Domande frequenti

ORGANIZZAZIONE

Come siete strutturati e come vi organizzate?

Siamo un’organizzazione decentralizzata, chiunque può agire in nome di Extinction Rebellion, se accetta e aderisce ai nostri principi e valori - su questa base le persone non hanno bisogno di nessun permesso. Abbiamo un sistema auto-organizzante. Il “potere” è suddiviso in ruoli, attraverso l’uso di mandati approvati dalla comunità, piuttosto che da singole persone. E’ un sistema creativo che cresce in risposta ai bisogni dell’organizzazione. Ci organizziamo in gruppi di lavoro focalizzati sul supporto al movimento sul piano nazionale e locale. Siamo costituiti in vari gruppi che lavorano su media e comunicazione, sulle Assemblee Cittadine, sulle azioni e i gruppi di affinità, gli aspetti legali, l’Arte, le Culture Rigenerative, la comunità, gli aspetti scientifici, tecnologici e finanziari ed altro ancora. Un gruppo di supporto generale (il “SIT”, gruppo di Supporto Italia) si riunisce per condividere le informazioni provenienti da questi gruppi. Per facilitare l’organizzazione della Ribellione è stato istituito un gruppo a progetto apposito, che include rappresentanti dai vari gruppi di lavoro nazionali e locali. La nostra struttura è in continua evoluzione e decentralizzata grazie al supporto del gruppo SOS (sistema auto-organizzante).

Siete democratici?

Le persone hanno diversi punti di vista sul significato di democrazia, e si tende ad associarla al diritto di voto. Noi non abbiamo un sistema dove tutti votano su qualsiasi argomento, non ci siamo costituiti con un’organizzazione basata sul consenso. La nostra esperienza è che ciò ostacola le cose e può frenare una decisione efficace. Il sistema auto-organizzante è dinamico e responsivo rispetto alle esigenze di un’organizzazione in crescita e in rapida evoluzione. Lo sviluppo di un sistema di feedback, su cui stiamo lavorando, è parte integrante della nostra crescita nel supportare le persone a essere ascoltate.

Come prendete le decisioni?

Usiamo diversi metodi decisionali che sono pratici e appropriati a seconda del contesto. Il gruppo di supporto generale utilizza un metodo decisionale che intende supportare la collaborazione e la creatività di ognuno, le proposte vengono approvate quando tutte le obiezioni sono state risolte.

In che modo le decisioni sono prese in modo responsabile e trasparente?

Le persone hanno accesso ai nostri documenti e processi organizzativi attraverso la piattaforma su cui ci organizziamo chiamata “Base” e le altre piattaforme di chat interna, inoltre registriamo alcuni dei nostri incontri dal vivo e online aperti a tutto il Movimento.

La maggior parte dei vostri “lavoratori” sono volontari. Non state facendo affidamento sul lavoro non retribuito?

Extinction Rebellion è un movimento in rapida e continua crescita, ci sono un gran numero di persone che vogliono dedicare il loro tempo gratuitamente perché si rendono conto dell’urgenza della situazione in cui viviamo. Abbiamo persino attivisti che hanno rinunciato a un lavoro retribuito per lavorare per Extinction Rebellion.

Siete davvero un Movimento “dal basso”?

Sì. Siamo persone comuni che si preoccupano profondamente del mondo e vogliono fare tutto ciò che è necessario per fermare pacificamente la distruzione della Vita sulla Terra e le profonde ingiustizie che vediamo e per spingere verso il mondo migliore, più giusto e più bello che tutti noi desideriamo vedere. Nessuno ci controlla o ci dice cosa fare.

Non credo che il benessere delle persone meno esperte sia molto importante nel vostro gruppo. Quali misure avete adottato per proteggere le persone?

