Abbiamo visto che cosa è possibile fare e non possiamo tornare alla normalità

25 Apr 2020 - Di Clare Farrell, co-fondatrice di Extinction Rebellion.
XR Magazine Società



Un anno fa esatto, il centro di Londra era bloccato e chiuso al traffico. Le normali attività erano state notevolmente rallentate. Era la settimana di ribellione di Extinction Rebellion, che aveva richiamato migliaia di persone a fare azioni di disobbedienza civile e a farsi arrestare per chiedere al governo di dire la verità e di dichiarare l’Emergenza Climatica ed Ecologica. Un anno dopo il centro di Londra è di nuovo bloccato, ma per un motivo molto diverso.Solo perché il coronavirus ha comprensibilmente messo tutto in sospeso, ciò non significa che lo sia anche il collasso climatico e la crisi ecologica. Quando torneremo di nuovo fuori dalle nostre porte, quella crisi ancora più grande sarà lì ad aspettarci. In questo contesto di pandemia globale, sentiamo sempre più urgente il bisogno di lottare per la giustizia climatica, ecologica e sociale. Iniziando con una ribellione digitale a giugno, XR EU organizzerà azioni coordinate tra i vari gruppi europei, mirate alle responsabilità dell’Europa, sia all’esterno che all’interno dei confini europei, seguendo le raccomandazioni sanitarie e seguendone l’evoluzione.

L’anno scorso a quest’ora Oxford Circus era chiuso al traffico. Le normali attività erano state notevolmente rallentate. Una barca rosa, tende da campeggio, cucine, uffici stampa e tende per il benessere erano apparse dove di solito c’erano file di autobus e taxi. Una spavalda celebrazione della verità e dell’amore aveva occupato le strade di Londra. Philip Green perse una certa quantità di sterline e la lobby della BBC, e attraverso le grandi porte girevoli della sua sede di Oxford Street, respirò aria più pulita grazie al fatto che la strada rimase chiusa al traffico per una settimana. Un anno dopo Oxford Circus è di nuovo completamente chiuso. Tutti i negozi sono chiusi e le vetrine sono ferme nel tempo. Le aziende stanno di nuovo subendo gravi disagi, ma per una ragione diversa. Nel 2019 ci siamo sentiti dire “Come osate, quello che fate è costato alle aziende milioni di sterline in entrate perse!”.

Nel 2020 dicono “Questa chiusura è necessaria, è la vita stessa ad essere minacciata. Restate a casa, salvate vite, salvate il nostro Sistema Sanitario Nazionale” (quello stesso SSN che viene svenduto in questo momento).

Ora sappiamo cosa è possibile

Che anno è stato. Che tempi strani e sconvolgenti. Scopriamo che cambiare quelle cose che ci avevano detto fossero impossibili da cambiare, quando eravamo scesi in strada l’anno scorso, non solo è perfettamente possibile, ma necessario. Il Coronavirus ci sta mostrando ciò che è possibile, almeno. Il dramma è che migliaia di persone siano dovute morire prima che venisse fatto qualcosa al riguardo.

Sapendo ciò che sappiamo ora, una ribellione nel 2020 è necessaria più che mai, quando finalmente ci sarà permesso di uscire di nuovo. Solo perché il Coronavirus ha comprensibilmente messo tutto in stand-by, ciò non significa che anche la crisi ecologica e climatica si sia fermata. Quando torneremo di nuovo a poter uscire dalle nostre case, quella ancor più grande crisi sarà lì ad aspettarci.

Il tempo è quasi scaduto

Perché il sistema neoliberista è allo sbando ed è – per sua stessa essenza – totalmente incapace di proteggerci in tempi di disastro. La pandemia di Covid-19 ci aiuta a vederlo molto chiaramente. Un sistema neoliberista non sarà mai “ben preparato” per le crisi perché essere ben preparati costa denaro che non frutta denaro. Per organizzare scorte di DPI (dispositivi di protezione individuale) che possono non servire subito, ma che consentono di essere pronti quando giunge la crisi, si spendono soldi che non rientrano.Forse conoscete il detto “una preparazione adeguata previene scarse prestazioni”. Dobbiamo essere preparati per quello che succede. Ma la preparazione si basa su una valutazione in cui la vita vale più del profitto. L’efficienza economica può essere una nostra grande nemica, ora e nel futuro, mentre sarebbe ora di iniziare a rischiare qualche milione di sterline qua e là per essere preparati meglio. Abbiamo ricevuto molti avvertimenti, ma siamo guidati da persone senza adeguate conoscenze, senza cuore e senza la volontà di agire.

Invece ora avremmo bisogno di essere guidati da persone capaci di compassione

Mentre noi passiamo il giovedì sera a suonare con pentole e padelle per mostrare solidarietà al personale del SSN dalle nostre case in cui siamo di fatto incarcerati, l’emergenza dovuta a Covid-19 permette al governo di continuare a svendere quello stesso SSN agendo contemporaneamente come se lo stesse da sempre sostenendo; gli permette di mascherare il fatto che non ha ascoltato gli avvertimenti e non ha fatto tutto il possibile prima che le cose andassero fuori controllo.

