01 Jun 2026 - Extinction Rebellion Italia
Press
Roma, 01/06/2026 - Extinction Rebellion ha scalato Palazzo Venezia muniti di tre grandi striscioni riportanti slogan contro il celebre motto legato alla destra autoritaria “Dio denaro, patria in guerra e famiglia alluvionata”. Quindici persone sono state portate in caserma, compresi alcuni fotografi sul posto. La protesta, in uno dei luoghi simbolo del ventennio fascista, voleva puntare i riflettori sugli effetti della crisi ecoclimatica e denunciare i crescenti finanziamenti in combustibili fossili e guerre dal governo italiano.
Questo pomeriggio, Extinction Rebellion ha scalato Palazzo Venezia - ex sede del governo fascista - muniti di tre grandi striscioni riportanti slogan riportanti lo slogan “Dio denaro, patria in guerra e famiglia alluvionata” contro il celebre motto legato alla destra autoritaria, mentre ai piedi del palazzo delle figure travestite da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto hanno inscenato un teatrino satirico ispirato ai cinegiornali dell’Istituto Luce. La polizia è intervenuta sul posto sequestrando gli striscioni prima che venissero srotolati e identificando le persone presenti, inclusi i fotografi accorsi per documentare la scena. Malgrado il gruppo non abbia opposto resistenza e abbia consegnato i documenti, tutti i cittadini inclusi i fotografi sono stati portati in commissariato. “Quello che è successo oggi è surreale e rappresenta concretamente la deriva autoritaria che stiamo vivendo. Le Forze dell’Ordine hanno portato in caserma attivisti, fotografi e persone che non stavano partecipando alla manifestazione. Hanno strattonato giornalisti e sequestrato telefoni” commenta Paola, una delle persone portata in caserma per essersi travestita da Giorgia Meloni. “Abbiamo già denunciato tre Questure di Italia per queste pratiche illegittime e lo faremo ancora”. Simbolico il luogo in cui tutto questo è accaduto: Palazzo Venezia, utilizzato durante il ventennio fascista come quartier generale politico del Duce e ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili del potere fascista.
Nella quarta giornata di PrimaVera Democrazia, la settimana di mobilitazione nella capitale lanciata da Extinction Rebellion, il movimento porta in scena una nuova protesta per denunciare la distanza tra la propaganda del governo e le conseguenze concrete delle sue politiche: crisi climatica, riarmo, disuguaglianze e repressione. “Ci parlano di ‘Dio, patria e famiglia’, ma i crescenti effetti del collasso ecoclimatico mostrano il fallimento concreto di questa retorica” commenta Paola, “Non c’è sicurezza in un Paese che investe nel riarmo mentre i territori franano. Non c’è difesa della famiglia quando migliaia di persone perdono casa, salute, lavoro e raccolti a causa di eventi climatici sempre più estremi. Non c’è patria da proteggere se il suolo viene consumato, i fiumi esondano, le città diventano invivibili durante le ondate di calore e intere comunità vengono abbandonate dopo ogni disastro.”
La protesta richiama a una situazione ormai difficile da ignorare. Secondo il Climate Risk Index 2025, negli ultimi trent’anni in Italia circa 38.000 persone sono morte a causa di eventi climatici estremi. Frane e alluvioni hanno causato almeno 19 miliardi di euro di danni negli ultimi dieci anni, con 8,5 miliardi legati alle sole alluvioni in Emilia Romagna del 2023. Parallelamente, il Governo continua a finanziare fossili e riarmo: nel 2025 la spesa militare italiana ha raggiunto 32 miliardi di euro, mentre con il Piano Mattei si sta consolidando la dipendenza dal gas, lasciando alle famiglie il costo della crisi energetica. In Italia, infatti, oltre 2 milioni di famiglie si sono trovate in condizioni di povertà energetica solo nel 2024, mentre nel 2025le bollette dell’elettricità sono aumentate di circa il 100% e quelle del gas 70%rispetto al 2022.
“È il risultato di un modello che protegge chi trae profitto da fossili, guerra e speculazione, mentre scarica i costi su famiglie, territori e comunità già esposte alla crisi.” continua Ludovico, un’altra delle persone identificate, “Il punto non è solo la memoria del fascismo, ma la sua eco nelle pratiche politiche del presente: mentre la crisi ecoclimatica rende più insicura la vita di milioni di persone, il Governo restringe gli spazi democratici e criminalizza il dissenso.” Il riferimento è in particolare al nuovo Decreto Sicurezza, approvato dal governo e definito dagli esperti dell’ONU «il più grave attacco alla libertà di protesta degli ultimi decenni», che introduce nuovi reati e aggravantiin particolare legati a manifestazioni e proteste. “Per questo siamo scesi in piazza oggi e torneremo ancora. Contro un governo che usa valori identitari per coprire politiche di abbandono, repressione e profitto” conclude Ludovico “Pretendiamo che le priorità politiche rimettano al centro le persone, i territori e la democrazia.”
Extinction Rebellion
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