto alle nuove generazioni al ritmo furioso dei 100 milioni di barili di petrolio consumati al giorno. Greta Thunberg ha detto chiaramente ai grandi del mondo le cose come stanno: ci troviamo di fronte a una catastrofe globale senza precedenti che causerà sempre più morti e sofferenza, la cui soluzione principale è bloccare le emissioni di gas serra. La crisi climatica è la sfida più difficile che l’Homo Sapiens si è mai trovato ad affrontare, non c’è più tempo per essere leggeri o pensare su cosa possiamo dire, c’è solo il tempo di dire le cose come stanno.

Il libro, scritto insieme alla madre Malena, al padre Svante e alla sorella Beata, è strutturato in tre parti. Dopo un breve prologo che riporta stralci dei discorsi tenuti da Greta nel mondo, la madre racconta dalla loro famiglia, parla dei disturbi delle due figlie entrambe affette dalla sindrome di Asperger, e degli strumenti messi in campo da lei e dal marito per combatterli, cercando di valorizzare la diversità e gestirla come una risorsa. La seconda parte del libro entra molto più nel merito della questione climatica. Colpisce la riflessione sul fatto che, se riparametrassimo la storia della vita sulla Terra in un anno solare, la rivoluzione industriale si collocherebbe un secondo e mezzo prima della mezzanotte di Capodanno. Questo per dire che, dalla rivoluzione industriale in poi, in così pochi anni, l’uomo è riuscito a rovinare tutto ciò che la natura ha creato nei millenni precedenti. Stiamo distruggendo il mondo, è un’innegabile realtà, e il tempo a disposizione per intervenire è ormai agli sgoccioli.

La nostra casa è in fiamme non è solo un libro che parla di ambiente, è anche e soprattutto un ritratto personale e familiare di una giovane attivista che, grazie alla sua forza e alla sua “diversità” (intesa come ricchezza), ha saputo regalare ancora una speranza a tutti noi che amiamo la Terra e amiamo la Vita.