Abbiamo un approccio, parte di ciò che chiamiamo “cultura rigenerativa” in Extinction Rebellion, in cui chiediamo alle persone di prendersi cura di sé come parte del coinvolgimento. Abbiamo un team che lavora per fornire supporto prima, durante e dopo le azioni. Chiediamo ai gruppi di affinità di assegnare una persona di supporto al benessere dei partecipanti a ciascun gruppo. Tuttavia, la capacità è limitata e ci impegniamo molto per sensibilizzare le persone sui rischi che stanno correndo. Quindi questa è una questione molto importante per noi.

Cos’altro avete fatto?

Puoi vedere alcune delle cose che abbiamo fatto nelle sezioni XR Magazine-Azioni e Press di questo sito e sui nostri social ribelli elencati qui.


PERSONE

Chi c’è dietro Extinction Rebellion?

Extinction Rebellion è un movimento fatto di persone di ogni estrazione sociale. È iniziato in risposta al rapporto IPCC il quale afferma che abbiamo solo 12 anni per fermare i catastrofici cambiamenti climatici e la nostra comprensione del fatto che siamo entrati nel sesto evento di estinzione di massa. È iniziato in piccolo ed ha fatto il suo debutto nel Regno Unito il 31 ottobre 2018, è cresciuto molto rapidamente e ora ci sono gruppi di Extinction Rebellion in 72 paesi e circa 30 gruppi locali in Italia. La maggior parte delle persone che lavorano per Extinction Rebellion nel mondo sono volontari, una piccola percentuale riceve un rimborso. Le decisioni vengono prese sulla base di un modello di organizzazione chiamato “sistema auto-organizzante”: le persone fanno ciò che possono in base alle capacità e al tempo che possono offrire.

Da dove viene l’idea?

Extinction Rebellion è nato nel Regno Unito come risultato della ricerca accademica e dell’impegno di massa. Roger Hallam e la Dr. Gail Bradbrook hanno riflettuto e parlato, e dopo le discussioni con numerose altre persone è nato un movimento. Poi, l’attenzione si è concentrata sul parlare con le persone online o nelle assemblee popolari. Co-fondatori come Robin Boardman hanno visitato città di tutto il Regno Unito e la risposta è stata enorme.

Non siete un gruppo di attivisti di ceto medio/borghesi di sinistra?

Extinction Rebellion è composto da persone di ogni età ed estrazione sociale da tutto il mondo. Dai minori di 18 anni a oltre 80 anni di età: ci sono migliaia di persone disposte a mettere la propria libertà in gioco per combattere l’emergenza climatica ed ecologica e proteggere la biodiversità. Non ci allineiamo a nessun partito politico e accogliamo persone che votano per tutti i partiti politici e nessuno. Stiamo lavorando per migliorare la diversità all’interno del movimento. Non pensiamo che sia utile impostare un ragionamento come una lotta tra la “sinistra” e la “destra”, abbiamo un enorme sfida davanti a noi, crediamo di dover lasciare andare le nostre differenze e trovare un terreno comune.

Non siete solo un branco di anarchici che infrangono la legge o terroristi finanziari o eco-fascisti? Perché qualcuno dovrebbe ascoltare un gruppo di persone che cercano attivamente di ottenere precedenti penali?

Extinction Rebellion è un movimento internazionale con (ad oggi) 1128 gruppi in 69 paesi. In Italia è composto da persone di ogni estrazione sociale, da studenti e da pensionati, da psicologi e da insegnanti, da precari e da famiglie, dal Veneto alla Sicilia. Siamo rigorosamente non violenti e riluttanti trasgressori della legge. Seguiamo la tradizione dei movimenti non violenti di disobbedienza civile come il movimento per i diritti civili e il movimento che pose fine all’apartheid. I leader mondiali hanno fallito nel fronteggiare adeguatamente l’emergenza e il lobbismo educato, le marce, il voto, l’attivismo dei consumatori e degli azionisti, pur avendo un certo valore, non sono riusciti a invertire la rotta. Ora siamo sull’orlo del baratro e l’unica opzione rimasta è la disobbedienza civile: interrompere il “business as usual”, in modo che i responsabili delle decisioni debbano prenderne atto. Alla fine, lo stiamo facendo perché è la cosa giusta da fare. Il cambiamento climatico non riguarda solo modelli meteorologici oscuri o colture fallite, riguarda tutti noi, compresi tutti i nostri cari e tutta la vita sulla Terra, siamo tutti a rischio.