I miliardari si stanno sicuramente preparando per le crisi e lo stanno facendo da un pezzo. Un’intera industria multimiliardaria prospera intorno alla costruzione di bunker in grado di resistere all’apocalisse (un futuro lock-down a lungo termine, un po’ come ora ma senza la luce del giorno). Questo immenso spreco di denaro in nome del fatto che i miliardari amano essere preparati pur prosperando in un sistema che impedisce di essere preparati.

Un po’ contraddittorio, no?

Quello che sto esponendo qui è che, pragmaticamente parlando, la compassione e la lotta per una società più giusta, in cui le persone e il Pianeta vengono messe prima del profitto, è ora una necessità e un dovere morale. Perché siamo nella merda fino al collo. È interessante che le persone stiano usando questa crisi per celebrare l’abbattimento delle emissioni quando la verità è che un abbattimento molto più grande dovrà avere luogo dopo il Coronavirus se vogliamo avere una possibilità. Come hanno sottolineato i ricercatori sul clima, “ Il fatto che il calo del 6% delle emissioni globali di anidride carbonica è ciò che otteniamo dall’arresto quasi totale delle attività nel mondo intero, ci mostra bene la portata e l’entità della sfida climatica”. Abbiamo più che mai bisogno di persone che si ribellano e che insistono perché il governo apporti i cambiamenti necessari per evitare futuri disastri. Abbiamo bisogno che il governo agisca con compassione e metta al primo posto le persone, smettendo di denigrare i manifestanti che causano disagi a breve termine e di usarli come capro espiatorio.

Salute, ambiente, disuguaglianza, stabilità sociale in tutto il Pianeta: tutto è connesso e, come famiglia globale, lo siamo anche noi. Le divisioni della nostra società si riducono a poca cosa se ci rendiamo conto di essere tutti di fronte allo stesso destino: rimanere senza soldi, perdere i propri cari, il proprio lavoro, la propria casa, temere per la propria vita e sapere con certezza che i politici si venderebbero anche tua nonna se solo fosse in grado di lavorare.

È tempo che riconosciamo che stiamo fronteggiando tutti la stessa situazione e diciamo di no alla prospettiva di tornare a una “normalità” in cui gli individui più vulnerabili e svantaggiati delle nostre società sono considerati sacrificabili.

Quando ci verrà permesso di uscire di nuovo, dobbiamo riunirci in numero ancora maggiore. Perché la situazione non sta migliorando, ragazzi. I miliardari costruttori di bunker stanno con gli occhi aperti, sanno cosa sta per succedere. Se permettiamo al governo di riportarci alla normalità dopo tutto questo, allora siamo veramente perduti. Sì, dobbiamo ripeterci che “non possiamo tornare alla normalità” dopo il passaggio del Coronavirus, ma dobbiamo anche MOSTRARE che non siamo in alcun modo disposti a farlo.

Scioperi dal pagamento di debiti, scioperi dal pagamento di affitti, rifiuto immediato di collaborare su tutti i fronti contemporaneamente. E ovviamente, tornare in strada. La posizione da prendere è decisa e dobbiamo mantenere alta la pressione. Non ci smuoveremo. Non appena il blocco si allenta, dobbiamo disobbedire a tutti gli aspetti della cosiddetta strategia di uscita che stanno predisponendo per riportarci alla normalità, al business as usual. Dobbiamo farlo in modo creativo, pacifico, pieno di amore. Dobbiamo richiedere una strategia di accesso, invece. Per un periodo di rinascita, di perdono, per una giusta transizione e un’economia libera dalle emissioni.

Siamo cittadini attivi: sappiamo che creando una mini crisi politica, attraverso una ribellione dirompente come quella di esattamente un anno fa, quel cambiamento può avere luogo. E il Covid-19 ha mostrato in maniera inequivocabile cosa è possibile fare se c’è la volontà politica. Ecco che aspetto ha un grave collasso sociale, e ce ne saranno molti altri se ora non mettiamo da parte le differenze e apportiamo le modifiche necessarie per evitare futuri disastri.

Verità, amore, compassione

Dobbiamo il nostro movimento a coloro che prima di noi hanno deciso di non rispettare la legge e siamo convinti che un amore intransigente, coraggioso, può cambiare il mondo.

Dedicheremo questo periodo a colloqui di pace.

Applicheremo le nostre energie alla riconciliazione, al perdono e al lasciar andare.

Siamo determinati a proteggere l’amore nel profondo. Per sconfiggere il cinismo.

Siamo amore in azione.

Pezzo tradotto da:

https://rebellion.earth/2020/04/19/a-year-on-from-april-rebellion-we-are-seeing-whats-possible-theres-no-going-back/