#TheActivist: Sir David Attenborough

28 Mar 2021 - Domenico Barbato
XR Magazine Società



Credits: Carlotta Artioli

#TheActivist è la rubrica di XR Magazine dedicata agli attivisti del nostro tempo. Qui racconteremo della loro battaglia per la giustizia climatica, dei loro obiettivi e dei metodi che hanno trovato per raggiungerli. Se le questioni legate all’ambiente, clima, giustizia sociale e natura stanno via via prendendo il sopravvento nei tavoli dei trattati è perchè persone da tutto il mondo hanno deciso di scendere in campo e far sentire la propria voce.

Perchè non importa chi sei o da dove vieni, la lotta per un futuro migliore riguarda anche te.

 Nel nostro decimo e ultimo appuntamento con la rubrica #TheActivist vi voglio parlare di un uomo che ha rivoluzionato il modo di vedere il mondo degli animali e ha infiammato la nostra sete di conoscenza verso il mondo naturale. Mi riferisco ovviamente a  Sir David Attenborough, il più giovane attivista e naturalista di 94 anni!

Nato l’8 maggio del 1926 nel distretto londinese di Isleworth, questo ragazzo saggio e appassionato ha passato l’ultimo secolo perennemente in viaggio attraverso i sette continenti per portare nelle case di molte generazioni le meraviglie della vita sulla Terra. Attivo ancora oggi, ha da poco iniziato le registrazioni della sua nuova serie Green Planet, all’età di 94 anni.

Prima di lui, i documentari come oggi li conosciamo non esistevano. Diverse specie animali che oggi risultano familiari al grande pubblico, quando David Attenborough iniziò la sua carriera – armato di intraprendenza, idee e una laurea in zoologia – non erano mai state nemmeno sentite nominare. Al tempo parlare di natura in televisione significava perlopiù mostrare noiosi filmati girati in Africa che facevano leva sul fascino per l’esotico, o magari mostrare la vita degli animali negli zoo.

Attenborough ha iniziato la sua carriera davanti a una telecamera per sbaglio, come spesso accade nelle biografie di molti grandi professionisti. Il presentatore abituale di un programma televisivo girato in uno zoo quel giorno non stava bene, e così David lo ha sostituito all’ultimo minuto. Cominciò così a ronzargli un’idea in testa: uscire dalle mura dello zoo e girare dei documentari che mostrassero la vita degli animali selvatici nei loro habitat naturali.

Dagli sforzi fatti dalla neonata BBC e da David nacque il programma Zoo Quest, che rappresentava un nuovo modo di fare divulgazione in tv e ha gettato le basi su cui si fondano i documentari degli ultimi 40 anni. 

Oltre alla sua carriera su schermo, David ha raccontato le sue avventure in giro per il mondo nel libro “Avventure di un giovane naturalista” dove narra le sue peripezie alla ricerca degli animali più strani ed esotici come il drago di Komodo in Indonesia, il formichiere gigante in Guyana e vari esemplari di scimmie (che sono i suoi animali preferiti) senza mancare di fare menzione anche del suo orrore per i ratti.

Se oggi la nostra sensibilità verso gli animali e i loro habitat è molto spiccata è anche grazie al lavoro che David ha svolto nel corso della sua carriera, facendo evolvere il semplice studio di una specie animale ad una relazione più profonda basata sul rispetto assoluto dell’essere vivente. 

Nel 1985 riceve il titolo di cavaliere, diventando così Sir David Attenborough.

Considerato uno degli uomini più colti del mondo, non è potuto stare a guardare mentre il cambiamento climatico e la devastazione degli ecosistemi si diffondevano in ogni dove. “Mi rendo conto solo ora di quanto fortunato io sia stato”, ha dichiarato in un’intervista. “Molte di queste meraviglie spariranno per sempre.”. 

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che più di un milione di specie animali e vegetali sono a rischio. Non stiamo semplicemente perdendo meraviglie per gli occhi, ma stiamo danneggiando sistemi vitali del pianeta mettendo a rischio le nostre riserve idriche, alimentari e la nostra salute, aumentando il rischio di epidemie come il covid-19.

“E’ fondamentale”, aggiunge David, “unire i puntini e capire cosa sta causando queste crisi, gli scienziati lo hanno ripetuto più volte. Consumo eccessivo di risorse, allevamenti intensivi, inquinamento stanno spingendo la biosfera verso un punto di non ritorno.” 

L’umanità è a un bivio senza precedenti: in una direzione ci sono conflitti, guerra, fame, epidemie e nell’altra c’è un pianeta stabile, in salute e dove la nostra specie prospera in equilibrio con gli ecosistemi. Le decisioni che verranno prese nei prossimi mesi decideranno il destino dei prossimi millenni e tocca a noi cittadini e cittadine ribellarci e ricordare ai governi in che direzione vogliamo andare.