Una nuova, urgente "tabella di marcia per il recupero" potrebbe invertire l'apocalisse degli insetti

10 Feb 2020 - Patrick Greenfield, tradotto da XR Italia
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Come si evince da una notevole mole di letteratura scientifica, e come argomentato nell’ultimo articolo di XR Magazine, siamo in presenza di una “apocalisse” o “Armageddon” degli insetti, con un declino equivalente all’82% della biomassa di insetti. Il mondo deve sradicare l’uso dei pesticidi, dare priorità ai metodi di coltivazione basati sulla natura e ridurre urgentemente l’inquinamento acquatico, luminoso e acustico per frenare il rapidissimo declino delle popolazioni di insetti, secondo una nuova “tabella di marcia per il recupero degli insetti” redatta da esperti. L’eliminazione dei pesticidi e fertilizzanti di sintesi e drastiche riduzioni delle emissioni sono tra le soluzioni delineate dagli scienziati. In calce all’articolo sono presenti domande e risposte che spiegano le motivazioni dell’importanza delle popolazioni di insetti per la vita umana.

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Fra gli scienziati esiste forte consenso sul fatto che il declino degli insetti e la perdita di biodiversità rappresentino una minaccia che deve essere affrontata. Secondo una nuova “Tabella di marcia per il recupero delle popolazioni di insetti”, redatta da esperti e pubblicata su “Nature, Ecology & Evolution” il 6 gennaio 20201, è necessario eliminare l’uso dei pesticidi, dare priorità ai metodi di coltivazione naturali e ridurre urgentemente l’inquinamento dell’acqua, l’inquinamento acustico e quello luminoso in tutto il mondo per arrestare il crollo delle popolazioni di insetti2.

L’invito all’azione di oltre 70 scienziati provenienti da tutto il Pianeta sostiene la necessità di agire immediatamente sui fattori di origine umana che causano la forte diminuzione degli insetti: tra questi fattori vi sono la perdita e la frammentazione dell’habitat, la crisi climatica, l’inquinamento, il sovrasfruttamento delle risorse e le specie invasive introdotte dall’uomo.

L’eliminazione dei pesticidi e dei fertilizzanti sintetici utilizzati nell’agricoltura industriale e la drastica riduzione delle emissioni di gas climalteranti fanno parte di una serie di soluzioni urgenti e necessarie per invertire quella che i biologi hanno chiamato “la silenziosa apocalisse degli insetti”.

Questo nuovo articolo uscito su “Nature, Ecology and Evolution” appare dopo ripetuti avvertimenti da parte degli scienziati sulla minaccia di un’estinzione degli insetti provocata dall’uomo, estinzione che potrebbe a sua volta scatenare un “crollo catastrofico degli ecosistemi naturali”con oltre il 40% delle specie di insetti in declino e un terzo in pericolo, secondo la prima revisione della letteratura scientifica mondiale, pubblicata a febbraio 20193.

Già nel luglio 2017, gli scienziati ci hanno avvertito del fatto che la sovrappopolazione umana e il sovrasfruttamento delle risorse naturali stanno causando il sesto evento di estinzione di massa nella storia del pianeta Terra, un vero e proprio “annientamento biologico” della fauna e flora selvatiche4.

L’autore principale di questo nuovo studio appena pubblicato, il professor Jeff Harvey, dell’Istituto olandese di ecologia e della Vrije Universiteit Amsterdam, ha dichiarato: “Come scienziati, vogliamo raccogliere tutte le conoscenze disponibili e metterle in atto insieme agli enti che si occupano di gestione del territorio, ai decisori politici e a tutti gli altri soggetti coinvolti. In sostanza, stiamo pensando in modo strategico e questa è una cosa nuova. Ora e nelle prossime tappe, faremo tutto il possibile per invertire il declino degli insetti.”

Secondo il prof. Harvey, la cosa più importante è che gli enti preposti alla gestione del territorio e gli altri utenti coinvolti utilizzino le indicazioni contenute in questa tabella di marcia per la salvaguardia degli insetti nell’agricoltura, nella gestione dell’ambiente e nello sviluppo urbano.

Gli scienziati hanno invitato i governi a seguire l’esempio della Germania, che a settembre 2019 ha annunciato un piano d’azione da 100 milioni di euro per la protezione degli insetti5, aggiungendo che esiste forte consenso tra gli esperti sul fatto che il declino degli insetti, degli artropodi e della biodiversità in generale rappresenti una grave minaccia che la società deve affrontare.

A breve termine, la tabella di marcia promuove un’azione immediata attraverso programmi di rinaturalizzazione e conservazione, evitando e mitigando l’impatto delle specie esotiche e preferendo quelle importazioni che non sono prodotte a scapito di ecosistemi ricchi di specie. Molto importante è anche valorizzare quello che i cittadini conoscono dei territori che abitano, per migliorare la qualità dei dati scientifici e integrare gli studi accademici. 6

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Il professor Harvey afferma nel documento: “Per agire non dobbiamo aspettare di aver colmato ogni lacuna nelle nostre conoscenze. Al momento disponiamo di informazioni sufficienti su alcune cause chiave del declino degli insetti e possiamo attuare soluzioni sicure; nel frattempo raccoglieremo più dati per le specie e le regioni meno conosciute, e combineremo e valuteremo i dati a lungo termine”. Lo studio continua: “La messa in atto delle misure proposte deve essere accompagnata da un attento esame degli impatti, i risultati del quale vengono utilizzati per modificare e migliorare le misure successive da mettere in atto. Un approccio di questo tipo, imparare facendo (learning by doing), garantisce che le strategie di conservazione siano flessibili e pronte a reagire alle nuove pressioni e alle minacce emergenti. Dobbiamo agire ora.”

