Lettera di 150 economisti a Draghi contro i consulenti liberisti scelti per la gestione del DIPE

10 Jul 2021 - XR Italia
XR Magazine Società



150 economisti italiani hanno inviato a Mario Draghi una lettera aperta in cui criticano le scelte dei consulenti selezionati all’interno del Dipartimento  per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE). L’Ente avrà il compito di gestire i fondi che arriveranno dall’Unione Europea per sostenere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Attualmente a capo del DIPE c’è Marco Leonardi, “uno dei principali estensori del testo più importante approvato in questi mesi dal governo”: il decreto sulle semplificazioni.

La scelta dei consulenti che dovrebbero monitorare la gestione dei fondi appare agli economisti ambigua ed in contrasto con le finalità espresse nel Pnrr e sono preoccupati che la credibilità del progetto venga messa in discussione dalla professionalità dei “fab five”, come sono già stati ribattezzati.

Nella premessa, firmata Mario Draghi, del Pnrr si può leggere:

“L’Italia è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici e, in particolare, all’aumento delle ondate di calore e delle siccità. Le zone costiere, i delta e le pianure alluvionali rischiano di subire gli effetti legati all’incremento del livello del mare e delle precipitazioni intense” […]“ L’Unione Europea ha risposto alla crisi pandemica con il Next Generation EU (NGEU). È un programma di portata e ambizione inedite, che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale; migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori; e conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.”

“Per l’Italia il NGEU rappresenta un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme. L’Italia deve modernizzare la sua pubblica amministrazione, rafforzare il suo sistema produttivo e intensificare gli sforzi nel contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alle disuguaglianze.” […]

“Le sei Missioni del Piano sono: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del NGEU e soddisfa largamente i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali.

Per chi fosse curioso ecco i punti della Missione 2: rivoluzione verde e transizione ecologica

suddivisa in:

  • economia circolare ed agricoltura sostenibile
  • energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile
  • efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
  • tutela del territorio e della risorsa idrica

Il monitoraggio di questa ”imperdibile opportunità” del Pnrr è stato attualmente affidato ai “fab five”, il team di consiglieri composto da: Carlo Cambini, Francesco Filippucci, Marco Percoco, Riccardo Puglisi e Carlo Stagnaro.

Carlo Gambini: ordinario del Politecnico di Torino al Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione. Membro scientifico della Fondazione Ugo Bordoni: fornire “alle PA e alle Autorità indipendenti gli strumenti tecnologici e il know-how tecnico-scientifico al fine di promuovere il progresso e l’innovazione tecnologica e di favorire la diffusione della cultura digitale.”

L’attività di Cambini riguarderà principalmente l’analisi dell’impatto economico, sociale e di sviluppo sostenibile del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Francesco Filippucci: bocconiano, con un Ph.D in economia al PSE (tradotto sarebbe Paris School of Economics). Fondatore di Tortuga, ha scritto qualche articolo su LaVoce ed ha collaborato per 5 mesi nel dipartimento economico del Partito Democratico del periodo Renzi.

Marco Percoco: bocconiano. Professore Associato nel Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche e direttore del centro di ricerca GREEN, nato con lo “scopo di condurre e promuovere ricerche alla intersezione dell’analisi spaziale dei fenomeni socio-economici con il cambiamento climatico, i trasporti, la politica ambientale e l’analisi dei mercati dell’energia”.

Riccardo Puglisi: (1974) laureato in economia (indirizzo legislazione per l’impresa) con un dottorato in finanza pubblica ed un Ph.D in Economics. Si occupa in particolare del “ruolo politico dei mass media”; redattore de La voce ed editorialista per il Corriere della Sera e Linkiesta. Attualmente professore associato di Economia Politica presso il dipartimento di Scienze Politiche e Sociali di Pavia. Per chi interessato qui alcune sue twittate sul governo Conte. Puglisi è molto attivo e conosciuto su Twitter.

Carlo Stagnaro: (1977) Laureato in Ingegneria per l’ambiente e il territorio, ha ricoperto vari incarichi presso il Ministero dello Sviluppo Economico durante i Governi Renzi e Gentiloni. Precedentemente è stato direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni. Dal 2007 cura il rapporto annuale Indice delle liberalizzazioni.

Dell’Ing. Stagnaro ecco il suo punto di vista su Greta ed i movimenti ambientalisti e socio-politici nell’articolo da lui proposto nella rassegna stampa dell’IBL: “Le risposte che Greta cerca le troverà in un posto che si chiama scuola”.

L’istituto Bruno Leoni (IBL) merita una menzione: il suo presidente è Franco Debenedetti.

 “L’Istituto Bruno Leoni è nato nel 2003 per promuovere le “idee per il libero mercato”.

L’IBL vuole dare il suo contributo alla cultura politica italiana, affinché siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta.

L’IBL prende a modello i think tank anglosassoni: centri di ricerca non profit, indipendenti dai partiti politici, con lo scopo di offrire un contributo al dibattito pubblico.

Quali compiti avranno esattamente i “fab five”, non è ad oggi del tutto chiaro: inizialmente sembrava fossero un team più operativo, mentre sembra ridefinirsi un ente di monitoraggio.

I diretti interessati preferiscono mantenere il riserbo mentre, in termini di giurisdizione, il controllo dell’applicazione del Pnnr spetta al Ministero dell’Economia.

Ricordiamo, come XR, che l’attività dei politici è influenzata dalle aspirazioni di coloro che li hanno votati: che le persone possono e devono influenzare il proprio governo affinché ottenga le migliori soluzioni ai problemi che è chiamato a gestire.

Come sostiene Greta all’inizio dell’articolo proposto da Stagnaro :

“Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”.