#TheActivist: Chibeze Ezekiel, l’attivista ghanese che ha bloccato il carbone

28 Feb 2021 - Marcello Casa
XR Magazine Società



Credits: Carlotta Artioli

#TheActivist è la rubrica di XR Magazine dedicata agli attivisti del nostro tempo. Qui racconteremo della loro battaglia per la giustizia climatica, dei loro obiettivi e dei metodi che hanno trovato per raggiungerli. Se le questioni legate all’ambiente, clima, giustizia sociale e natura stanno via via prendendo il sopravvento nei tavoli dei trattati è perchè persone da tutto il mondo hanno deciso di scendere in campo e far sentire la propria voce. 

Perchè non importa chi sei o da dove vieni, la lotta per un futuro migliore riguarda anche te

Nel 2020 Chibeze Ezekiel, attivista ambientale ghanese, di 40 anni, ha ricevuto il Goldman Environmental Prize per l’incredibile vittoria che la sua campagna di sensibilizzazione ha ottenuto contro la costruzione di una centrale elettrica a carbone adiacente sulle coste del Ghana ad un centinaio di chilometri dalla capitale Accra.

In Ghana, la scarsità di energia colpisce da tempo tutti i settori della società. Gli ospedali sono spesso colpiti da blackout e non di rado i bambini nascono con la luce dei cellulari. Nel 2015, ci sono stati 159 giorni di blackout in tutto il paese. Negli ultimi anni, inoltre, poichè una quota significativa dell’energia del Ghana proviene dall’idroelettricità, le interruzioni sono state esacerbate e rese più frequenti dalle crescenti condizioni di siccità che condizionano il paese.

Per risolvere questo grave problema, nel 2013, il governo ghanese ha proposto la costruzione di una centrale a carbone da 700 MW e un nuovo porto nei pressi di Aboano, una comunità di pescatori nel distretto di Ekumfi. La proposta faceva parte della politica aggressiva della Cina atta a favorire lo sviluppo del carbone in tutto il mondo e in particolare in Africa. Il progetto Ekumfi, proposto dalla Volta River Authority e dallo Shenzhen Energy Group, avrebbe, inoltre, previsto un prestito di 1,5 miliardi di dollari dal China African Development Fund per finanziare sia la centrale a carbone che il porto. Poiché il Ghana non ha riserve di carbone, il porto era una parte essenziale del piano per importare le materie prime. Si prevedeva l’importazione di 2 milioni di tonnellate all’anno dal Sud Africa.

Come oramai è ben noto, il carbone è la forma di produzione di energia più inquinante e insostenibile del mondo, anche se alimenta ancora il 27% dell’energia mondiale e il 38% della produzione di elettricità, che se generata dai combustibili fossili è la fonte maggiore di emissioni di anidride carbonica, impattando in modo drammatico sul cambiamento climatico.

Oltre all’impatto sul clima, le acque reflue, le ceneri e il particolato prodotto e le emissioni di mercurio della centrale a carbone proposta avrebbero comportato gravi rischi per la salute dei 52000 abitanti e per del distretto. Le emissioni di anidride solforosa della centrale a carbone rischiavano di creare piogge acide, di distruggere i bacini idrici delle comunità e di compromettere l’accesso all’acqua potabile. Infatti, nel distretto di Ekumfi, l’accesso all’acqua dolce è gravemente limitato poiché le fonti sotterranee sono saline e imbevibili, rendendo l’acqua piovana fonte principale di acqua potabile.

In questo contesto è emersa la figura di Chibeze “Chi” Ezekiel, coordinatore nazionale di 350 Ghana Reducing Our Carbon (350 GROC) e membro della ONG ambientale 350.org. Ezekiel ha anche fondato lo Strategic Youth Network for Development, un’organizzazione che sfrutta il potere dei giovani per realizzare cambiamenti ambientali e sociali in Ghana. Per più di un decennio, Ezekiel ha organizzato la gioventù ghanese e l’ha sensibilizzata sui temi della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico. Si è, inoltre, impegnato a fornire il potere e gli strumenti alle prossime generazioni di ambientalisti e cosa più importante si è battuto per dar loro una voce, seguendo sempre il motto: “non lasciare nessuno indietro”.

Dopo essere venuto a conoscenza del progetto per l’impianto a carbone e per il porto a Ekumfi nel 2013, Ezekiel aiutato da 350 GROC ha lanciato una campagna per aumentare la consapevolezza dei rischi connessi al carbone per la popolazione del Ghana. Ha creato una coalizione formata da organizzazioni giovanili e movimenti ambientalisti, ha organizzato conferenze stampa, rilasciato interviste alla stampa, lanciato una campagna sui social media e scritto articoli che riportavano e analizzavano cosa l’opinione pubblica pensasse riguardo il carbone e il futuro energetico del Ghana.

Una parte fondamentale della sua operazione è stata una coinvolgente e ampia campagna di informazione pubblica. Inizialmente, i membri della comunità erano stati attratti dalla promessa di posti di lavoro e opportunità economiche che avrebbero ottenuto grazie allo sfruttamento del carbone; per loro, le preoccupazioni ambientali erano secondarie rispetto alla lotta per il cibo, l’acqua e le necessità di base. Tuttavia, Ezekiel ha prodotto materiale di sensibilizzazione per aiutare le comunità a capire il pericolo del carbone combattendo la disinformazione e la propaganda. Ha presentato i fatti ai leader locali e ai residenti, spiegando i costi sanitari e ambientali che avrebbe causato il carbone rispetto alle energie rinnovabili; ha mostrato video sugli impatti ambientali devastanti del carbone su altre comunità che ne avevano permesso l’utilizzo; e ha portato esempi di come una centrale di quel tipo ha contaminato il cibo, inquinato l’acqua potabile pulita e danneggiato la salute delle persone che vivevo nelle sue vicinanze.

Una volta definito il progetto, nel 2016, la Volta River Authority ha presentato la proposta alle comunità locali, affermando che l’impianto a carbone sarebbe stato pulito e sicuro per i residenti. Tuttavia, grazie all’ottimo lavoro di informazione fatto da Ezekiel, i membri della comunità erano pronti a mettere in discussione e a controbattere queste affermazioni.

Infine, il 10 ottobre 2016, il ministro dell’ambiente del Ghana ha annunciato che la centrale a carbone Ekumfi da 700 MW non sarebbe stata costruita e, nel maggio 2017, i piani per il porto sono stati abbandonati. Nel giugno 2017, il presidente ghanese ha annunciato che i nuovi progetti energetici sarebbero stati basati solo sulle energie rinnovabili. L’attivismo di Ezekiel ha impedito, quindi, la costruzione della prima centrale a carbone del Ghana, impedendo all’industria del carbone di affermarsi come parte del sistema energetico della nazione.

Ma dopo questa vittoria Chibeze Ezekiel non si è fermato è con la sua Strategic Youth Network for Development ha incominciato a formare i giovani attivisti del futuro affinchè le promesse di un Ghana autosufficiente e basato sulle energie rinnovabili non rimanessero tali.