A lungo termine, gli scienziati chiedono l’istituzione di un organismo internazionale per documentare e monitorare gli effetti delle misure prese sulla biodiversità degli insetti sotto gli auspici di organismi esistenti come il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente e l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Il documento promuove inoltre la collaborazioni dei settori pubblico e privato per ripristinare, proteggere e creare nuovi habitat per gli insetti e per gestire le minacce.

I coautori della guida per la conservazione e il recupero degli insetti provengono da Europa, Nord America, Sud e Centro America, Asia, Africa, Oceania e Asia. Fra di loro vi sono il professore di biologia Dave Goulson, noto per i suoi libri sull’ecologia delle api e altri insetti, e lo scienziato Hans de Kroon, famoso per il suo lavoro sul declino della biomassa degli insetti.

Nel febbraio 2019, l’analisi pubblicata sulla rivista Biological Conservation7 ha rilevato chela massa totale di insetti era diminuita del 2,5% all’anno negli ultimi 25-30 anni, e che l’agricoltura intensiva era la causa principale della drastica diminuzione delle popolazioni.

Anche l’inquinamento luminoso, un fattore precedentemente trascurato, è emerso come una delle cause principali del crollo delle popolazioni di insetti poiché, secondo uno studio pubblicato nel novembre 20198, esso li rende più vulnerabili ai predatori e influenza lo sviluppo degli insetti giovani interrompendo i cicli di luce e oscurità. Gli scienziati hanno affermato che le morti degli insetti potrebbero essere ridotte spegnendo le luci non necessarie.

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Approfondimento: domande frequenti e risposte

Perché gli insetti sono importanti per l’uomo?

Gli insetti sono fondamentali per la salute di ecosistemi efficienti, che sono a loro volta di importanza vitale per garantire la produzione del cibo che consumiamo. Gli impollinatori come le api attirano più facilmente la nostra attenzione perché, come indicato dalla Food and Agriculture Organization, tre quarti delle colture che producono frutti e sementi per il consumo umano dipendono da loro.

Poi vi sono altri tipi di insetti come gli erbivori, i detritivori, i parassitoidi ed i predatori che sono tutti cruciali per gli ecosistemi su cui gli umani fanno affidamento per sopravvivere, svolgendo una funzione di controllo dei parassiti, riciclando i nutrienti ed eseguendo altri compiti.

In che modo gli umani danneggiano gli insetti?

La perdita e la frammentazione dei loro habitat, l’inquinamento, le specie invasive, la crisi climatica e il sovrasfruttamento sono tutti fattori di stress per gli insetti, e sono causati dall’uomo. Il massiccio uso di pesticidi e fertilizzanti sintetici è il principale fattore di danno agli insetti da parte degli esseri umani, secondo la prima revisione globale della letteratura scientifica pubblicata nel 2019.

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Quanto grave è la situazione?

La situazione è molto grave. In tutto il mondo, le popolazioni di insetti stanno precipitando, con il 40% delle specie in calo e un terzo delle specie in pericolo di estinzione, secondo lo stesso corpo di studi. In media, la biomassa degli insetti sulla Terra è diminuita del 2,5% all’anno negli ultimi tre decenni circa, il che potrebbe significare la loro totale sparizione entro i prossimi 100 anni.

Cosa succede se gli insetti si estinguono?

La sopravvivenza stessa dell’umanità sarebbe in pericolo. Senza insetti a impollinare le colture su cui gli umani fanno affidamento per mangiare o a svolgere altre funzioni vitali negli ecosistemi, gli umani sarebbero in gravi difficoltà.

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Cosa possiamo fare al riguardo?

Gli esperti di insetti hanno elaborato una tabella di marcia per la conservazione e il recupero. A breve termine, gli esseri umani devono eliminare l’uso di pesticidi, dare priorità a metodi di coltivazione naturali e ridurre l’inquinamento delle acque, l’inquinamento luminoso e acustico. A lungo termine, gli scienziati hanno chiesto la creazione di un ente internazionale che si occupi di monitorare la salute delle popolazioni di insetti e le azioni intraprese per aiutarle.

Oltre a queste misure, gli scienziati devono stabilire con urgenza quali erbivori, detritivori, parassitoidi, predatori e impollinatori sono specie prioritarie per la conservazione, secondo un nuovo articolo pubblicato su Nature Ecology & Evolution. Questi animali sono fondamentali per il corretto funzionamento degli ecosistemi poiché riciclano le sostanze nutrienti, fungono da impollinatori e sono una fonte di cibo per altri animali selvatici.

Articolo tradotto da: https://www.theguardian.com/environment/2020/jan/06/urgent-new-roadmap-to-recovery-could-reverse-insect-apocalypse-aoe

L’autore: Patrick Greenfield è reporter sulla biodiversità e sull’ambiente per Guardian and the Observer.