L'amore è cieco: tu non sei ciò che compri

13 Feb 2021 - XR Forlì
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La nostra tradizione ci dice che l’amore è cieco, il consumismo invece ci vuole convincere che noi siamo ciò che compriamo.

Una persona si definisce dai suoi valori, dalle sue conoscenze e dalla sua storia. Non di certo da ciò che indossa, dal suo aspetto o da eventuali disabilità fisiche.

La società in cui siamo natə però trae beneficio dai nostri dubbi sui noi stessə e cerca di istillarceli. Lo fa, ad esempio, mostrandoci in continuazione nuove collezioni di fast-fashion, salvo raccontarci dei loro impatti ambientali e dello sfruttamento su donne e bambinə, o mostrandoci false icone femminili, con l'intento di convincerci che la cellulite non sia naturale.

DOBBIAMO ATTIVAMENTE OPPORCI A CIÒ

Noi siamo un po’ come i pesci. I pesci appena nati solo inconsapevoli della natura del sistema che li circonda. Probabilmente, non si rendono conto di essere immersi nell’acqua. Allo stesso modo noi tendiamo a non essere consci della cultura del sistema in cui nasciamo. D'altra parte, spesso tendiamo ad interiorizzare alcuni aspetti tossici della nostra cultura senza rendercene conto. Questo avviene quando accettiamo il fatto che le cose "hanno sempre funzionato così”, e quindi ci svincoliamo dalla responsabilità di cambiarle. O quando qualcuno si erge a superiore, ci opprime, e per farlo, ci vittimizza. Accade da tempi immemori nei confronti del genere femminile: “era ubriaca, se l’è cercata”; nei confronti dei popoli colonizzati a cui abbiamo raccontato il mito del “fardello dell’uomo bianco” per convincerli della loro inferiorità e depredarne le risorse. Lo stesso si potrebbe dire della comunità LGBTQ+ che a lungo è stata etichettata come malata, deviante. O dei malati psichiatrici che abbiamo rinchiuso nei loro raccapriccianti destini all’interno dei manicomi; finché un'intera generazione, quella del '68, non ha deciso di opporsi attivamente a ciò.

IL GREENWASHING

Ad oggi, anche le multinazionali del fossile puntano alla colpevolizzazione delle vittime per esimersi dalle proprie colpe. Dopo aver provato a instillare dubbi nella società sull'attendibilità della scienza, ora tentano di scaricare la responsabilità della crisi climatica ed ecologica su di te, individuo. Il termine ‘Carbon Footprint’ (impronta di carbonio) è stato inventato dalla British Petroleum (BP) proprio con la finalità di scaricare le maggiori responsabilità sui singoli, minimizzando quelle delle aziende mondiali più inquinanti. Eni fa lo stesso attraverso le pubblicità: “Giulia utilizza i sacchetti riutilizzabili per fare la spese… Giulia+Eni è meglio di Eni”. In tal modo, ENI si dipinge di verde, ci comunica che ha cuore il problema, mentre continua indisturbata a cercare nuovi pozzi di petrolio e mettere a repentaglio la vita sulla Terra.

VOGLIAMO UNA SOCIETÀ DELLA CURA

Non accettiamo ciecamente la cultura in cui siamo immersə. Abbiamo bisogno di una cultura rigenerativa che sia sana, resiliente e adattabile. Riconosciamo la necessità di cambiare nella nostra interiorità, ma sappiamo che questo non è sufficiente per sradicare gli aspetti tossici del nostro sistema. Per questo agiamo collettivamente, uscendo dalle nostre zone di comfort per far avvenire il cambiamento. Vogliamo cambiare i modi in cui ci hanno abituatə a relazionarci tra noi esseri umani, tra uomini e donne, e tra umani e altri animali.

VOGLIAMO CAMBIARE LE REGOLE DEL GIOCO

Ragionando sulle istituzioni che detengono il potere nella società, focalizziamo le nostre richieste sul governo. Non solo perché siamo noi ad eleggerlo, e dunque a cedergli il dovere di garantire la nostra sicurezza, salute e prosperità, ma anche perché i governi decidono le regole del gioco, le mutano e sono dunque capaci di influenzare tutti gli altri pilastri del potere. Per attuare il cambiamento adottiamo la nonviolenza poiché riteniamo che nel nostro contesto sia la strategia più efficace. Ricorriamo alla disobbedienza civile nella tradizione di Gandhi, Rosa Parks e Danilo Dolci.

La disobbedienza civile non è un mero rifiuto della legge, ma un atto democratico per procrearla, richiamandosi ai valori fondamentali e ai diritti costitutivi degli Stati, che i governi hanno fallito nel garantire. Lo facciamo riconoscendo i nostri privilegi e sapendo che sono questi a tenerci al sicuro.

NESSUNO SI SALVERÀ DA SOLO

Il diritto fondamentale alla vita e a un futuro dignitoso ci sta venendo negato. Abbiamo 7 anni prima di raggiungere il punto di non ritorno che causerà conseguenze irreversibili sul clima, e quindi sulle nostre vite e su quelle delle persone a noi care. Abbiamo già causato dei danni permanenti agli ecosistemi che ci garantiscono la vita, ma dobbiamo agire prima che tutto sia perduto. Prima che sia troppo tardi. Per salvarci abbiamo bisogno di tutta la nostra rabbia, il nostro amore e la nostra ostinata voglia di cambiare. Potremo riuscirci solo se avremo una visione condivisa del cambiamento in grado di comprendere tutte le nostre diversità: “creare un mondo adatto alle generazioni future”. Accogliamo quindi tuttə e ogni sfaccettatura di ciascunə. Ci autorganizziamo basandoci su autonomia e decentralizzazione per costruire insieme le strutture di cui abbiamo bisogno per sfidare il potere.

La nostra casa va in fiamme. Non hai bisogno di chiedere il permesso per spegnere il fuoco o rompere la finestra per salvare chi è dentro e sta dormendo. Se condividi i principi e valori di Extinction Rebellion (XR) puoi agire in suo nome.

Noi Siamo XR, e tu sei noi.

Agiamo in piace, agiamo in nome della vita.