Chi sono i vostri fondatori?

Rising Up! è stata fondato da Roger Hallam, Gail Bradbrook, Simon Bramwell e altri. Nell’inverno 2016 si sono uniti Stuart Basden, Ian Bray. Altri fondatori della campagna di Extinction Rebellion in UK includono Robin Boardman, Clare Farrell, Nils Agger, Frieda Luerken e Sibi.

Il vostro movimento mi sembra un po’ hippie, con gli sciamani e tutto il resto?

Alcuni, sebbene non tutti noi, hanno un orientamento “spirituale” e diamo il benvenuto a chiunque, indipendentemente dalle sue credenze. Pensiamo che le persone proteggano le cose che amano e che abbracciare il nostro amore per la vita e il mondo naturale non è qualcosa da cui dovremmo rifuggire. Questo non significa che siamo ingenui o disinformati riguardo alla giustizia sociale ed economica.

Siete attivisti professionisti?

Molti di noi hanno fatto importanti sacrifici personali per seguire le nostre convinzioni e aiutare gli altri. Il termine “professionista” implica che qualcuno ci stia pagando per fare questo. Nessuno viene pagato in Italia. Siamo molto preoccupati per la situazione in cui ci troviamo e molti di noi hanno cambiato la direzione delle loro vite allo scopo di migliorare le cose. Se per professionista intendi organizzato e impegnato, allora sì, nel nostro atteggiamento cerchiamo di essere tali.


Disruption (Rottura, interruzione, disagio)

Non state escludendo molte persone con cui dovreste lavorare?

Sì, forse. C’è pochissima consapevolezza intorno a noi, rispetto a quella di cui abbiamo bisogno, in paragone a quanto è grave la situazione in cui ci troviamo. Ciò è al cuore del problema. E così, sì, le persone che non capiscono, o che per negazione rifiutano la gravità della situazione presentata dagli scienziati, possono facilmente non essere d’accordo con le azioni e trovarci alienanti. Lo scopo, ovviamente, non è quello di alienare le persone. Lo scopo è rendere impossibili da ignorare le più critiche e urgenti questioni del nostro tempo per coloro che detengono il potere decisionale. Se vogliono meno interruzioni, devono agire. I movimenti sociali sono spesso impopolari: uno dei loro compiti è quello di stimolare il dibattito su problemi chiave.

Perché state distogliendo le risorse della polizia nella lotta contro la criminalità?

Tenendo presente che il crimine aumenta nelle città inquinate noi vorremmo non dover distrarre le risorse della polizia. Extinction Rebellion è composto da persone ordinarie, con posti di lavoro, famiglie e responsabilità. I nonni di 80 anni preferirebbero non mettersi nella posizione fisicamente scomoda di trovarsi in una cella di polizia e i bambini non vogliono saltare la scuola - ma 30 anni di inazione del governo non ci hanno lasciato alcuna scelta.

Qual è la vostra politica sui mezzi di soccorso?

Non abbiamo intenzione di ritardare i mezzi di soccorso e collaboriamo con le forze dell’ordine per assicurarci che ciò non accada. Dare notifica alla Questura prima di un’azione consente loro di mettere in atto piani per reindirizzare i veicoli.

E se un’ambulanza non arriva in ospedale per tempo perché è stata ritardata da una vostra manifestazione e qualcuno muore?

Quando ci sono ingorghi, le ambulanze vengono reindirizzate dai loro quartier generali. Se l’ambulanza è già molto vicina al blocco stradale, viene lasciata passare dai manifestanti. Di solito diamo il preavviso alle forze dell’ordine prima di compiere un’azione di disturbo. Normalmente in città ci sono ingorghi frequenti a causa di ogni genere di cose, come lavori stradali e incidenti ed i servizi hanno strategie per far fronte a queste situazioni, ci proponiamo di avvertire con il necessario anticipo in modo che possano avvisare il personale e riprogrammare il percorso in sicurezza per quel giorno.

