È tempo di sfoderare le nostre ambizioni

20 May 2020 - XR Italia
XR Magazine Letture Ribelli Società



All’indomani dell’uscita del suo libro “Extinction Rebellion e la rivoluzione ambientale”, per la casa editrice Multimage, abbiamo pensato di intervistare Fiorella Carollo, collaboratrice del nostro XR Magazine, e di chiederle la sua opinione su questo strano tempo che stiamo vivendo e sulle prospettive delle lotte che ci stanno a cuore.

La crisi della pandemia da coronavirus ha fatto precipitare la situazione che già vedeva la presenza di una grave crisi ecologica e climatica, e le varie crisi attuali sono strettamente collegate. Pensi che sia possibile avere un barlume di speranza su come ne usciremo?

Fiorella Carollo: Per rispondere mi piacerebbe citare l’economista britannica Kate Raworth, la quale sostiene che “possiamo usare questa crisi per accompagnare un cambiamento sistemico a livello globale”. Un esempio di questo cambiamento sistemico per la fase post-covid lo sta elaborando per la città di Amsterdam proprio l’economista Raworth, appena citata, assieme alla sindaca Femke Halsema. L’economista britannica è ben nota anche al pubblico dei non-addetti ai lavori per la sua teoria dell’economia “della ciambella” che ha avuto una certa risonanza fin dalla pubblicazione del suo scritto per Oxfam International nel 2012. Il 10 aprile questo modello economico è stato formalmente adottato dal comune di Amsterdam come punto di partenza per le politiche pubbliche del post-emergenza, facendo così di Amsterdam la prima città nel mondo che si impegna ad attuare politiche locali che incentivino il benessere sociale, appianino le disuguaglianze e garantiscano a tutti pari possibilità e diritti: la parità di genere, la garanzia del diritto alla casa, all’educazione, alla salute, ecc… Nel frattempo più di 1000 attivisti ed esperti di 66 diverse organizzazioni fra cui George Monbiot e Carola Rackete, hanno pubblicato una lettera aperta che indica la decrescita come chiave per costruire una società più giusta post-covid19, e avviare una transizione verso una società radicalmente diversa, con al centro le persone e il Pianeta prima delle imprese, con il principio di solidarietà come faro. Il punto chiave è che non bisogna tornare alla situazione precedente, la crisi attuale è un’occasione che non va sprecata, per avere un futuro migliore e più equo, ponendo la vita al centro del sistema economico, ripensando la quantità e il tipo di lavoro necessario per il benessere di tutti, riorganizzando la società perché garantisca beni e servizi essenziali a tutti e perché diventi veramente democratica.

Che ruolo hanno secondo te le assemblee cittadine o civiche in questa richiesta di una società più democratica e che tenga conto del principio di solidarietà?

Fiorella Carollo: Anche le assemblee cittadine o civiche possono avere un ruolo importante, direi fondamentale, nel dare forma ad una “transizione verde”. Sia in Francia che in Inghilterra le assemblee cittadine sono state messe in piedi per veicolare delle raccomandazioni al governo sulle politiche ambientali e sul clima. Con l’inizio del lockdown in ambedue Paesi le assemblee cittadine si sono spostate on line per continuare alacremente i loro lavori. In Francia le assemblee dei cittadini sono state lanciate dopo le proteste dei “gilet gialli” del 2018 e 19 con lo scopo dichiarato di studiare prima, proporre poi, misure concrete per ridurre le emissioni dei gas climalteranti almeno del 40% entro il 2030, in uno spirito di giustizia sociale. Le assemblee cittadine francesi, dopo avere messo a punto una serie di proposte che riguardano settori come la mobilità sostenibile, (incentivando piste ciclabili), investimenti sull’agricoltura, il miglioramento dell’efficienza energetica nelle case, la promozione della produzione di piccole unità di energia rinnovabile, la messa al bando della pubblicità per i prodotti più inquinanti, ecc. hanno caldamente avvisato il governo francese di non ripetere gli errori fatti dopo le crisi finanziarie del 2008, che videro cospicui investimenti statali nelle industrie dei combustibili fossili. Al contrario hanno sollecitato il governo ad assicurare investimenti socialmente accettabili come parte dello sforzo della ripresa privilegiando soluzioni sostenibili alla transizione energetica. Si è raccomandata per l’adozione di misure che preparino la società ad essere economicamente più resiliente in vista di future probabili crisi. La limitazione più grande di queste assemblee è che la missione della Convention Citoyenne Climat si limita alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti, e non tratta della protezione della biodiversità, il che rende difficile misure sistemiche trasversali. Anche in Inghilterra le assemblee dei cittadini sono nate per disegnare misure atte a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni per il 2050, data limite fortemente contestata da Extinction Rebellion che ha invece proposto la data del 2025. In ogni caso esistono dispositivi di questo tipo che funzionano bene anche a livello locale: il Toronto Planning Review Panel, oppure la Citizen’s Initiative Reviewin Oregon, ad esempio.

