#StorieRibelli: James Hansen

02 May 2021 - XR Italia
XR Magazine Storie Ribelli



Le compagnie petrolifere sanno dagli anni '50 ciò che stanno facendo al pianeta. E' ora di raccontare i loro crimini. I media e i governi sono complici. Per questo saremo noi a raccontarvi le storie di cui nessun altro parla. Perchè quando le persone sanno e chiedono il cambiamento non c'è nessun governo che sia in grado di fermarle.

James Hansen, astrofisico e climatologo.
Direttore dell’Istituto Godard per gli Studi Spaziali della NASA

Cosa di ciò che so mi spinge, un tranquillo scienziato, a farmi arrestare di fronte alla Casa Bianca? E cosa fareste voi, se sapeste quello che io so?


Non voglio che i miei nipoti, un giorno, possano dire: “Il nonno sapeva, ma non è stato capace di spiegarsi in modo chiaro”.

Per questo, a partire dagli anni ‘80 ho fatto ogni sforzo possibile per raccontare la crisi climatica e le sue terrificanti conseguenze. Audizioni in Senato, interviste, conferenze pubbliche. Per questo, nel 2004, durante la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti, ho deciso di prendere pubblicamente posizione per John Kerry, il candidato consapevole del pericolo climatico, esponendomi personalmente e pagandone le conseguenze, anche professionalmente.

All’Election Day, sono andato a votare al seggio presso la scuola superiore della mia cittadina. Vivo in Pennsylvania, uno stato viola, perciò il mio voto può fare la differenza. Quella sera, io e mia moglie Anniek, abbiamo preparato i pop corn e ci siamo seduti di fronte alla TV per seguire i risultati. A mezzanotte cominciava a diventare chiaro che Bush sarebbe stato presidente per altri quattro anni. Decisi che sarei dovuto essere in ufficio, la mattina seguente, e così, mentre la vittoria di Bush diventava una quasi certezza, decidemmo di tornare a New York quella notte stessa.

Da casa nostra all’autostrada, ci vuole una mezz’ora in macchina. Girata una curva, improvvisamente di fronte a noi apparve un cervo. Frenai ma persi il controllo, incapace di reagire abbastanza in fretta. Colpimmo il cervo in pieno, il suo corpo rotolò lungo la strada. Sedemmo scioccati per diversi secondi, il cervo giaceva immobile, apparentemente senza vita.

E all’età di sessantatre anni, per la prima volta da quando ero bambino, scoppiai in lacrime. Non so se piangevo per il cervo, per il paese o per il pianeta.