Come si può giustificare l’inconveniente e la perdita causati alle imprese e alle persone come conseguenza delle vostre azioni? E se qualcuno perde il lavoro perché è in ritardo a causa vostra?

Vorremmo che non fosse necessario e non è qualcosa che facciamo con leggerezza. Extinction Rebellion è composto da persone che a loro volta hanno posti di lavoro e responsabilità e non vogliamo che nessuno sia disturbato o peggio a causa delle nostre azioni. Ma la realtà è che tutti soffriremo a causa dell’inazione del governo riguardo al collasso climatico e alla perdita di biodiversità. Ci stanno deludendo e stanno mettendo a rischio tutte le nostre vite, case e lavori. Attendibili economisti e antropologi affermano che l’economia crollerà sul pianeta che si scalda, che la società potrebbe crollare in seguito a guerre, carestie e conseguenti migrazioni. Incoraggiamo chiunque si senta turbato o arrabbiato per le nostre azioni a scoprire di più sulla gravità della crisi climatica ed ecologica.

La vostra campagna sembra concentrarsi sulla disruption di massa. Non avete timore del danno che potreste arrecare alla vita delle persone?

Prima di avviare Extinction Rebellion la rete Rising Up! ha parzialmente chiuso l’aeroporto di Heathrow in due occasioni e ha effettuato numerosi blocchi stradali per testare come eseguire in sicurezza queste azioni. Ci preoccupiamo sempre di causare disagi alle persone e siamo dispiaciuti quando si scopre che qualcuno ha perso un evento importante come un funerale o un appuntamento in ospedale. Ciò nonostante lo stiamo facendo perché crediamo di dover guardare al quadro più ampio, a quante persone muoiono oggi e quanto sia terribile la nostra traiettoria. Di fronte a ciò, accettiamo che inevitabilmente causiamo disagi alle persone e ci scusiamo sinceramente con loro. Siamo fermamente e collettivamente dell’opinione che, dato il triste fallimento dei leader mondiali fino ad oggi, la disobbedienza civile è ora necessaria per ottenere qualcosa di simile al cambiamento necessario. Se ci fosse un modo migliore e meno dirompente per ottenerlo, utilizzeremmo quello! Molti di noi hanno dovuto affrontare multe e condanne per le nostre azioni; alcuni di noi hanno fatto lo sciopero della fame ed altri all’estero sono stati arrestati e sono andati in prigione. Quindi siamo disposti ad accettare le conseguenze delle nostre azioni e a fare sacrifici personali per metterle in opera. Il “business as usual”, “il solito andazzo” semplicemente non è più un’opzione percorribile per noi e per le future generazioni.


STRATEGIA

Quindi se poteste sedervi “ a tavolino” con il governo, cosa direste?

Comprendete quanto sia brutta la situazione? In tal caso, cosa vi impedisce di apportare i cambiamenti necessari? Siamo concentrati sullo sviluppo di un movimento di massa di disobbedienza civile e non abbiamo nessuna intenzione di fermarci fino a quando non affronteremo la crisi in cui ci troviamo. La crisi climatica ed ecologica richiede un’urgente e drastica azione per de-carbonizzare l’economia il più rapidamente possibile. Ad esempio come potete supportare le trivellazioni a fronte di questa situazione, usando i soldi dei contribuenti ?!

Perché pensate di poter avere successo?

Non sappiamo se lo avremo, ma non possiamo più restare in attesa e agire come se il futuro non avesse importanza. I leader mondiali hanno fallito nel fronteggiare adeguatamente l’emergenza e il lobbismo educato, le marce, il voto, l’attivismo dei consumatori e degli azionisti, pur avendo un certo valore, non sono riusciti a invertire la rotta. Ora siamo sull’orlo del baratro e l’unica opzione rimasta è la disobbedienza civile: interrompere il “business as usual”, in modo che i responsabili delle decisioni debbano prenderne atto. Crediamo di essere riusciti a incrementare il dibattito sulla gravità e intensità della crisi in cui ci troviamo.