Ti sembra che anche nel nostro Paese i movimenti dal basso possano avere un ruolo per orientare questa fase, pur con tutte le restrizioni al movimento e alle manifestazioni ora presenti?

\ Fiorella Carollo: Sì, dopo un anno incredibile come il 2019 in cui i movimenti globali a tema ambientale hanno avuto un incremento inaspettato e hanno portato all’attenzione generale le emergenze climatica ed ecologica, la crisi del coronavirus ha necessariamente messo un freno alle loro manifestazioni più propriamente di disobbedienza civile nonviolenta. Eppure anche in questa fase di lockdown sembra che anche nel nostro Paese qualcosa si sia mosso: il comune di Milano ha abbandonato il suo piano iniziale per la mobilità della Fase 2 e ha invece accolto la proposta dell’associazione Bike Italia appoggiata da ExtinctionRebellion Milano, Fridays for future e Genitori antismog. Bike Italia ha presentato un piano dettagliato, sia nelle proposte che nei costi, per far sì che la mobilità sostenibile diventi il piano per la città nella Fase 2. Anche a Roma le associazioni legate alla promozione della bicicletta hanno proposto all’amministrazione un piano dettagliato sulla mobilità sostenibile che prevede l’ampliamento delle piste ciclabili per biciclette e monopattini, momentaneamente in questa emergenza si propone di togliere spazio alla carreggiata delle macchine. Sempre a Milano l’amministrazione ha aperto una piattaforma rivolgendosi ai cittadini e alle associazioni affinché contribuiscano a configurare tutti assieme la Fase 2. XR Milano ha deciso di farsi avanti e di proporre l’istituzione delle assemblee dei cittadini. Intanto a Bologna un manipolo di associazioni che si è dato il nome “La condotta comunale della bicicletta” ha lanciato il crowdfunding AndràTuttiInBici su GoFundMe chiedendo 5.000 euro – obiettivo ampiamente raggiunto– per lanciare una campagna di affissioni pubblicitarie per ricordare ai bolognesi i molteplici vantaggi degli spostamenti in bici sotto i 10-15 km: a livello personale ci guadagna la salute e il portafoglio, a livello cittadino ci guadagnano i trasporti, la viabilità, la qualità dell’aria che respiriamo. Anche le azioni stanno pian piano ricominciando, nel rispetto delle normative di sicurezza: l’11 maggio Extinction Rebellion Milano è scesa di nuovo in piazza, portando 100 paia di Scarpe davanti al palazzo della Regione Lombardia, per onorare le vittime della pandemia in corso, una delle tante tragiche conseguenze della crisi ecologica in atto. Le prime file di scarpe sono state un tributo a cittadin*, medic*, operator* social* che si sono impegnati nel contrastare il virus.

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Le rimanenti simboleggiavano le numerose vittime – passate e future – della crisi climatica ed ecologica, ma anche chi non potendo scendere in piazza chiede di essere ascoltato.

Un messaggio che mira a indicare la necessità di non dimenticare la sfida ambientale, ricordando le migliaia di morti causati dalla pandemia, e insieme lanciando un monito: se l’emergenza climatica ed ecologica non verrà riconosciuta e non si agirà per mitigarla ce ne saranno innumerevoli altri.

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Quale messaggio lanceresti ai cittadini preoccupati non solo per la crisi della pandemia, ma anche per la più grande crisi climatica ed ecologica?

\ Fiorella Carollo: A mio parere è tempo di mobilitare le energie positive che l’esplodere della crisi ha messo in circolazione, sto parlando di un diffuso spirito di solidarietà, di attenzione per i meno fortunati, una voglia di riscatto e di giustizia ma anche una maggiore consapevolezza che la letalità di questa epidemia è stata esacerbata dai problemi di salute polmonare cronici dovuti alla presenza di inquinamento nelle grandi città. Dopo il tempo delle proteste è giunto il tempo che la società civile, cioè i singoli, le associazioni mainstream e i movimenti, si faccia avanti con le sue proposte. Come disse Milton Freeman: “In tempi di crisi le azioni che vengono intraprese si rifanno alle idee che sono in circolo in quel momento” ed è esattamente a questo che dobbiamo fare attenzione, come ci ricorda Naomi Klein. È adesso il nostro momento se vogliamo dar forma al nostro futuro perché se non lo facciamo noi lo faranno di nuovo quei poteri politico-finanziari che si nutrono degli shock rimettendoci tutti alla triste dieta dell’austerity per i prossimi anni. Le avvisaglie già ci sono. È tempo di farsi avanti, diventare propositive, chiamarsi a raccolta l’un l’altra e avanzare. È tempo, come dice Naomi Klein, di essere ambiziose e ambiziosi e mobilitarsi per dare forma al nostro futuro.

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Ulteriori notizie sul libro disponibili sul blog https://xrlarivoluzioneambientale.blogspot.com

Photo: Extinction Rebellion Milano