31 May 2026 - Extinction Rebellion Italia
Press
Roma, 31/05/2026 - Le Red Rebels di Extinction Rebellion hanno sfilato questo pomeriggio tra le vie del centro di Roma, da Piazza San Giovanni ai giardini di via Carlo Felice: vestite di rosso per rappresentare il sangue delle vittime dei numerosi conflitti in corso sulla Terra e della crisi ecoclimatica, hanno silenziosamente camminato e protestato contro le politiche ecocide e omicide del Governo.
Questo pomeriggio una ventina di Red Rebels di Extinction Rebellion hanno sfilato da Piazza San Giovanni ai giardini di via Carlo Felice. Figure iconiche rosse ideate nel 2018 nel Regno Unito da Douglas Francisco e Justine Squire, rappresentano il sangue versato a causa della crisi ecoclimatica e che connette tutti gli esseri viventi. Hanno inscenato una marcia solenne e silenziosa, che ribadisce gli stessi temi fondamentali portati da Extinction Rebellion durante l’occupazione di 24 ore di piazza dell’Esquilino. Occupazione che si è conclusa questa mattina con l’esposizione di uno striscione nei pressi del Viminale, luogo in cui doveva originariamente svolgersi l’occupazione, e in cui la polizia questa mattina non ha consentito l’accesso.
“Con la loro sfilata silenziosa, le Red Rebels urlano il nostro dolore per le vittime che guerre e crisi ecoclimatica stanno mietendo in tutto il mondo, e tutta la nostra rabbia per le politiche che il governo porta avanti per finanziare entrambe.” spiega Alba, una delle persone che accompagna le Red Rebels porgendo volantini ai passanti.
Attualmente nel mondo ci sono 59 conflitti attivi, il numero più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, e nel 2025 il numero di vittime dei conflitti è stato il più alto degli ultimi 25 anni. Oltre a un enorme carico di morte e di ferite fisiche e psicologiche, la guerra è anche causa di devastazioni ambientali e di elevate emissioni di gas serra: interi territori sono resi inabitabili, come la Striscia di Gaza, che, come riportato dall’UNEP, il Programma per l’Ambiente dell’ONU, dal 2023 ha perso il 97% delle sue colture arboree. Anche le infrastrutture per la gestione dell’acqua sono state pesantemente danneggiate, con una perdita dell’84% della capacità di immagazzinamento e del 31% di desalinizzazione e il probabile inquinamento della falda acquifera. Secondo l’UNEP, infatti, “Mentre non è ancora possibile verificare in modo completo il danno inferto all’ambiente, a causa di restrizioni di accesso, è chiaro che la dimensione del degrado è immensa”. Inoltre, l’Università Roma Tre ha stimato che, complessivamente, le attività militari sono responsabili del 6% delle emissioni globali di gas serra: solo durante i due anni e mezzo della guerra a Gaza sono stati emessi oltre 32 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, 311 milioni nei quattro anni di guerra in Ucraina, quanto produce in un anno un Paese industrializzato come la Francia. Emissioni che contribuiscono all’intensificarsi di eventi estremi, che a loro volta causano vittime ogni anno: ondate di calore in primis, di cui abbiamo avuto uno sfiancante anticipo in questo fine maggio, e che negli ultimi hanno causato oltre 4.500 vittime nel 2025 e 19.000 nel 2024 solo in Italia.
“Di fronte a questa tragica situazione, il governo italiano anche per quest’anno sta aumentando le spese militari.” *continua Leonora, un’altra persona sul posto. Negli ultimi 10 anni in Italia le spese militari sono aumentate di circa il 45%, e nel 2026 l’incremento previsto è del 2,8% rispetto al 2025. “Privilegiare la dominazione su altri Paesi, anziché la cooperazione, e l’estrazione di combustibili fossili, alimenta i conflitti e provoca danni ambientali. E la cittadinanza paga il conto”.* Una diretta conseguenza dei conflitti in corso è stato proprio l’aumento vertiginoso dei prezzi dei carburanti, che sono pesati particolarmente sul portafoglio degli italiani a causa dell’arretratezza della transizione energetica a livello nazionale e della forte dipendenza dal gas da importazione.
“Le Red Rebels non rappresentano solo rabbia e dolore. Sono il simbolo del nostro legame con tutti gli esseri viventi, umani e non umani, in tutto il mondo. E portano la speranza, e la profonda necessità, di un cambiamento verso un mondo non dominato dalla violenza e dalla guerra” conclude Leonora.
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