Ribellione di Maggio

15 Jul 2022 - Extinction Rebellion Italia
XR Magazine Società



Venezia, 27-28-29 Maggio 2022: 200 persone da tutto il centro-nord Italia si danno appuntamento nel capoluogo Veneto ed entrano in azione per denunciare la crisi climatica ed ecologica e resistere al sistema socio-economico e istituzionale che persiste ad alimentarla, ignaro e/o sordo a tutti gli allarmi lanciati dalla scienza negli ultimi decenni.

200 persone che si sono mobilitate, che hanno mobilitano loro stesse, le loro vite e le vite di coloro che hanno incrociato, interrotto, impattato nel corso delle loro azioni. 200 persone che, sfruttando il proprio corpo come mezzo di espressione politica e rivendicando lo spazio che esso occupa nella sua dimensione più comunitaria, si sono (ri)appropriate dell’uno e dell’altro: entrando in azione nelle strade, nelle calli, sui mezzi pubblici e nei parchi; condividendo le proprie paure e speranze; esprimendo i propri bisogni e comunicando le proprie richieste in maniera chiara e inequivocabile – 1. dire la verità sulla situazione e dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ecologica; 2. agire ora e portare allo zero netto le emissioni di gas serra entro il 2025; 3. costituire un’assemblea di cittadini che, formati da esperti sulla situazione, deliberi su questioni relative alla giustizia climatica ed ecologica e guidi le decisioni politiche in una forma di democrazia partecipativa.

La Ribellione di Maggio si è aperta la mattina di Venerdì 27 alle porte del comune della municipalità di Mestre, dove è stata richiesto un incontro con una delegazione di attivisti che, una volta rifiutato, hanno tappezzato le pareti dell’edificio di manifesti riportanti i dati reali e spaventosi sul cambiamento climatico in corso, costretti a comunicare a suon di volantini e locandine un grido che anche in quell’occasione la politica si è rifiutata di ascoltare; il grido d’aiuto ma nella sua versione veneta: Semo ciavai – Siamo fregati. Sotto gli occhi dei passanti, delle autorità e dei dipendenti amministravi affacciati alle finestre, i ribelli hanno suonato, cantato e ballato la loro speranza, dipinto le strade e l’asfalto del loro dolore per mezzo di disegni e messaggi scritti coi gessetti colorati e informato i loro concittadini sulla gravità della situazione e su quello che possono fare per attivarsi. Si è tenuto inoltre il “Consiglio degli Esseri”, una pratica di gruppo facilitata attraverso la quale i ribelli hanno impersonato degli esseri viventi non umani ai quali dare voce, ipotizzando le loro paure ed esprimendole in forma scritta su delle farfalle di carta che sono state appese alle pareti del comune. Nel pomeriggio le azioni sono continuate con delle attività di outreach sui mezzi pubblici e di brandalism, ossia di sostituzione degli annunci di brand di prodotti di consumo sui cartelloni pubblicitari lato strada con delle maxi locandine di sensibilizzazione sulla crisi ecologica.

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Sabato 28 invece i ribelli si sono divisi in 5 gruppi da circa 30 persone l’uno e hanno bloccato la viabilità di Mestre in cinque incroci stradali ad alta percorrenza per un intervallo di tempo compreso fra i 3 e i 7 minuti. L’azione si è svolta in modalità swarming (dall’inglese swarm, sciame) in cui i gruppi, come componenti di uno stesso sciame, si sono spostati da un incrocio all’altro congestionando il traffico in più punti contemporaneamente, arrecando un disagio agli automobilisti temporaneo e irrisorio rispetto ai pericoli che il cambiamento climatico sta già causando e causerà nelle nostre vite e distribuendo in maniera capillare il messaggio di emergenza che, al costo di una manciata di minuti di disturbo alla quotidianità delle persone, si è diffuso a macchia d’olio negli abitacoli delle loro macchine, nei balconi dei palazzi, nelle vetrine dei negozi. Diverso è stato il blocco stradale permanente del pomeriggio, durante il quale i gruppi si sono ricongiunti e hanno dimostrato che quello che 30 persone da sole difficilmente possono fare, in 150 è invece possibile: appropriarsi di una strada e occuparla per 6 ore di fila, stavolta non con l’intento di raggiungere le persone bensì di provare che i numeri fanno la differenza e che l’azione di disobbedienza civile non violenta, se agita in massa, risulta efficace e funzionale.

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Le autorità hanno subito deviato il traffico e hanno multato alcuni degli attivisti (che in questo momento stanno venendo sostenuti nelle loro spese legali tramite l’economia del dono) ma non hanno potuto rimuovere fisicamente dalla strada 150 persone che vi si erano stabilite per creare in quel piccolo spazio una fetta del mondo che desiderano, un mondo in cui poter suonare, cantare, ballare, giocare, mangiare, meditare, fare yoga, fare serigrafia, leggere e discutere insieme, senza rapporti di potere violenti fra i propri membri, eppure sempre coscienti della minaccia del collasso climatico che incombe su di essi.

Infine la terza e ultima giornata di ribellione è stata di celebrazione, rigenerazione e manifestazione. Una marcia colorata e festante di mazanete, i granchi che popolano le fondamenta dell’isola di Venezia e che sono un ottimo indicatore ambientale della qualità dell’acqua, ha attraversato le calli della città lagunare. Camminando lateralmente lungo i profili degli edifici e costruendo un corridoio umano all’interno del quale far camminare i passanti, le persone hanno simbolicamente attraversato il conflitto che la crisi climatica ci mette nelle condizioni di dover affrontare, senza poterlo evitare o aggirare. La marcia ha avuto il proprio culmine al Monumento alla Partigiana, simbolo per eccellenza di resistenza, dove le Red Rebels, ribelli vestiti di rosso dalla testa ai piedi a simboleggiare il sangue che accomuna tutti gli esseri viventi, hanno rappresentato l’angoscia, il dolore e la paura che ci lega tutti in quanti elementi di un sistema interamente a rischio estinzione.

Venezia, 27-28-29 Maggio 2022: 3 giorni di ribellione, di resistenza passiva, di disobbedienza civile, di impegno politico, ma anche di solidarietà, di vicinanza, di celebrazione e amore: come direbbe il prof. Euli, formatore di pratica nonviolenta per XRVenezia, 3 giorni di ribellezza.

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