Completata la definizione legale di “Ecocidio”

Il disegno di legge richiede sanzioni di natura penale per i grandi inquinatori e il riconoscimento dell’ecocidio al fianco dei crimini contro l’umanità

03 Jul 2021 - Michela Dubois
XR Magazine Società



Il team internazionale di avvocati incaricato dalla Stop Ecocide Foundation e co-presieduto da Philippe Sands e Dior Fall Snow ha annunciato di aver completato la definizione legale di ecocidio, compiendo il primo passo storico verso il riconoscimento della distruzione ambientale su larga scala fra i crimini riconosciuti dalla Corte Penale Internazionale, l’ICC.

La commissione, composta da 12 avvocati penalisti e ambientalisti di fama internazionale, era stata convocata dalla Stop Ecocide Foundation alla fine del 2020 in risposta alla necessità di dare risposte concrete sul piano legale alla crisi climatica.

LA DEFINIZIONE

La definizione del disegno di legge presentata il 22 giugno 2020 definisce l’ecocidio come:

“Atti illeciti o dolosi commessi con la consapevolezza dell’esistenza di una sostanziale probabilità di danni all’ambiente gravi e diffusi o a lungo termine causati da tali atti.”

Un atto ecocida implica un’”indifferenza pericolosa” che porta a “gravi cambiamenti negativi, perturbazioni o danni a qualsiasi elemento dell’ambiente”.

Il danno dell’ecocidio si estende “oltre un’area geografica limitata”: ciò implica che il danno colpirebbe “un intero ecosistema, o specie, o gran numero di esseri umani” o attraverserebbe i confini di uno stato.

In ultimo, l’ecocidio ha un effetto che non può essere risolto “entro un ragionevole periodo di tempo” o i suoi effetti risultano “irreversibili”.

perché è importante

La definizione è stata proposta allo scopo di essere adottata dalla Corte Penale Internazionale, l’ICC, per perseguire i più eclatanti reati contro l’ambiente. L’ecocidio diventerebbe il quinto crimine riconosciuto dall’ICC, insieme ai crimini contro l’umanità, i crimini di guerra, i crimini di aggressione e il genocidio.

Come spiegato nell’articolo di Fiorella Carollo “Perchè l’ecocidio non interessa a nessuno in Italia”, questo significa che saranno gli individui, e non le persone giuridiche, ad essere ritenute responsabili e quindi perseguite per aver compiuto atti che provocano danni all’ambiente. In questo momento le aziende che causano devastazione ecologica sono sottoposte a sanzioni di natura esclusivamente finanziaria, che affrontano facilmente prevedendo un budget per le potenziali multe. Il riconoscimento dell’ecocidio da parte dell’ICC mette fine a tutto questo: amministratori delegati, dirigenti, ma anche le agenzie di finanziamento e le compagnie assicurative coinvolte in attività come l’estrazione del petrolio, la deforestazione o la pesca eccessiva devono rispondere alla Corte Penale Internazionale in qualità di individui.

Questo è importante perché le condanne penali ai singoli hanno un’influenza diretta sulla credibilità aziendale, la fiducia degli investitori, il prezzo delle azioni e altri fattori di natura economica.

QUALI SONO I PROSSIMI PASSI?

Ora che la definizione è completa, qualunque dei 123 stati membri della Corte Penale Internazionale può ora proporlo come emendamento allo statuto della Corte, noto anche come Statuto di Roma.

Una volta proposto, durante l’assemblea annuale si terrà una votazione per valutare se l’emendamento può essere preso in considerazione per la sua futura emanazione.

Dopo di che, affinché il progetto di legge venga adottato dallo Statuto di Roma, sarà necessario ottenere una maggioranza di due terzi degli stati membri. Una volta approvato, ciascuno stato membro potrà ratificarlo e applicarlo nella propria giurisdizione nazionale.

Jojo Mehta, Presidente della Stop Ecocide Foundation, spera che tutto il processo possa realizzarsi nel corso di quattro o cinque anni.

Considerata la rapida escalation della crisi climatica, dover aspettare cinque anni per l’applicazione di una tutela fondamentale ad impedire la distruzione degli ecosistemi oceanici e terrestri e la perdita della biodiversità è preoccupante. Ma ci sono molti modi in cui è possibile fare pressione affinché l’ecocidio venga riconosciuto come crimine internazionale: dal diventare ambasciatori della causa, all’entrare a far parte degli avvocati contro l’ecocidio, fino alla firma della petizione internazionale e molto altro.

Il primo passo per raggiungere quella meta è stato fatto, ed ora è una questione di volontà politica, una volontà che è in nostro potere smuovere dicendo la verità, chiedendo azioni immediate e andando oltre qualunque bandiera politica.