XR Doctors denuncia: c’è un legame fra il cambiamento climatico e le malattie infettive

22 Nov 2020 - Francesco Segala
XR Magazine Società



Venerdi 9 ottobre per la prima volta la community italiana di XR Doctors ha manifestato davanti al Ministero della salute. Sono stati letti alcuni interventi molto documentati, che XR Magazine ha pensato di ripubblicare per dare loro la giusta visibilità.

Abbiamo tutti acquisito l’esperienza di una crisi sanitaria globale. Abbiamo tutti imparato, sulla nostra pelle, cosa significa affrontare un evento di salute collettivo e imprevisto. In meno di un anno, popolazioni di tutto il mondo sono state costrette a modificare significativamente il proprio stile di vita, le proprie abitudini di consumo e di viaggio, ad acquisire rapidamente nuove nozioni scientifiche e mettere in atto comportamenti volti a prevenire la sofferenza di altri esseri umani. La crisi climatica è, per l’uomo, innanzitutto una crisi sanitaria. Io, in qualità di medico infettivologo, oggi vi parlo solo una parte di questo fenomeno, il suo rapporto con le malattie infettive.

Dei 30 nuovi patogeni emersi negli ultimi 30 anni, il 75% ha avuto origine nel mondo animale. La COVID-19 è semplicemente l’evento più recente. SARS, H1N1, influenza aviaria, Zika, Ebola ed AIDS sono anch’esse nate così: sono zoonosi. Una zoonosi è una malattia infettiva emergente originatosi da una specie animale selvatica – la specie “serbatoio” – e quindi trasmessa all’uomo. Globalmente, sono responsabili di oltre un miliardo di infezioni ogni anno [^1], con più due milioni di morti solo nei paesi in via di sviluppo [^4], e la maggioranza di queste infezioni nasce da un’interazione diretta dell’uomo con la fauna selvatica [^2].

Virus e batteri sono ovunque. Sono parte del mondo. Partecipano all’equilibrio dell’ecosistema e al metabolismo di ogni specie vivente [^3]. Collaborano con la vita, a patto che se ne rispettino gli equilibri fondamentali. Studiando medicina, una delle prime cose che mi ha impressionato è stata come la vita poggi su un equilibrio preciso ed estremamente complesso, dove le miliardi di componenti e molecole devono intervenire nel modo giusto, nella giusta quantità, al momento giusto, nel posto giusto. Nel corpo umano, se una di queste componenti – una sola – smette di compiere il lavoro esatto per cui è stata creata, si perde l’equilibrio, e si instaura la malattia. Studiare fisiologia significa sconcertarsi di come tutto questo sia in grado di stare in piedi.

Nell’ecosistema è lo stesso. La biodiversità ci protegge. Non possiamo pensare di sconvolgerne gli equilibri. Ne siamo parte, non ce lo possiamo permettere. Come riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’aumentata incidenza di infezioni zoonotiche nelle ultime decadi è una diretta conseguenza dell’intervento dell’uomo sulla natura. Deforestazione, povertà, disuguaglianze, insicurezza alimentare, commercio illegale di specie animali e insediamento incontrollato sono tutti fattori precipitanti la perdita della biodiversità. Nell’ultimo secolo, ogni anno abbiamo perso il numero di specie animali che avremmo dovuto perdere in cento [^5]. Stiamo erodendo la capacità del pianeta di sostenere la vita degli esseri umani, la vita in generale.

Solo nel 2020, più di un milione di persone sono morte di COVID-19. Più della totalità degli abitanti di Torino. Secondo la rivista Nature, se continuiamo con questo trend, entro gennaio le vittime della pandemia raggiungeranno oltre 2,5 milioni [^6]. Più di quanto siamo abituati a immaginare. Tutti abbiamo visto le immagini dei veicoli militari di Bergamo, dei cimiteri scavati in Brasile, dei cadaveri abbandonati sulle strade di Guayaquil. Tutti abbiamo anche visto le immagini degli incendi in Australia, in Portogallo e in Siberia, del cielo rosso di San Francisco, delle ceneri del Pantanal. Queste foreste sono la nostra casa, sono la nostra salute. Non possiamo limitarci a guardare. E’ giunto il momento di ribellarsi pacificamente all’inazione.

[^1] WHO EMRO | Zoonotic disease: emerging public health threats in the Region [^2] Kreuder Johnson et al 2015. Spillover and pandemic properties of zoonotic viruses with high host plasticity. [^3] Virgin et al. The virome in mammalian physiology and disease. Cell 2015 [^4] https://www.unenvironment.org/news-and-stories/statements/preventing-next-pandemic-zoonotic-diseases-and-how-break-chain [^5] https://www.nytimes.com/2020/06/01/science/mass-extinctions-are-accelerating-scientists-report.html?fbclid=IwAR0sOotLfVeYsNXOMq0oUQne006s19FC3EzcpmN5PsH2A3fuNkSPsSZ74JA [^6] https://www.nature.com/articles/d41586-020-02762-y?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=8accfbb4ad-briefing-dy-20201001&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-8accfbb4ad-45252422