Perché pensate che la non violenza sia importante?

Secondo una ricerca sui conflitti nel mondo tra “attori non statali” e statali tra il 1900 e il 2006, è emerso che il 53% delle campagne non violente ha avuto successo rispetto al 26% delle campagne che hanno utilizzato la violenza. Per di più , nel caso delle campagne violente, il 95% era sceso in dittatura o dominio totalitario entro cinque anni. Altri possono discutere di questi dati e noi non giudichiamo coloro che lottano contro la violenza. Alcuni di noi sono non violenti per motivi strategici e altri per ragioni morali.

“Alcuni cercano di mobilitare le persone attorno a una preoccupazione di carattere generale, come il clima o la guerra o la povertà, ma tali mobilitazioni sono come proteste una tantum: non vincono nulla”. Volete commentare?

La nostra comprensione è che puoi avere esigenze sia strutturali che profetiche e entrambe hanno il loro valore. Le richieste strutturali (ad es. qui vogliamo il limite di velocità dei 30 km/h o vogliamo vietare le trivellazioni) sono più associate alla tradizione organizzativa basata sulle strutture di Saul Alinsky, Ella Baker ecc. e le richieste profetiche (vogliamo i diritti civili) sono associate alla tradizione delle mobilitazioni di massa. Abbiamo appreso che un’ibridazione di entrambi i metodi è il percorso più efficace da intraprendere. Le richieste di Extinction Rebellion adottano questo approccio ibrido.

In che modo siete davvero diversi da Greenpeace? Anche loro adottano la disobbedienza civile

Sono una grande ONG con un modello di business che probabilmente limita la loro volontà di mobilitare in massa le persone per portarle alla disobbedienza civile. La disobbedienza civile che sentono di poter intraprendere è limitata a piccoli gruppi di persone. Crediamo che la disobbedienza civile di massa sia l’unico modo in cui vedremo cambiamenti vitali e stimolanti della portata necessaria.

Non state togliendo energie dalle linee dell’attivismo ambientale?

Siamo solidali con tutti coloro che lottano in prima linea per certe questioni. Sosterremo l’attivismo in prima linea il più possibile, ma riteniamo sia anche importante che venga adottato un approccio sistemico che riguardi la disobbedienza civile di massa finalizzata alla sede del potere. Le prime linee continuano ad aprirsi perché il sistema è tossico.

Le vostre richieste sono vaghe, perché pensate di poterle ottenere?

Probabilmente la vaghezza è dovuta al fatto che dobbiamo scrivere le cose in modo sintetico, di modo che siano trasmissibili come titoli, slogan. Ci sono molti più dettagli nelle righe sottostanti. Stiamo usando tecniche all’avanguardia per costruire un movimento di massa resiliente. Sappiamo che il compito da svolgere è scoraggiante e quindi che la probabilità di successo può sembrare scarsa, ma siamo disposti a fare tutto il possibile per cercare di raggiungere questo obiettivo. Alla fine, però, stiamo facendo tutto ciò perché è la cosa giusta da fare. In parte rimaniamo distaccati dai risultati, cioè sebbene speriamo di poter salvare qualcosa della vita sul pianeta, cerchiamo di rimanere motivati dal fatto che si agisce perché è la cosa giusta da fare (etica della virtù) piuttosto che farlo perché pensiamo che funzionerà (etica utilitaristica). Tuttavia, quanti più di noi agiscono su questa base, di fronte al galoppante assalto globale sul futuro dei nostri figli, quanto più è probabile che raggiungeremo quel momento in cui l’impossibile diventa inevitabile.

Cosa pensa XR di 5g, veganesimo, energia nucleare, contatori intelligenti e così via?

