Questa è un'emergenza (anzi, sono due!)

Scritto il 30 Sep 2019 da XR Bologna - Press

Oggi è una giornata storica per Bologna: non è stata approvata una, ma ben due dichiarazioni di emergenza climatica ed ecologica – con la complessità e le ambiguità che questo comporta.

Il percorso che ci ha portato fin qui è stato un percorso di studio, di sacrificio e di notti insonni. Abbiamo prodotto un testo, lo sciopero della fame di Filippo lo ha portato all’attenzione del consiglio comunale, e le nostre due notti di mobilitazione in piazza hanno costruito momenti di confronto con la cittadinanza e messo pressione sulle istituzioni. Per questo ringraziamo tutte le attiviste di Extinction Rebellion Bologna.

Ringraziamo anche i consiglieri Emily Clancy - Consigliera Comunale, per averci aiutato a portare integralmente il nostro testo all’attenzione del consiglio; Andrea Colombo, per aver sostenuto le nostre istanze e cercato una mediazione con la maggioranza; ma anche Dora Palumbo, che in un emendamento non approvato (ma da noi non dimenticato!) ha dato un nome e un cognome ai problemi su cui il Consiglio e la Giunta dovranno esprimersi in termini concreti per onorare la dichiarazione: Prati di Caprara, Pioppe e Aree Annesse Sud, Passante autostradale, mobilità pubblica sostenibile fra gli altri, a cui aggiungiamo l’espansione dell’aeroporto.

Riteniamo opportuno sottolineare sia differenze che corrispondenze tra la nostra dichiarazione e quella dei consiglieri Colombo e Leti che, essendo state entrambe approvate, andranno ad integrarsi:

  • Le dichiarazioni propongono come data in cui raggiungere lo zero netto di emissioni il 2030. Come XR, globalmente riteniamo necessario insistere per il 2025, ma questa data rende comunque la dichiarazione tra le più ambiziose a livello globale, e sicuramente la più ambiziosa in Italia. La nostra dichiarazione introduce un obiettivo intermedio di riduzione del 50% entro il 2025 per non lasciare lettera morta l’obiettivo complessivo. Auspichiamo, mediante le assemblee cittadine che verranno istituite, che aumenti la consapevolezza dell’entità del problema, e si avvicini la data in cui raggiungere lo zero netto.
  • Nel nostro testo proponiamo disincentivi per le aziende e industrie che non si adeguano agli obiettivi di riduzione dei gas serra, per evitare di portare a misure emergenziali che penalizzino la cittadinanza tutta e non chi inquina maggiormente.
  • Introduciamo inoltre una “road map” da produrre entro i primi 100 giorni con le misure da intraprendere, definendo in maniera vincolante l’applicazione del testo.
  • La “tutela e incremento del verde” si articola nella nostra proposta come vero e proprio rimboschimento, così come si richiede l’utilizzo di spazi esistenti in alternativa a nuove cementificazioni. Da qui dipendono, tra gli altri, i destini dei Prati di Caprara. Sia in termini di promozione e tutela della biodiversità che per quanto riguarda l’assorbimento di CO2, un bosco non è un’”area verde” qualunque.
  • Il nostro testo mette in discussione un paradigma di “crescita” e “sviluppo” indiscriminati, che ormai sappiamo essere concetti incompatibili con la sostenibilità. Crediamo invece che parte fondamentale del dire la verità – e del comportarsi di conseguenza – sia abbandonare la follia della crescita infinita su un pianeta finito, cercando di salvaguardare armoniosamente quanto finora conquistato, e gestendo una naturale e inevitabile contrazione.
  • Entrambe le dichiarazioni prevedono la costituzione di assemblee cittadine, strumento chiave della strategia di XR, e necessario per fondare e ripensare una politica diversa. Solo una diffusa consapevolezza e partecipazione politica è in grado di far fronte alla crisi climatica, ecologica ed esistenziale che stiamo affrontando.
  • Sul concetto di “ecoturismo” presente nel testo di Colombo e Leti, piuttosto che esprimerci, chiederemmo invece dei chiarimenti.

Al netto di tutto, riteniamo questa una giornata positiva, in cui è stato spezzato un silenzio istituzionale, riconosciuta un’emergenza, e manifestata l’intenzione di rendere Bologna parte del cambiamento globale radicale e necessario per garantirci un futuro come cittadine e come specie. Ma questa positività non ci rende meno consapevoli e preoccupati per la gravità della situazione: bisogna fare di più e farlo ora, a livello locale, nazionale e globale. Oggi inizia una nuova fase di impegno collettivo e partecipazione: il Comune dovrà permettere il cambiamento, sostenerlo e promuoverlo, ma noi tutti siamo chiamati ad essere parte di questo progetto ambizioso e necessario, verificando l’operato delle nostre istituzioni e continuando a lottare affinché questa dichiarazione di emergenza non sia un vuoto punto di arrivo, ma un grande punto di partenza. Di tutto questo, del sacrificio come dell’impegno, siamo fortemente consapevoli, e speriamo di riscontrare la stessa consapevolezza nella nostra amministrazione. Per quanto ci riguarda, continueremo a ribellarci ad ogni inazione ed esitazione, per realizzare la promessa oggi fatta alla città e al pianeta.

Vogliamo anche ricordare che dichiarare un’emergenza porta con sé il peso e la responsabilità di prendere delle decisioni scomode. Queste chiediamo vengano affrontate rispettando i principi di giustizia climatica ed ecologica, perché non siano le fasce più vulnerabili della società a pagare. Oggi durante il Consiglio c’è stato un intervento inaspettato. Alcuni lavoratori, supportati dai sindacati, hanno rivendicato i loro diritti dichiarando che anche la loro è una situazione d’emergenza. La scena è stata emblematica di una narrazione che contrappone le lotte sociali all’emergenza per la salvaguardia del pianeta. Non può esserci giustizia ecologica senza giustizia sociale: a pagare i sacrifici di una transizione sostenibile non devono e non possono essere le comunità, ma chi si è arricchito in questo sistema causando la devastazione ambientale.

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