#TheActivist: Krystal Ambrose. L’oceano, la plastica e il potere dell’educazione

07 Mar 2021 - Michela Dubois
XR Magazine Società



Credits: Carlotta Artioli

#TheActivist è la rubrica di XR Magazine dedicata agli attivisti del nostro tempo. Qui racconteremo della loro battaglia per la giustizia climatica, dei loro obiettivi e dei metodi che hanno trovato per raggiungerli. Se le questioni legate all’ambiente, clima, giustizia sociale e natura stanno via via prendendo il sopravvento nei tavoli dei trattati è perchè persone da tutto il mondo hanno deciso di scendere in campo e far sentire la propria voce. Perchè non importa chi sei o da dove vieni, la lotta per un futuro migliore riguarda anche te.

La storia di Krystal Ambrose parla di come grazie a una buona strategia, una dose di determinazione e tanta allegria, all’interno della propria realtà locale si possano ottenere risultati invidiabili a qualunque comunità internazionale.

Krystal Ambrose è una biologa marina nata e cresciuta nelle Isole Bahamas. Sebbene la prima immagine che venga in mente sentendo parlare delle Bahamas sia quella di acque cristalline e spiagge bianche, da diversi anni le locandine turistiche dell’immaginario comune non corrispondono più alla realtà. Le Bahamas, e in particolare le acque delle Bahamas, sono pervase da rifiuti: le isole non hanno solo il problema della spazzatura prodotta localmente, ma anche dei rifiuti provenienti dagli altri paesi che vengono scaricati e arrivano sulle loro spiagge. In particolare i rifiuti di plastica minacciano la fauna, la pesca e tutta la catena della produzione alimentare locale.

Krystal realizza che la causa diretta di questo problema sono le abitudini dei consumatori quando attraversa il Great Pacific Garbage Patch, l’enorme accumulo di spazzatura galleggiante anche noto come Isola di Plastica o Pacific Trash Vortex, durante una spedizione nell’Oceano Pacifico. Ma il suo attivismo inizia quando rimane scottata dal salvataggio di una tartaruga marina portata presso l’acquario in cui lavorava: il cui stomaco era talmente pieno di plastica che la giovane biologa ha dovuto lavorare per due giorni all’operazione di salvataggio.

Una cosa del genere non si deve più verificare, e perché ciò accada Krystal si pone un obiettivo ben chiaro: vietare definitivamente l’utilizzo di plastica monouso nelle isole fermando la produzione locale di rifiuti di plastica. Il suo piano d’azione: informare prima la comunità e poi le persone al potere.

Trovandosi di fronte al progetto ambizioso di voler ribaltare una cultura radicata da decenni nelle abitudini della sua gente, Krystal sceglie l’educazione e il divertimento come metodo sovversivo.

Lancia dei programmi educativi studiati ad hoc per le scuole che hanno l’obiettivo di informare sul contributo diretto che il consumo eccessivo di risorse ha a livello globale sull’accumulo della spazzatura su spiagge, barriere coralline e acque dei caraibi. Alle scuole elementari viene lanciato il programma Junior Plastic Warriors con musica, danza e arte, e il programma “Upcycled” che incoraggia gli studenti delle scuole superiori a esercitare la propria creatività riutilizzando i rifiuti di plastica, che culmina con la sfilata dei capi creati dai ragazzi con i rifiuti di plastica.

Nel programma educativo sono inoltre inclusi dei campeggi gratuiti in cui gli studenti conducono ricerche sulle spiagge, misurando i livelli di microplastiche nel mare, controllando i livelli di plastica ingeriti dalla fauna e imparando come condurre uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente.

Le campagne di Krystal evidenziano le crescenti potenzialità dell’attivismo giovanile, i rischi legati all’inquinamento marino e all’utilizzo di petrolio e carbone, oltre ai diritti delle comunità indigene.

Portati fuori dalle aule scolastiche a studiare sul campo e vedere con i propri occhi il proprio ecosistema distrutto, gli studenti sono nuovamente usciti dalla scuola per marciare sulle strade per fare pressione sui politici locali. Nel 2018 Krystal e i suoi studenti si sono presentati al Ministero dell’Ambiente per chiedere il divieto sull’uso della plastica monouso; nel 2019 Krystal è stata invitata direttamente dal ministero per scrivere la legge, che è entrata in vigore nel 2020.

Il successo di Krystal, celebrato dalla sua vittoria del Goldman Environmental Peace Prize nel 2020, è fatto di consapevolezza e informazione, obiettivi e strategie precisi, ma soprattutto di tanta allegria e la convinzione che per risolvere i problemi del mondo si può iniziare risolvendo i problemi della propria realtà, sia essa una scuola, una città o il perimetro ben definito di un’isola.