Molte persone all’interno di XR avranno opinioni forti su quanto scritto sopra e vogliamo dare il benvenuto a una varietà di opinioni, piuttosto che adottare posizioni su argomenti controversi. Riteniamo che un movimento sociale sia meglio costruito come una “chiesa ampia” e che all’interno del movimento dovrebbero svolgersi discussioni rispettose su una varietà di argomenti (onorando il nostro principio e valore di non incolpare e biasimare nessuno). XR non prende posizione sulle soluzioni alla crisi ecologica: la nostra terza richiesta è che un’Assemblea dei cittadini escogiti soluzioni per affrontare la crisi incentrata sul clima e sulla giustizia ecologica sulla base della presentazione di fatti di vari esperti accreditati. Ci concentriamo su problematiche supportate da dati scientifici con un ampio consenso di opinioni, ad esempio la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici.

Il vostro movimento non è solo riduzionista? Non state solo sostenendo una soluzione tecnica?

Non proponiamo soluzioni specifiche: spetta all’Assemblea dei cittadini elaborare soluzioni, dopo aver sentito le voci dei vari esperti. Secondo il nostro modo di intendere le assemblee di cittadini, esse non si focalizzano sul singolo problema ma tengono in considerazione tutto il sistema in cui il problema è posto.

Vi rendete conto che state promuovendo un programma eco-fascista?

Non stiamo promuovendo un programma eco fascista, pensiamo che se la società collassa, l’eco fascismo è un rischio significativo. Ricerchiamo una democrazia genuina che spodesti gli interessi corrotti in carica, che continuano a minare la democrazia e che hanno frenato il cambiamento a lungo e con conseguenze letali. Procediamo consapevoli dei continui tentativi da parte dei “poteri forti” di allontanare le persone dai movimenti per non raggiungere un cambiamento significativo. Questa è una delle ragioni principali per cui chiediamo un’Assemblea nazionale di cittadini/e, composta da persone comuni scelte a caso, per elaborare un programma di cambiamento.

Sono preoccupato che voi stiate chiedendo al governo di passare alla modalità di emergenza. Non rischiamo di ricadere in una nuova austerity?

La nostra terza richiesta è che sia un’Assemblea dei cittadini a definire i cambiamenti, in modo da non dare maggiori poteri al nostro governo. Sappiamo che la struttura del governo di questo paese ha le capacità di implementare il cambiamento necessario, in collaborazione con le comunità locali, ma anche che la nostra democrazia è inadeguata per supervisionare tale cambiamento e quindi va modificata. Da qui la richiesta di istituire le Assemblee di Cittadini, applicando il processo del sorteggio, garantendo la partecipazione a persone scelte in maniera casuale e provenienti da ogni estrazione sociale, in modo da avere una giuria eterogenea e che rappresenti uno spaccato della società. L’uso delle Assemblee di Cittadini così composte, al posto della sola politica, nel tentativo di risolvere il problema della crisi climatica ed ecologica, significherebbe agire in modo più trasparente e partecipato per trovare una reale soluzione, piuttosto che una che vada bene solo a pochi.

Non state solo cercando di attirare l’attenzione facendo sanzionare e/o arrestare molte persone inesperte, compromettendo la loro fedina penale?

Facciamo del nostro meglio per assicurarci che tutti coloro che prendono parte alle azioni dirette non violente in difesa del pianeta, che abbiano o meno esperienza, comprendano i rischi che stanno correndo e le potenziali conseguenze. Facciamo formazioni sulle azioni dirette non-violente (ADNV) e abbiamo un gruppo legale che esegue altrettante formazioni. Questo è un elemento importante nella costruzione del movimento e per interrompere la normalità della quotidianità, in modo da creare un dialogo a livello nazionale sulla crisi climatica ed ecologica. Come disse Monbiot nel suo ispirante discorso tenuto il 31 Ottobre 2018 sulla dichiarazione di ribellione nei confronti del governo inglese in piazza del Parlamento: “L’unico momento in cui le persone capiscono che il problema è serio, è quando le persone sono preparate a sacrificare la propria libertà in difesa dei propri ideali”.

Non vi rendete conto che se vengono arrestate persone di colore riceveranno un trattamento ben peggiore? E non siete troppo gentili con la polizia?

Si, siamo consapevoli del razzismo strutturato nel nostro sistema giudiziario e all’interno delle forze dell’ordine. Diamo alle persone informazioni legali e sull’arresto, coloro tra noi che sono bianchi hanno riconosciuto il proprio privilegio nella probabilità di essere trattati diversamente. Le persone possono assumere diversi ruoli, non tutti possono essere arrestati. Riteniamo importante che i bianchi usino i propri privilegi in funzione del movimento, le persone di colore sono state a rischio per generazioni in difesa dell’ambiente, del nostro pianeta, e tutt’oggi sono a rischio. E’ giunto il momento che siano i bianchi ad assumersi questo rischio cosicché le persone di colore, già minacciate dal razzismo strutturato nel sistema, non debbano farlo. La crisi climatica ed ecologica colpisce le persone di colore più di quanto non faccia con i bianchi. Attivisti ambientalisti di colore sono stati uccisi in altri paesi per aver difeso le proprie terre. Cerchiamo anche di tenere a mente che le forze dell’ordine sono composte da esseri umani come noi, quindi di essere rispettosi durante le nostre proteste, al contempo questo non ci rende ingenui su ciò che in passato la polizia ha fatto a manifestanti, attivisti e comunità in passato, gli attivisti hanno dovuto subire aggressioni, traumi psicologici causati da poliziotti in incognito, diffamazioni e peggio ancora.

Perché parlate con la polizia se non ci si può fidare di loro?

Adottiamo un approccio in cui non incolpiamo e biasimiamo nei confronti della polizia e grazie alla nostra disciplina non violenta accettiamo di trattare la polizia con rispetto. Stiamo prendendo la decisione strategica in diversi paesi (Italia inclusa) di mantenere rapporti attivi positivi con la polizia, con la convinzione che questo approccio supporterà i nostri scopi. La nostra visione di Extinction Rebellion mette l’amore al centro del cambiamento. In questo modo alcune persone in Extinction Rebellion possono scegliere di esprimere gratitudine e amore verso gli agenti di polizia. Comprendiamo che per coloro che in passato sono state vittime delle forze dell’ordine sia difficile e alienante assistere a certi comportamenti.

Non state solo portando avanti ulteriormente il programma “Agenda 21“ dell’ONU?

L’Agenda 21, come molti altri programmi, all’epoca non aveva alcuna base giuridica per il cambiamento e quindi era inefficace. Cerchiamo un cambiamento legalmente vincolante, con un’Assemblea dei cittadini in carica.


FINANZIAMENTI

Come vi finanziate?

Extinction Rebellion ha raccolto fondi principalmente attraverso il crowdfunding online, l’autofinanziamento e contributi provenienti da piccoli donatori.

Siete un’azienda registrata? Di che tipo?

No, Extinction Rebellion è un movimento. Abbiamo dovuto istituire un comitato per obbligo legale, il quale tiene un bilancio tra le donazioni e le spese per supportare il movimento.


L’EMERGENZA

La situazione è davvero così brutta?

Per Favore fai riferimento alla pagina “l’emergenza” su questo sito.

I governi non stanno già agendo ( green new deal etc.)?

Per limitare il riscaldamento a 1,5 ° C raccomandato dal rapporto dell’IPCC, le emissioni nette globali di CO2 devono diminuire di circa il 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030. Nonostante i progressi iniziali nella riduzione delle emissioni di carbonio, la maggior parte dei paesi, Italia inclusa, mancheranno i target climatici legalmente prefissati senza un’azione urgente. Si ritiene che gli stati esagerino sui reali progressi ottenuti nella riduzione delle emissioni, portando gli scienziati a escludere dai dati gli effetti considerevoli della navigazione, dell’aviazione e dei consumi.